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Velox di Toirano, Comune e Provincia incontrano i cittadini: “Obiettivo garantire la sicurezza”. La richiesta: “Alzare il limite a 60km/h”

De Fezza ha invitato tutti a "rispettare la legge anziché cercare modi per gabbarla. E' necessario cambiare cultura e imparare a rispettare le normative"

Toirano. “Il nostro obiettivo è garantire l’incolumità e la salute dei cittadini. Ciò può avvenire se tutti rispettiamo la legge. Il Codice della Strada e i limiti di velocità vanno rispettati”. Lo ha ribadito il sindaco di Toirano, Giuseppe De Fezza, durante l’incontro pubblico tenutosi ieri sera nella sala consiliare “Pietro Arnaldi” e promosso dall’amministrazione comunale per fare il punto sulla “questione velox” che nelle ultime settimane ha infiammato la cittadina della Val Varatella.

Nell’affollatissima sala erano presenti il primo cittadino, il suo vice Gianfranca Lionetti, l’assessore Deni Aicardi, i consiglieri Claudio Oddo, Roberta Tognoloni e Nicola Panizza, il nuovo comandante della polizia locale toiranese Antonio Mattiauda, i consiglieri di minoranza Roberto Bianco, Giancarlo Mattoscio e Renato Savigliano e, per la Provincia di Savona, il vice presidente Francesco Bonasera ed il consigliere delegato alla viabilità Luana Isella.

Ad aprire il dibattito è stato De Fezza, che ha ricostruito la “genesi” dell’autovelox attualmente posizionato sulla provinciale all’altezza dell’ingresso del cimitero toiranese: “Nel 2015/2016 alcuni cittadini hanno sottoposto alla mia attenzione (allora ero vice sindaco) alcune problematiche legate alla viabilità e specialmente alla viabilità della Sp60. Mi sono stati girati, ad esempio, alcuni video che mostravano adolescenti mettere in atto il pericolosissimo gioco di attraversare la strada mentre sfrecciavano auto o video di corse di velocità nel tratto compreso tra il cimitero e l’ex discoteca Domina. Appelli di questo genere sono giunti a noi come Comune, ma anche a Provincia e Prefettura. Raccolti questi dati, ci siamo recati in Provincia. Il nostro compito era, è e sarà sempre quello di tutelare l’incolumità dei cittadini e perciò abbiamo avviato un dialogo con amministratori e tecnici per valutare come risolvere il problema. In quella sede (era il 2016) siamo venuti a conoscenza del fatto che la Provincia aveva già in programma l’installazione di un autovelox a Toirano. Lo prevedeva un decreto prefettizio risalente al 2012”.

“Lo ammetto, inizialmente l’idea non mi entusiasmava. Certo, un apparecchio del genere poteva fare da deterrente e contribuire a ridurre la velocità, ma secondo noi serviva qualcosa di più incisivo. Perciò abbiamo chiesto alla Provincia di convocare un tavolo per valutare altre misure oltre al velox. Il frutto di questo lavoro è un protocollo d’intesa (l’unico del suo genere stipulato tra un Comune savonese e l’Ente provinciale) che impegna Palazzo Nervi a fornire supporto al nostro ufficio tecnico ‘in cambio’ dell’installazione del velox. Alla luce di questo accordo, la Provincia ci ha fornito consulenza quando il governo (a seguito del crollo del Ponte Morandi) ha chiesto a tutti i Comuni di verificare la stabilità dei ponti presenti sui loro territori. I tecnici provinciali ci hanno fornito consulenza per il consolidamento del viadotto di via Varatella e la stessa cosa avverrà per gli interventi su quello di Bandiasse e sul ponte delle Giaire”.

Lo stesso protocollo d’intesa prevede il posizionamento di “tre attraversamenti rialzati a Carpe, nei pressi della panetteria, della chiesa e del ‘curvone’. Il primo cantiere è già assegnato e partirà il mese prossimo. La Provincia ci ha anche aiutato ad ottenere un finanziamento ministeriale da 50 mila euro che sarà utilizzato per altri tre attraversamenti rialzati da realizzare nel centro abitato (sulla provinciale nei pressi della caffetteria, vicino al Parco del Marchese e presso le scuole medie). Stiamo valutando di metterne un quarto vicino alle scuole elementari”.

