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Regione, sciopero dei treni del 25 e 26 gennaio: la revoca di Fast Confsal Liguria

I sindacati: "Ma le vertenze non si fermano"

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Regione. Ancora possibili disagi per i cittadini di Genova e di tutta la Liguria per via dello sciopero del personale viaggiante della Direzione regionale Liguria di Trenitalia, dalle ore 21 di sabato 25 alle 21 di domenica 26 gennaio 2020, proclamato dalle segreterie regionali liguri dei sindacati Filt, Fit, Uilt, Ugl e Orsa.

Probabili ritardi per i treni regionali o che attraversano la Liguria in questo ultimo weekend di gennaio. Uno sciopero, questo, di 24 ore, con possibili disagi anche ai turisti in vacanza. Le organizzazioni sindacali avevano chiesto risposte concrete alle carenze di organico alla base dello sciopero del 24 novembre 2019. Risposte che, secondo i sindacati, non sono arrivate.

Tuttavia, Fast Confsal Liguria, con un’azione di forte contrasto, lo ha revocato, ma non ha interrotto la vertenza equipaggi, che porterà avanti – con o senza l’auspicata unitarietà di tutti i sindacati – sulla base di alcune proposte. E’ dell’ultima ora la notizia che anche Fit Cisl ha deciso di non aderire allo sciopero.

“Lo ha ritirato perché – spiegano i sindacati – nel confronto unitario del 22 gennaio con Trenitalia ha valutato le aperture e le offerte dell’azienda sufficienti a riaprire un dialogo costruttivo: nuove assunzioni di 14 giovani di cui 8 personale di bordo e 6 personale di macchina; nuova verifica degli organici degli equipaggi a maggio; apertura di un confronto negoziale su fruizione delle ferie e dei riposi, della refezione e, non ultimo, della politica del part-time richiesto dal personale femminile”.

“Così, Fast Confsal vuole anche riaffermare la propria identità di ‘Sindacato Autonomo’ che, concretamente, valuta nel merito le effettive vertenze; che cerca soluzioni positive e praticabili negli accordi; che promuove le ragioni del lavoro nel dialogo con tutte le parti, ma non soggiace ad imposizioni, né datoriali, né di qualsiasi preteso monopolio Tutto ciò premesso, ci sembra necessario aggiungere qualche altra nota di colore, dal punto di vista di una Confederazione autonoma di lavoratori, che intende ragionare anche in un perimetro rivolto al bene comune. In questo contesto, che ha visto la tragedia del Ponte Morandi e una Genova ferita al cuore, molte delle gallerie ed autostrade soggette a rischio, un territorio recentemente devastato dalle alluvioni, si può concludere che le comunicazioni e i trasporti liguri sono complessivamente in una fase e in una situazione di grande attenzione critica, sotto tutti gli aspetti: viario, ferroviario, portuale etc”.

Continuano i sindacati: “Fase, questa, in cui spiace constatare una diffusa sottovalutazione della politica rispetto alle decisioni da assumere nel merito del trasporto in Liguria. La prima delle quali, ci sembra, avrebbe dovuto essere la proposta di un periodo di “tregua” sindacale, almeno fino alla ricostruzione del viadotto Polcevera. Proposta che avrebbe dovuto coinvolgere tutte (senza presunzioni di monopolio) le O.S. dei trasporti, per un impegno a non proclamare scioperi nel settore, e le parti datoriali per un corrispondente impegno a non effettuare licenziamenti, collettivi e individuali, ristrutturazioni aziendali, delocalizzazioni, riduzione di impegno produttivo e azioni unilaterali in genere”.

“Questo avremmo, condizionale d’obbligo, ritenuto utile a tutti, perché in questa delicata situazione, i lavoratori, il lavoro, la produzione, i diritti degli utenti e le aspettative dei cittadini non hanno bisogno né di scioperi, né di imposizioni, ma la vera sfida rimane il rilancio dell’economia e del lavoro complessivo in Liguria. Su questi obiettivi la Confsal Liguria e la Fast Confsal Liguria sono impegnate” concludono.

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