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Spaccio ad Albenga, il consigliere Roberto Tomatis chiede l’intervento dell’esercito

"Intervento mirato e consistente per porre fine alla microcriminalità"

Albenga. “Da troppo tempo, Albenga è il punto di ritrovo privilegiato dagli spacciatori che, senza alcun ritegno, indifferentemente il giorno come la notte, si posizionano nei luoghi strategici della città, piazza del Popolo, in primis, per vendere la propria merce” fa notare il consigliere comunale Roberto Tomatis, che intende proporre una mozione per porre fine alla problematica dello spaccio in città.

“E, mentre il sindaco dottor Riccardo Tomatis sta a guardare – aggiunge il consigliere – i fenomeni di microcriminalità aumentano, nonostante gli sforzi delle forze dell’ordine che, con i pochi uomini e mezzi, tentano di controllare un territorio troppo vasto per le risicate risorse messe in campo”.

“Per questo motivo presenterò una mozione da discutere in consiglio comunale in cui chiedo l’intervento dell’esercito per presidiare i luoghi sensibili, a partire da piazza del Popolo, alle scuole, alle zone del centro storico a tutti note come luoghi di spaccio ormai consolidati”.

Il consigliere di minoranza Roberto Tomatis alla luce delle continue notizie che fanno emergere il lato più oscuro di Albenga, torna deciso a rimarcare “la necessità di un intervento mirato e consistente per porre fine allo spaccio e alla microcriminalità dilagante nella città delle torri”.

“La sciagurata decisione dell’amministrazione comunale di mantenere fino al prossimo Carnevale il tendone montato per Capodanno in piazza del Popolo, fra l’altro, facilita ulteriormente lo spaccio – conclude il consigliere Tomatis – La presenza del tendone, infatti, ha creato una zona d’ombra al coperto dalle telecamere a tutela degli spacciatori. Ritengo sia arrivata l’ora di agire in modo deciso senza porre più alcun indugio, assumendo provvedimenti anche drastici pur di preservare l’ordine pubblico e tutelare i nostri figli da derive che possono essere senza uscita”.

Questo il testo della mozione.

Premesso che:
·         la città di Albenga è costituita da ampie zone di degrado e illegalità, rilevanti per l’attività di spaccio della droga, con frequenti episodi criminosi che si registrano nelle vie dell’intero territorio, con maggiore intensità nel centro cittadino in particolare modo in piazza del Popolo e nei vicoli di collegamento con il centro storico.
·         la presenza della criminalità non conosce alcun tipo di sosta o interruzione, e neppure varia a seconda delle stagioni e orari ma si concentra anche in prossimità delle nostre scuole medie e di centri culturali.
·         ad ogni ora del giorno e della notte è possibile incontrare e imbattersi in spacciatori che, in vari punti della città, come ad esempio, nei giardini Paolo VI o nel tratto del Lungocenta in prossimità del sottopasso di piazza Petrarca, vendono le loro dosi a consumatori di passaggio con le loro auto o biciclette
·         tale situazione danneggia l’immagine della nostra città che, anzichè essere pubblicizzata per le tante e coraggiose attività turistico-promozionali realizzate dagli esercenti, sale alla ribalta per i numerosi raid vandalici a carico anche di proprietà private, messi in atto da bande criminali che saccheggiano le auto in sosta, spaccando vetri, danneggiando le vetture parcheggiate  e gli elementi di arredo urbano, a causa dello scoppio di frequenti risse tra spacciatori e malintenzionati per regolare le controversie relative alla divisione e al controllo del territorio.
·         i cittadini, esasperati da una situazione divenuta insopportabile e abbandonati dalle istituzioni, da alcuni anni si sono organizzati in più punti della città per  mettere in atto il “Controllo del Vicinato.
·         L’ondata di furti costanti in danno della popolazione e degli esercizi commerciali causati anche da immigrati irregolari senza che le forze dell’ordine riescano ad operare in modo efficace ed esaustivo visto anche il numero di episodi sempre crescente
·         Tale insostenibile situazione è diretta conseguenza di una scarsa attenzione della politica sia locale che nazionale in tema sicurezza

CONSIDERATO CHE
– l’articolo 4 del Decreto Legge n. 14 del 20 febbraio 2017 coordinato con la Legge di conversione n. 47 del 18 aprile 2017 recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città” dispone che per sicurezza urbana si intende il bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire mediante interventi di riqualificazione, anche urbanistica, sociale e culturale, e recupero delle aree o dei siti degradati, l’eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale, la prevenzione della criminalità, in particolare di tipo predatorio, la promozione della cultura del rispetto della legalità e l’affermazione di più elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile;
– l’articolo 5 dispone che le Linee guida per l’attuazione della sicurezza urbana definiscano le coordinate di riferimento delle politiche per la sicurezza urbana;
– i Patti per l’attuazione della sicurezza urbana vengono sottoscritti da Sindaco e Prefetto nel rispetto delle Linee guida ed in coerenza con le Linee generali sulla sicurezza integrata, al fine di
1. prevenzione e contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, in particolare a vantaggio delle zone maggiormente interessate da fenomeni di degrado;
2. promozione e tutela della legalità e dissuasione di ogni condotta illecita, nonché prevenzione dei fenomeni che comportano turbative del libero utilizzo degli spazi pubblici;
3. promozione del rispetto del decoro urbano;
4. promozione e inclusione della protezione e della solidarietà sociale;
5. individuazione di specifici obiettivi per l’incremento dei servizi di controllo del territorio e per la sua valorizzazione;
– il Capo II articolo 9 del medesimo Decreto ha predisposto nuovi ed incisivi strumenti finalizzati alla tutela del decoro e dell’uso di alcuni luoghi della città con l’intento di prevenire quelle condotte che ne impediscono l’accessibilità e la fruizione: emerge chiaramente il ruolo assunto dal decoro urbano come uno dei fattori costitutivi della nozione di sicurezza urbana e la sua tutela viene garantita tramite un potere punitivo comunale;

Constatata l’urgente necessità di ristabilire l’ordine  e la disciplina previste nelle regole civili e democratiche, anche con energici interventi delle forze dell’ordine.
Valutato che la volontà politica del governo sia di legalizzare la droga e come diretta conseguenza abbassare l’attenzione sui reati derivanti dallo spaccio degli stupefacenti, favorendo così una situazione di totale sbando del territorio, e senso di impotenza dei cittadini di fronte tali eventi.

Si chiede che
il Sindaco di Albenga si attivi per garantire un maggiore presidio del territorio con l’aumento del numero di agenti di polizia locale su strada e che impegni il Governo per tramite del Prefetto ad inviare l’esercito italiano ad Albenga per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, non che per servizi di vigilanza congiuntamente con le forze di polizia locale al fine di ristabilire un clima di sicurezza reale.

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