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Onzo, la minoranza abbandona il consiglio comunale: “Il sindaco ignora le interpellanze, ci rivolgeremo al prefetto”

I consiglieri vogliono "vedere riconosciuti i diritti del nostro gruppo consiliare e dei cittadini che rappresentiamo"

Onzo. Hanno chiesto un incontro urgente al prefetto di Savona Antonio Cananà i consiglieri di minoranza del gruppo “Facciamo Onzo Grande”, che qualche giorno fa hanno abbandonato il consiglio comunale (ed hanno annunciato la loro intenzione di intraprendere azioni presso l’Ufficio del Governo e gli organismi giudiziari) per “vedere riconosciuti i diritti del nostro gruppo consiliare e dei cittadini che rappresentiamo”.

“Il sindaco di Onzo e il segretario comunale non rispondono alle Pec che abbiamo inviato chiedendo legittimi e dovuti chiarimenti circa alcune attività amministrative poste in essere dalla amministrazione – spiega il capogruppo Giuliano Arnaldi – Non è una grossa novità perché purtroppo non rispondono nemmeno alle Pec di cittadini ed operatori economici. Ci domandiamo tra l’altro se il merito di questo comportamento è noto agli altri membri della giunta e del gruppo di maggioranza. Bisogna rilevare che la legge prevede l’obbligo di risposta ad una interpellanza entro e non oltre trenta giorni, direttamente in Consiglio o almeno con una iniziativa diretta. Di giorni ne sono passati più di sessanta. Non rispondere, oltre a palesare una maleducazione istituzionale a cui siamo purtroppo abituati e a calpestare i diritti della minoranza, può configurare reati oltre ad esporre l’Ente comunale ad eventuali azioni giudiziarie”.

“Per questo motivo, durante il consiglio comunale dello scorso venerdì 17, convocato con il solito ordine del giorno che prevedeva esclusivamente la ratifica di atti burocratici, abbiamo chiesto conto: l’unica risposta verbale, che non ha bisogno di commenti, è stata quella del segretario che ha detto di essere ‘a scavalco’, come se leggi e norme sulle quali egli è chiamato (e pagato) a vigilare si potessero scavalcare, ignorando le precise tempistiche imposte dalla legge e le possibili conseguenze in caso di omissione degli atti dovuti. Sabato mattina, e comunque abbondantemente fuori tempo massimo rispetto a quanto previsto dalle normative vigenti, è arrivata solo la risposta ad una delle Pec, quella riferita ad informazioni relative ad un singolo atto amministrativo, riconoscendo (per fatti concludenti) la bontà delle iniziative intraprese dal presente gruppo. Non c’è traccia di risposta relativa alla interpellanza urgente presentata in data 30 novembre 2019 nella quale si chiedevano chiarimenti su aspetti di rilevanza morale (la mancata celebrazione, anche con una semplice nota di appuntamenti fondanti la comunità italiana quali il 4 novembre, il 2 Giugno, il 25 Aprile ) e risposte puntuali su fatti concreti relativi ad affidamento di lavori di manutenzione stradale e presenza di problematiche legate ad infiltrazioni d’acqua in abitazioni private ed altri aspetti che interagiscono con la pubblica incolumità”.

“Nell’interpellanza si chiedeva anche conto delle modalità con cui sono stati impiegati le persone che che collaborano stabilmente o saltuariamente in modo retribuito con l’amministrazione comunale. Non è cosa da poco: usare mezzi e persone pagate con pubblico danaro per interesse improprio è un fatto grave e penalmente rilevante. E’ quindi anche interesse del sindaco e dei funzionari responsabili tutelare la propria onorabilità con risposte puntuali e chiarificatrici che contiamo di avere al più presto”.

“Stante questa situazione, ci rivolgiamo comunque al prefetto a cui abbiamo chiesto un incontro urgente, avendo comunque rappresentato i fatti a chi di dovere, ritenendo doveroso garantire il sereno esercizio di facoltà previste dall’ordinamento, nell’interesse della cittadinanza onzese”.

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