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Reddito di montagna, i Verdi savonesi contro la proposta del centrodestra: “Non è la strada giusta”

"Puntare sul rafforzamento dei servizi pubblici e degli Enti Parco"

Savona. “In questi anni il centrodestra regionale si è manifestato per la politica contraria ai parchi e all’interesse della aree interne cercando di ridurre le superfici tutelate, favorendo in ogni modio gli interessi dei cacciatori e puntando ad una logica di sviluppo, che tende a considerare ogni spazio ancora verde e di grande bellezza come area da sfruttare per gli interessi di poche elite (masterplan della Palmaria). A questa logica si sono poi aggiunte due proposte assurde come il progetto di abolizione sostanziale del parco di Montemarcello – Magra e l’istituzione del reddito di montagna a sostegno presunto di coloro che vivono stabilmente nelle aree interne”. A parlare è Danilo Bruno, portavoce dei Verdi savonesi.

Spiega Bruno: “Noi Verdi siamo convinti che non sia questa la strada per il futuro della montagna. Crediamo in primo luogo che la biodiversità sia un valore aggiunto per il territorio ligure e che essa vada promossa e valorizzata come elemento aggiuntivo per favorire l’insediamento di aziende ,giovani e famiglie nelle aree interne giungendo a considerare statali quelle a maggiore rischio come il Parco di Portofino e quelle della Provincia di La Spezia (Montemarcello- Magra, Portovenere-Palmaria). Questa operazione può essere effettuata però su due basi: un forte rafforzamento degli Enti Parco,che devono essere dotati di adeguato personale e mezzi finanziari ma soprattutto devono essere in grado di garantire ai tutti i comuni delle aree interne (spesso abitati da poche persone) progettazione unificata e una comune gestione dei servizi pubblici essenziali; una adeguata garanzia di servbzi pubblici (scolastici,sanitari, sociali,di mobilità,…) affinche’ le famiglie si possano spostare nelle aree interne e ciò non costituisca solo una sorta di “atto eroico” compiuto da poche e rare persone a cui destinare un reddito di montagna,creando una spirale senza senso”.

“I parchi devono poi costituire un reale presidio del territorio sotto altri due aspetti: assetto idrogeologico,promozione di agricoltura di qualità e turismo sostenibile – continua l’esponente dei Verdi savonesi -. Sotto il primo profilo in una Liguria,che scivola letteralmente a valle, occorre procedere ad una rapida attuazione dei piani di bacino e soprattutto consentire ai contadini e alle cooperative agricole tutte le operazioni indispensabili di manutenzione del territorio e di selvicoltura. Sotto il secondo aspetto noi Verdi crediamo che sia necessario promuovere i prodotti agricoli (es. rammentiamo la nostra proposta di miele dop per l’area spezzina), favorendo mercatini a km zero, presenza promozionale su nuovi mercati integrando la proposta con una promozione regionale adeguata. Si tratta di due delle tante operazioni,che potrebbero essere delegate agli Enti Parco”.

“Si tratta di alcune semplici proposte,che però da un lato implicherebbero la valorizzazione della biodiversità regionale e dall’altro una riconversione ecologica del sistema economico ligure nel senso auspicato da Alex Langer ma non in quello sostenuto dalla destra di Toti. Forse proprio anche per questo I Verdi possono essere utili” conclude Bruno.

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