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Manifesti abusivi contro il velox di Toirano, l’amministrazione lascia la “piazza” di Facebook. Bianco: “Scappano davanti ai problemi”

La decisione fa seguito alla provocazione ad opera dell'imprenditore toiranese Michele De Francisci

Toirano. “Scappare davanti ai problemi non aiuta a risolverli e non fa il bene della popolazione”. Così il capogruppo della lista civica di minoranza di Toirano “Non solo centro”, Roberto Bianco, commenta la decisione dell’amministrazione del sindaco Giuseppe De Fezza di abbandonare il gruppo Facebook “Toirano”, probabilmente il più popolato e attivo gruppo che racconti di “cose toiranesi” presenti sul social network.

La decisione fa seguito alla provocazione ad opera dell’imprenditore toiranese Michele De Francisci (e raccontata qui da IVG.it) per protestare contro l’autovelox installato a novembre scorso sulla provinciale. De Francisci ha affisso lungo la strada alcuni manifesti nei quali si vede chiaramente l’inconfondibile profilo rosso di autovelox, quasi una sorta di “memento” per ricordare (o comunicare) a tutti la presenza dell’apparecchio. I manifesti hanno avuto vita breve (già dopo poche ore dalla loro affissione qualcuno li aveva cancellati “grattandoli via”) ma sono riusciti a scatenare una vera e propria bagarre a livello amministrativo.

Commentando l’iniziativa, De Fezza ha affermato: “L’amministrazione comunale di Toirano riconosce internet ed i social-network quali strumenti fondamentali di libertà di pensiero e di espressione così come sancito dall’articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana e dall’articolo 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. L’amministrazione identifica in internet e nei social-network una straordinaria opportunità per rafforzare la cittadinanza attiva e li considera un luogo di libero scambio ed accesso alle informazioni, senza alcuna discriminazione, importante per la libera espressione del mondo giovanile e della collettività in generale, nonché per la promozione delle notizie, dell’immagine, della memoria storica e delle peculiarità del territorio; una risorsa che deve essere utilizzata in coerenza con le funzioni e gli obiettivi fondamentali dell’Ente e della Comunità, come fonte di informazione per finalità di promozione del territorio, documentazione ed informazione in generale”.

“Tuttavia, affinché una pagina possa garantire la libertà di espressione e di pensiero della collettività è necessario, condannare, al contempo, eventuali abusi o attività illecite. Considerato che sono venuti a mancare i principi sopra esposti, l’amministrazione comunale non può essere solidale a comportamenti di dubbia moralità. Ragione per cui il sottoscritto, gli assessori ed i consiglieri di maggioranza, abbandonano la pagina Facebook ‘Toirano’ con l’obbiettivo di costituirne una ufficiale e regolamentata nel più breve tempo possibile”.

Sottolineando la illiceità della provocazione di De Francisci, l’amministrazione ha voluto prendere posizione nei confronti di quanti l’hanno sostenuta su Facebook e, soprattutto, prenderne essa stessa le distanze.

Di fronte all’atteggiamento della maggioranza, Roberto Bianco inizialmente ha ritenuto di voler tacere “perché, sulle prime, sembrava fin quasi una burla. E’ doveroso premettere che, nella misura in cui l’atto di un cittadino configuri un illecito, non potremmo accordare alcuna solidarietà morale al trasgressore: la legalità è sacra, da qualsiasi lato la si consideri. E questo anche se qualcuno avesse inteso quel comportamento come una forma di tutela verso sé stessi e altri concittadini.
Esistono dei procedimenti giuridicamente corretti e si devono seguire quelli. Tuttavia non si capisce come, in una realtà comunale quale quella di Toirano, l’amministrazione possa lasciare i cittadini senza una voce di riscontro alle problematiche che vengono sollevate. Si propugna la libera espressione del pensiero, senza accordare però una linea di ascolto altrettanto libera”.

“La risposta dell’Amministrazione è semplicemente andarsi a costruire un’oasi altrove, considerando l’atmosfera troppo pesante. Perché? Davvero non lo capiamo. Il problema dell’Autovelox è provinciale, non comunale. Anzi, è nell’interesse del Comune, quale Ente locale maggiormente prossimo al cittadino, la raccolta e la veicolazione dei disagi del cittadino al livello amministrativo superiore, al fine di correggere il tiro di talune azioni amministrative in campo che possano arrecare un danno alla collettività anziché il beneficio propugnato. Il sindaco De Fezza, però, non ci sta”.

“Poteva limitarsi a fare le segnalazioni che avesse ritenuto doverose e fondate, restando a rispondere alle domande e alle lamentele dei concittadini. Si, anche le lamentele: l’amministrazione comunale non comporta ‘onori e oneri’ bensì ‘oneri e onori’, in questo specifico ordine che distingue ogni forma di pubblico impegno. Forse il sindaco non aveva considerato questo, all’atto dell’elezione. Forse la giunta pensava che bastasse condividere qualche ‘work in progress’ per imbonire la cittadinanza. No, cari toiranesi. Non funziona così”.

Specifica Bianco: “La nostra Costituzione, all’articolo 118 primo comma, recita che ‘le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza’. Esercitare le funzioni amministrative significa mantenere un continuo flusso di dialogo con la cittadinanza e farsi materialmente carico di ogni problema, bussando ai piani superiori se dovesse presentarsene uno con rilevanza sovracomunale o che implichi un impegno spropositato per le dimensioni dell’Ente. Questa è la sussidiarietà che ci hanno garantito i nostri Padri Costituenti e questa è la mission che ogni amministrazione locale deve inderogabilmente fare propria. Scappare davanti ai problemi non aiuta a risolverli e non fa il bene della popolazione”.

Roberto Bianco si dice pronto a restare “a fianco dei cittadini di Toirano per ascoltarli, raccoglierne le istanze e portarne la voce in consiglio. E, se la giunta non vorrà ascoltarla neppure in quella sede, allora il sindaco e i suoi collaboratori dovranno assumersene ogni responsabilità: morale, amministrativa, erariale e politica”.

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