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Trasporti sanitari, Muzio (FI): “Bene la legge regionale, ora rivalutare i rimborsi” foto

"Approvazione ad unanimità è segnale della volontà comune delle forze politiche di difendere il sistema ligure di trasporto sanitario"

Regione. “Con la nuova legge sul trasporto sanitario, approvata ieri dal consiglio, la Regione fa tutto il possibile per cercare di difendere il sistema dell’affidamento diretto alle pubbliche assistenze liguri, che fino ad oggi ha funzionato benissimo, in maniera capillare e con un saldo rapporto con le comunità locali. Sarà dunque messo a gara soltanto ciò che non può non essere messo a gara in base alle leggi vigenti e alle pronunce del Consiglio di Stato e della Corte di Giustizia europea. Inoltre l’introduzione della categoria del trasporto ‘qualificato’ potrà consentire di continuare ad affidare alle pubbliche assistenze del territorio alcune tipologie di servizi che altrimenti sarebbero dovute andare a gara. Infine la nuova legge regionale prevede che le disposizioni contenute al suo interno vengano applicate anche a tutte le procedure attualmente in corso e per le quali non si sia ancora addivenuti ad aggiudicazione”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale Claudio Muzio, capogruppo di Forza Italia.

“Ci troviamo quindi – prosegue Muzio – di fronte ad una normativa massimamente garantista nei confronti delle pubbliche assistenze del territorio, che rappresentano un fondamentale presidio non soltanto sanitario, ma anche sociale, in particolare nell’entroterra. Il fatto che la nuova legge sia stata approvata all’unanimità dal consiglio è un chiaro segnale della volontà comune delle forze politiche di difendere il sistema ligure di trasporto sanitario”.

“Per quanto mi riguarda – conclude il capogruppo di Forza Italia – continuerò ad impegnarmi in questa direzione. Una questione aperta che ho posto sul tappeto in commissione e sulla quale tornerò è quella del pagamento da parte della Regione per i trasporti di soccorso in emergenza, su cui a mio avviso va avviato un ragionamento finalizzato a rivalutare l’ammontare dei rimborsi, ad oggi purtroppo inadeguati. Si pensi che per le emergenze svolte viene riconosciuto un diritto di chiamata di 31,17 euro, a cui si aggiungono 0,88 euro a chilometro percorso: una cifra che non riesce a coprire i costi vivi sostenuti e che va necessariamente riveduta, anche alla luce del nuovo quadro delineato dalle sentenze del Consiglio di Stato e della Corte di Giustizia europea”.

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