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Savona, Caprioglio silura definitivamente il piano del traffico: Arecco rischia il posto da vicesindaco?

La "destituzione" di Arecco farebbe felici molti anche in ottica elezioni regionali

Savona. Galeotto fu il piano del traffico e chi lo portò avanti “senza permesso”. A Savona, nella giunta Caprioglio, si sta consumando un vero e proprio dramma per il vicesindaco Massimo Arecco, a causa di un “salto in avanti” non autorizzato che ora potrebbe costargli addirittura il posto da vice. E di conseguenza (in caso di candidatura di Ilaria Caprioglio alle elezioni regionali) il periodo da “sindaco reggente”.

A sancire il definitivo e irrimediabile strappo tra sindaco e vice è stata la commissione di oggi convocata per discutere principalmente dell’ormai famigerato piano del traffico. Una commissione nel corso della quale Caprioglio ha bocciato senza appello non tanto il piano in sé, quanto le modalità scelte da Arecco per portarlo avanti (all’insaputa dei colleghi di giunta) e diffonderlo (online e, a quanto pare, addirittura inviandolo ad associazioni e amministrazioni limitrofe). Mosse che sembrano aver frantumato un rapporto già logoro: la sensazione anzi è che nei prossimi giorni si possa addirittura assistere a un clamoroso rimpasto volto quantomeno a ridimensionare il vicesindaco.

Un breve riassunto della vicenda. Arecco ha presentato nei giorni sul suo blog un piano del traffico che prevede la parziale pedonalizzazione del centro e la realizzazione di una circolazione “ad anello” corredata da parcheggi di cintura. La pubblicazione di quel piano ha mandato su tutte le furie i compagni di maggioranza, e ben presto si è scoperto perché: non solo la mossa non era concordata, ma addirittura quel piano era già stato bloccato dalla stessa giunta. Oggi Caprioglio è stata molto chiara su questo punto, rivelando che il documento era stato bocciato non solo dalla giunta, ma anche da alcuni dirigenti e da Simona Sacone (all’epoca vice presidente di Tpl).

“Quando Arecco lo ha presentato informalmente a me e agli altri assessori, nel corso di una giunta ma fuori dall’ordine del giorno – ha spiegato il sindaco – accanto ad alcune cose buone abbiamo individuato diverse criticità. Per questo gli avevamo chiesto di fermare la bozza, in attesa dello studio dei flussi di traffico“. Per inciso quello studio, poi, è stato attivato con un accordo quadro tra Comune di Savona, Tpl e Università, mentre Unione Industriali ha finanziato l’hardware. Il problema sono i dati, ormai vecchi: quelli nuovi avrebbero dovuto arrivare entro dicembre ma l’eccezionale ondata di maltempo ha obbligato il Comune a posticipare. “Ora dobbiamo solo capire se ci conviene di più ripristinare i radar o noleggiare dei sensori per un paio di settimane – ha chiarito Caprioglio – poi in breve tempo avremo i dati aggiornati, li immetteremo nel sistema e avremo uno studio dei flussi corretto”.

Un’attesa che, secondo quanto emerso, Arecco ha “ingannato” portando comunque avanti quel piano (nonostante le obiezioni dei colleghi), completandolo e iniziando anche a condividerlo con altri soggetti istituzionali e non. Fino alla pubblicazione galeotta sul blog che ha fatto definitivamente deflagrare il caso. “Ho espresso a tutti il mio disappunto – ha tuonato il sindaco – spiegando che al di là del merito, della bontà o meno del piano, a questo punto la discussione si sposta su un piano politico: a fronte di una decisione della giunta di fermar quella bozza il vicesindaco è andato avanti ugualmente”. Un “affronto” dopo il quale, ha concluso Caprioglio, servono valutazioni politiche.

Cosa può voler significare? Il sindaco ha convocato per la prossima settimana un incontro con i tre coordinatori provinciali dei partiti della sua coalizione (Lega, FI e FdI) per discutere di questa vicenda. Chiederà la testa di Arecco? “Non posso ancora dirlo – nicchia Caprioglio – potrò rispondere mercoledì dopo l’incontro. Sicuramente su quel tavolo porterò il problema, perché un vicesindaco e assessore con delega che non si ferma nel momento in cui la giunta gli dice di aspettare rappresenta un problema”.

E in città c’è già chi vocifera che Arecco abbia, inconsapevolmente, offerto su un piatto d’argento la soluzione a tutti i mal di pancia politici delle ultime settimane. Tanti, a quanto pare, vorrebbero Caprioglio in Regione: sia chi la sostiene (sarebbe una promozione), sia chi la osteggia (sarebbe un modo per “liberarsene”). Ma entrambe le fazioni, sempre stando agli spifferi di palazzo, sarebbero spaventate da un eventuale “interregno” di Arecco, considerato “fuori controllo”. E questo avrebbe rappresentato finora l’unico vero ostacolo alla candidatura di Caprioglio. Ecco allora che una richiesta precisa del sindaco di revocare la carica al suo vice, giustificata dal venir meno del rapporto di fiducia, rappresenterebbe il tassello mancante per arrivare ad una quadra. Con buona pace di Arecco, che nel 2016 sognava di fare il sindaco e che rischia di non esaudire quel sogno nemmeno da reggente.

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