Impegno

Regione, violenza di genere: finanziati tre nuovi centri antiviolenza e una casa rifugio

Al via anche diverse iniziative di sensibilizzazione

stalking, violenza sessuale

Regione. La Liguria allarga la sua rete di Centri Antiviolenza, finanziando tre nuovi centri a Genova, Albenga e Sarzana. A questi si aggiunge la nuova Casa Rifugio a indirizzo segreto, sempre a Sarzana, e l’approvazione di sei progetti finalizzati alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere, per un totale di oltre 300mila Euro.

“Abbiamo voluto dare un segnale molto forte sul tema del contrasto alla violenza con una misura che rappresenta uno scatto in avanti importante: abbiamo sia aumentato il numero dei centri, che arrivano a undici, per una puntuale gestione sul territorio dei casi conclamati, sia attivato progetti di prevenzione”, ha commentato l’assessore regionale alle pari opportunità Ilaria Cavo. “I Centri Antiviolenza e le Case Rifugio, insieme ai servizi sociali dei Comuni e ai servizi sanitari, costituiscono il fulcro della rete territoriale della presa in carico della vittima, svolgendo un presidio fondamentale sul territorio e fornendo un aiuto indispensabile a tutte le donne che subiscono violenza. A questo rafforzamento della nostra rete abbiamo voluto aggiungere sei progetti di sensibilizzazione in tutta la Regione, coinvolgendo scuole, famiglie e insegnanti, in modo da prevenire tutti quei comportamenti che in futuro possano sfociare in atteggiamenti discriminanti o peggio violenti. La campagna #nessunascusa, lanciata in occasione del 25 novembre, prosegue tutto l’anno con l’impegno concreto di Regione Liguria e di tutti i soggetti della rete”.

Dei tre nuovi Centri finanziati, quelli di Genova e Sarzana devono ancora ricevere l’accreditamento, mentre quello di Albenga è già stato inserito nella rete ligure.

Nel 2019 si sono rivolte ai Centri Antiviolenza liguri 1133 donne (di persona o telefonico), di queste ne sono state prese in carico 814 (80 nel territorio imperiese, 41 nel savonese, 664 a Genova, 14 nel chiavarese e 15 nello spezzino).

“I numeri dimostrano che, ogni anno, aumenta la percentuale delle donne prese in carico dai centri dopo il primo contatto: era un obiettivo che ci eravamo dati come sistema. La capacità di inserire in un percorso sicuro i casi che provano a emergere è un segnale importante: dimostra che la rete è attiva e reattiva, e così anche i finanziamenti hanno un impatto sempre maggiore”, ha concluso Cavo.

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