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Savona Fbc, il presidente Sgubin incontra i giocatori: “Situazione complicata, serve aiuto dal territorio”

Lunedì 21 gennaio sarà indetto un cda d'urgenza. La squadra domenica dovrebbe scendere regolarmente in campo

Savona. Oggi sembrava dovesse essere il giorno della resa dei conti in casa Savona Fbc. Ieri la squadra, agli ordini del mister Luciano De Paola, non aveva svolto l’allenamento previsto, in attesa di chiarezza da parte della società.

I giocatori si erano riuniti già nella mattinata corrente nella sede societaria di via Cadorna, presso lo stadio. L’incontro tra la dirigenza e i tesserati si è tenuto nel primo pomeriggio. Sergio Sgubin e l’avvocato Carlo Sergi sono giunti intorno alle ore 14. Assente, invece, il direttore sportivo Christian Papa, all’estero per motivi di lavoro.

L’intento dell’incontro odierno era chiarire se ci siano le risorse per proseguire nel campionato in corso, al termine del quale mancano ancora quindici giornate e la squadra, con una rosa numericamente ridotta, è in lotta per non retrocedere. La riunione, una sorta di conclave, è durata a lungo, oltre due ore. Dalla pancia del Bacigalupo non traspariva nulla, fin quando Sgubin non è uscito.

Le parole del presidente in pectore sono state eloquenti e inequivocabili. La situazione (come evidenziato da mesi nei nostri articoli, ndr) è critica, se non disperata. Manca liquidità e, al tempo stesso, emergono quotidianamente debiti e pendenze più o meno pregresse. Verrebbe, a tal proposito, da chiedersi per quale ragione si sia deciso di anticipare di un giorno, con un breve ritiro, l’ultima trasferta a Verbania, ndr.

“Mancano inoltre gli sponsor, soprattutto sul territorio – sottolinea Sgubin. Non si può pensare di ripianare i debiti con gli incassi del botteghino. La situazione è difficile, a due settimane dal mio arrivo me ne rendo conto. Bisogna però metterci la faccia, sino in fondo. I giocatori sono spaesati, è comprensibile”.

In sintesi, i rubinetti della proprietà (o sedicente tale) sono praticamente chiusi. Affinché si eviti dunque il fallimento del Savona Calcio, come bene della città, serve che i giocatori (percependo magari stipendi in ritardo, o non percependoli proprio) si stringano attorno alla causa comune. Al tempo stesso, vanno cercati potenziali nuovi soci o sponsor, di piccoli, medi imprenditori o privati, sul territorio savonese. Atavica nota dolente della realtà sportiva nostrana, già palesata in precedenti gestioni o in altri contesti.

La squadra domenica prossima scenderà comunque in campo per affrontare la Caronnese. Lunedì verrà convocato un consiglio di amministrazione straordinario.

Breve cronistoria degli eventi. Il 5 dicembre scorso Sgubin, succeduto dopo le dimissioni dell’ex presidente Patrassi (avvenute un mese prima) era stato chiamato dalla proprietà come amministratore unico. La compagine biancoblù è stata nel frattempo sfrattata dalle strutture nelle quali si trovava. Dapprima dall’hotel Corallo a Spotorno, nel quale soggiornavano diversi atleti. Quindi dal campo d’allenamento “Picasso”, dalla Polisportiva Quiliano (ndr, ultimamente la prima squadra si è allenata al Santuario, ospite dello Speranza).

Come riportato da IVG.it fin da novembre e nell’articolo del 16 dicembre, risalente alla presentazione di Sgubin nella sala conferenze dello stadio Bacigalupo, la situazione appariva e si profilava sempre più nebulosa. La rosa, ridotta a una decina scarsa di unità, come già ribadito a più riprese, non è stata adeguatamente completata. Dall’apertura delle liste del calcio dilettanti (1 dicembre) sono infatti partiti molti giocatori, nello specifico Pietro Tripoli, Diego Vita, Jonathan Rossini, Andrea Marchio, Matteo Buratto, il georgiano Shekilidze, Andrea Lo Nigro, Andrea Castellana, Nicholas Amabile, Kenneth Obodo.

“Se due ragazzi prendono l’influenza prendiamo quattro gol a partita”, aveva chiosato recentemente De Paola. I calciatori rimasti e lo staff non percepiscono rimborsi e stipendi vari da metà ottobre.

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