Come precisato da De Fezza, il posizionamento dei velox e attraversamenti rialzati “sarebbe dovuto avvenire in contemporanea, in quanto elementi di un medesimo piano integrato di sicurezza stradale. Purtroppo l’alluvione di novembre ci ha costretto a far slittare la realizzazione dei passaggi. Siamo anche al lavoro per realizzare un nuovo passaggio che consenta agli alunni delle elementari di raggiungere la palestrina in sicurezza. Inoltre, investiremo altri 20 mila euro in interventi di sistemazione della segnaletica orizzontale e verticale e sulla realizzazione di dossi sulle strade secondarie. Inoltre, in via Garibaldi istituiremo una ‘zona 30’. Ci tengo a precisare, qualora servisse ancora, che il velox non era un intervento fine a sé stesso, ma fa parte di un piano integrato di miglioramento della sicurezza stradale di tutto il paese. Lavoriamo per salvaguardare l’incolumità e la salute dei cittadini. Dobbiamo fare in modo che il Codice della Strada venga rispettato”.

Toirano Incontro Velox

Claudio Oddo, consigliere delegato alla sicurezza, ha ribadito che “quando un veicolo viaggia a 50 chilometri orari ed incontra sulla propria strada un pedone, per quest’ultimo la possibilità di evitare l’impatto è del 15 per cento circa. All’aumento della velocità la percentuale si abbassa. Più si va piano e più elementi si possono cogliere mentre si guida. A novembre il velox ha prodotto 400 verbali. Secondo alcuni media (come IVG.it) un automobilista da solo ne ha presi 60. Facendo una media (calcolata sulla base dei cittadini adulti e in possesso di patente di guida), meno del 10 per cento dei toiranesi ha preso una multa”.

La parola è poi passata ai rappresentanti della Provincia. Il vice presidente Franco Bonasera ha affermato: “Serate come questa ci permettono di essere sul territorio e ascoltare le esigenze dei cittadini e perciò non ci sottraiamo mai a queste occasioni. Come saranno utilizzati i proventi delle multe? In parte alla sicurezza e alla manutenzione delle strade”.

Luana Isella, che ormai da quattro anni tratta la questione dei velox in qualità di consigliere provinciale, ha sottolineato come “ogni nuova installazione genera polemiche. Ma bisogna ricordare che questi apparecchi hanno prima di tutto lo scopo di far rispettare il Codice della Strada”. Isella si è poi voluta togliere qualche sassolino dalla scarpa: “Il velox di Toirano è entrato in funzione l’8 di novembre e a dicembre sono arrivati i primi verbali. Di conseguenza sono usciti i primi articoli di giornale. Dai quali emerge la descrizione di una Provincia ‘ladra e matrigna’, gestita politicamente da incapaci e da tecnici non adeguati. Persino il prefetto viene descritto come un funzionario nemmeno in grado di scrivere un decreto prefettizio. È mio dovere difendere chi lavora con noi per il bene di tutti i cittadini”. E poi, rivolgendosi alla minoranza: “Con le vostre dichiarazioni, affermando di voler mettere a disposizione di chi è stato multato un consulente legale, avete legittimato i cittadini a non rispettare i limiti di velocità. Ritenete che il velox serva solo a fare cassa? Per boicottare la Provincia era sufficiente chiedere a tutti i conducenti di rispettare il limite. Questa era l’unica cosa utile a migliorare la viabilità e la vivibilità del paese. Il rispetto del Codice della Strada è fondamentale”.

Roberto Bianco ha detto: “Siamo favorevoli a tutti gli strumenti che possono garantire la sicurezza del paese. L’installazione di questi strumenti però deve rispettare certe regole [il riferimento è alle polemiche circa l’impianto temporaneo che ha reso possibile l’attivazione del velox, ritenuto non a norma da Bianco e dai suoi]. Non è accettabile che l’amministrazione comunale si nasconda dietro la Provincia”. Bianco ha poi chiesto “il posizionamento di un cartello di indicazione più grande” che faciliti l’individuazione dell’apparecchio e ha poi chiesto “se il progetto di impianto del velox è presente in comune. Gli operatori che vi lavorano accanto devono sapere con cosa hanno a che fare, ne va della loro sicurezza”.

Toirano Incontro Velox

Giancarlo Mattoscio si è detto “contrario a provvedimenti di questo genere. Un territorio come questo va gestito ‘in famiglia’ e non con strumenti come questi”. E ha manifestato perplessità riguardo l’installazione degli attraversamenti rialzati: “Per esperienza personale, rappresentano un problema per le ambulanze”.

Renato Savigliano ha sottolineato come “il problema della sicurezza della provinciale si costituito anche dalla presenza di ungulati”. A lui ha risposto Bonasera, invitando l’amministrazione comunale a rivolgersi “alla Regione, competente in materia di caccia e pesca”.

