Spettacolari

“Per amore del proprio paese”: così Gigi Cammarata ha trasformato il litorale di Ceriale in piccola Stonehenge fotogallery

Ha iniziato a comporre sculture in pietra a settembre 2019: “Oggi sono decine. Tanti si fermano ad aiutarmi” 

Ceriale. Una “piccola Stonehenge” sul litorale di Ceriale. Incredibile, ma è davvero così. Sono centinaia i turisti che, in particolare durante le vacanze natalizie, sono stati letteralmente rapiti dalle decine di sculture che, ormai da qualche mese, hanno iniziato a “popolare” una spieggetta libera situata nei pressi del passaggio a livello, in zona Pineta.

L’autore non è un artista di professione, bensì un ex dipendente Enel di 70 anni, residente a Ceriale e letteralmente “innamorato del suo paese”. Si tratta di Gigi Cammarata, che ha iniziato la creazione del suo piccolo “museo a cielo aperto”, quasi senza volerlo, a settembre 2019, proprio quando le spiagge liguri “rimbalzavano” sui media nazionali e non con notizie catastrofiche.

Ma, in mezzo ai disastri, Gigi ha deciso di mettersi d’impegno per creare un qualcosa di unico a totale beneficio della comunità cerialese, senza volere o tantomeno chiedere qualcosa in cambio.

Sculture di pietra

“Ho iniziato a realizzare le sculture in pietra e legno a settembre dello scorso anno, a essere sincero prendendo ispirazione da una signora che faceva la stessa cosa in spiaggia. Poi una ha letteralmente tirato l’altra e ormai ne ho composte decine e decine”, ha raccontato Cammarata ai microfoni di IVG.it.

E, in effetti, le sculture sono moltissime, delle forme e composizioni più disparate: si va da sorte di “castelli di pietra” a costruzioni “in miniatura” del tutto simili a quelle di Stonehenge, ma non mancano anche creazioni realizzate utilizzando legname spiaggiato. E, in particolare all’alba e al tramonto, come testimoniano diverse fotografie, l’effetto visivo risulta unico e suggestivo.

“In tanti, soprattutto durante le vacanze natalizie, si sono fermati a guardarmi mentre lavoravo e sono scesi in spiaggia per vedere le sculture da vicino. Alcuni mi hanno aiutato a realizzarle ed è ormai consuetudine per diversi genitori portare qui i propri bambini per costruire a loro volta piccole sculture. Anche io, spesso, vengo qui con il mio nipotino e la cosa più bella è che i piccoli poi non vogliono più andare via. Non potrei provare soddisfazione più grande: questo mi rende felice e non chiedo altro”, ha concluso il 70enne.

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