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Savona, il vescovo: “Sardine e Fridays? Al di là della politica, i giovani in piazza sono un segno di speranza” foto

Monsignor Marino: "Tutto può essere strumentalizzato, ma la partecipazione dei giovani è una delle cose belle di questo Paese"

Savona. “I giovani che tornano in piazza? Sono una delle cose belle di questo Paese. Poi tutto può essere strumentalizzato, ma credo che la presa di parola di molti giovani negli ultimi due anni sia un segnale di speranza”. Ne è convinto il vescovo di Savona-Noli Calogero Marino, che questa mattina ha incontrato gli operatori dei mezzi di informazione locali in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Qui le sue parole e la diretta dell’incontro.

L’occasione è servita al vescovo per fare un “bilancio” dei suoi primi tre anni di incarico alla guida della diocesi savonese: “Tre anni fa dissi che Savona era una città ripiegata su se stessa? Posto che ciascuno di noi ha uno sguardo parziale sulla realtà, devo dire che il giudizio che dai su un posto al tuo arrivo è inevitabilmente superficiale. In realtà in questi tre anni ho visto una diocesi con delle energie e delle speranze, che occorre far emergere. Ma le energie e le potenzialità che ci sono qualche volta rimangono troppo sotto traccia“.

“Mi pare però di dare una lettura più positiva rispetto a tre anni fa, più aperta. Restano comunque dati di realtà come il fatto che la nostra sia la provincia più vecchia d’Italia, oppure aspetti critici come la crisi economica e la fuga all’estero dei giovani: elementi che rendono oggettivamente difficile ripartire con entusiasmo”.

E proprio i giovani sono tornati ad essere protagonisti della vita sociale del paese con la marcia per il clima di “Fridays For Future” prima e con le manifestazioni delle Sardine poi. “I giovani che tornano in piazza sono una delle cose belle di questo paese” ha detto Marino, chiamato a fornire un’opinione sulle manifestazioni giovanili a prescindere dagli aspetti politici (va in ogni caso fatto un distinguo: il vescovo ha partecipato in prima persona a un raduno di Fridays For Future, mentre non era in piazza con le Sardine). “Non mi aspettavo questo protagonismo degli adolescenti, ma è una cosa buona. E questo avviene dentro una situazione di cui dovremmo occuparci di più, ossia la grande fatica del mondo degli adolescenti per quanto riguarda le dipendenze da fumo, alcol e droghe. Ho sentito un educatore dire che oggi gli adolescenti sono ‘il più grande campo profughi d’Europa’: la trovo una cosa molto vera”.

I giovani, come detto, sono stati promotori e animatori di queste manifestazioni, che non sempre hanno ottenuto l’appoggio da parte di chi ha qualche primavera in più alle spalle: “Io credo che adulto sia colui che si fa cura di accompagnare chi è più giovane di lui. E’ un compito difficile e pericoloso: è più facile giudicare, criticare, condannare, istruire o comandare che accompagnare. Qualche volta io stesso pratico più questi altri verbi che l’accompagnare. Ma se non ci sarà alleanza tra le generazioni sarà difficile fare passi in avanti”.

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