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“Pesca senza limiti” nei laghi del Dolmen a Roccavignale, rabbia Enpa: “Animali non sono in saldo”

“Non si tratta di svuotare gli scaffali da merce inanimata: sono animali con capacità di provare dolore”

Roccavignale. Non ci sta, e protesta, la Protezione Animali savonese per la “pesca senza limiti” nei laghi del Dolmen promossa oggi e domani dal comune di Roccavignale per “liberare” le acque.

“Quasi si trattasse di svuotare gli scaffali da merce inanimata, invece di animali purtroppo muti ma che la scienza ha già dimostrato trattarsi di esseri viventi con capacità di provare dolore; se il comune voleva o doveva svuotare i laghi sarebbe stato corretto ed umano utilizzare storditori elettrici per far affiorare gli animali, raccoglierli in secchie e liberarli nelle acque libere dei torrenti vicini”, hanno dichiarato da Enpa.

“Chiediamo all’assessore regionale competente, dopo essersi fatto un’inevitabile risata, di dare incarico agli uffici ed organi di vigilanza dipendenti di verificare se è stata rispettata la sia pur pessima legge vigente, irrogare in caso positivo la relativa sanzione al comune e sospendergli l’autorizzazione alla ‘riserva di pesca turistica’, attivata per attirare turisti dal cuore duro e dall’amo facile”.

“Le acque interne liguri sono ormai acquari in cui nuotano per qualche giorno poveri pesci d’allevamento, immessi a quintali per rimpiazzare la preziosa fauna originaria quasi ovunque sparita con buona pace per la difesa della biodiversità; e solo per promuovere il ‘turismo ittico’, ovvero attirare nelle vallate dell’entroterra persone indifferenti agli equilibri biologici dei corsi d’acqua”.

“Norme che, secondo Enpa, dovrebbero fare imbestialire anche i vecchi pescatori locali, legati al territorio e conoscitori dei torrenti e dei laghi, ai quali un turismo ‘mordi e fuggi’ sottrarrà quel poco di pesci sopravvissuti ai loro ami, all’inquinamento ed a lavori idraulici inutili o scorretti; la presenza inoltre di opere idrauliche senza scale di risalita impedisce la migrazione di specie originarie ai luoghi di nascita, con ulteriore danno alla biodiversità”, hanno concluso dalla Protezione Animali savonese.

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