Rispondendo a Bianco, Isella ha sottolineato che “l’impianto non è stato cambiato, ma solo spostato [il primo cavo di alimentazione temporaneo passava in una caditoia di acqua piovana, quello definitivo è stato posato all’interno di uno scavo appositamente realizzato]. Nessun Comune in cui sono presenti velox ha mai chiesto documentazione di questo genere, ma siamo disponibilissimi a fornirla. Per quanto riguarda i cartelli, prima di modificarla è necessario analizzare le normative vigenti in materia di dimensioni minime e massime. Come Provincia, poi, ci siamo impegnati a rendere omogenee tutte le installazioni presenti nel savonese, quindi se sarà necessario cambiare la cartellonistica, questo avverrà per tutti gli apparecchi”.

E poi, in risposta ancora alle polemiche: “Tanti si dicono disponibili a presentare ricorso contro i verbali. Ma non è possibile nascondersi dietro ad un ricorso per mascherare una violazione del Codice della Strada”. E poi, rispondendo alla domanda sulla destinazione dei fondi: “La normativa stabilisce che il 60 per cento vada investito nel miglioramento della sicurezza stradale. Come Provincia di Savona abbiamo deciso di destinare il 70 per cento di introiti ad interventi sulla viabilità e la restante parte a progetti in ambito di edilizia scolastica. Per quanto riguarda gli interventi per la viabilità, esiste un capitolo di spesa specifico riguardante le provinciali che hanno velox. E’ giusto che chi ‘sconta’ la presenza di un apparecchio abbia poi un’attenzione speciale. In questo senso la Sp60 è una ‘osservata speciale’ sul fronte delle manutenzioni. Ne sono un esempio i lavori che stiamo effettuando in zona Carpe, dove sono stati registrati per movimenti franosi a seguito degli eventi meteo di novembre”.

Velox Toirano Provinciale

La parola è poi passata ai cittadini. Il primo ad intervenire è stato l’imprenditore Michele De Francisci, che nei giorni scorsi aveva affisso alcuni “manifesti artigianali” per ricordare (a sé stesso prima di tutti, ma anche agli altri conducenti) la presenza del velox: “I cartelli che si sono ora sono grandi come francobolli, quasi invisibili per chi viaggia in auto. E sono posizionati 19 metri prima dell’ingresso del paese e del velox. Questo ci autorizza a fare ricorso”.

Altri cittadini hanno chiesto che differenza vi sia tra il velox presente sulla provinciale a Borghetto e hanno chiesto interventi mirati anche in altre zone del paese (come via Balestrino). In generale, la richiesta più comune è quella di alzare il limite di velocità da 50 a 60 chilometri orari: “Il velox è una forzatura. In questa maniera si puniscono tutti i cittadini anziché quei pochi che corrono come matti. Se una cosa è sbagliata si può fare un passo indietro e rivederla. Specie perché il prefetto ora in carica non è lo stesso che lo ha voluto cinque anni fa”.

Rispondendo alle domande, De Fezza, Isella e il nuovo comandante della polizia locale toiranese Antonio Mattiauda hanno specificato: “Dall’esame delle molteplici pronunce, avvicendate negli anni, emerge che l’utilizzazione degli autovelox nei centri urbani è consentita solamente attraverso le postazioni mobili e alla presenza di agenti accertatori, mentre le postazioni fisse e automatiche possono considerarsi legittimamente installabili solamente lungo le strade urbane a scorrimento, e previa autorizzazione del Prefetto. In via Balestrino sono previsti altri interventi per ridurre la velocità dei veicoli in transito: al momento siamo al lavoro su uno studio di fattibilità che ci permetterà di valutarne gli aspetti tecnici ed economici”.

Per quanto riguarda l’innalzamento del limite: “Si tratta di una decisione che compete all’osservatorio sulla sicurezza stradale della Prefettura, formato dal prefetto e dalle forze di polizia che partecipano al tavolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. E’ una decisione che va affrontata da diversi punti di vista. La linea dell’attuale prefetto, comunque, è quella di abbassare ulteriormente i limiti, non di alzarli. Va sottolineato, comunque, che la velocità media rilevata dai verbali è medio-alta, intorno ai 70 chilometri orari. Rilevamenti del genere in un punto all’ingresso di un contesto urbano vanno valutati con attenzione. In quel punto, inoltre, c’è una linea di mezzeria discontinua che consente ai mezzi di svoltare in direzione delle cave e del cimitero. Essendo una sorta di ‘incrocio’ in cui veicoli lenti e lunghi occupano la carreggiata, si rende necessario limitare la velocità dei veicoli per ridurre il rischio di scontri”.

De Fezza ha concluso invitando tutti a “rispettare la legge anziché cercare modi per gabbarla. E’ necessario cambiare cultura e imparare a rispettare le normative, cominciando dal Codice della Strada”.

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