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Lettere al direttore

La “cimice asiatica” mette a rischio le produzioni agricole in Liguria

di Gabriello Castellazzi

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I cambiamenti climatici subiscono oggi una forte accelerazione per l’azione della specie umana e i negazionisti della destra più retriva, guidati da Trump, vorrebbero far tacere il mondo scientifico.

Tra i tanti effetti negativi del riscaldamento globale (che i Verdi denunciano da molti anni) diventa sempre più preoccupante la diffusione nel mondo di insetti parassiti che, superati i confini dei loro habitat storici, evitando l’azione limitatrice dei naturali antagonisti, occupano vaste zone agricole provocando danni enormi.

La “Cimice asiatica” (Halymorpha halys), proveniente dalla Cina, giunse in Italia nel 2012 e causa oggi una riduzione di circa il 50% della produzione di frutta e ortaggi in diverse regioni, comprese le aree di produzione pregiata in provincia di Savona (nocciole, pesche, kiwi, ecc). Ogni “cimice” genera almeno 400 nuovi individui ogni anno e i sistemi tradizionali (antiparassitari e reti protettive) non sono risolutivi per fermarne la diffusione.

La lotta biologica, anche in questo caso, apre nuove speranze grazie agli studi effettuati nell’Università di Padova. Si attende con ansia l’utilizzo di un insetto antagonista, il “Trissolcus japonicus”(Vespa samurai), perchè si è scoperto che la femmina di questo insetto riesce a deporre le sue uova all’interno di quelle della “cimice asiatica” bloccandone lo sviluppo.

Giustamente mercoledì 29 gennaio a Verona ci saranno migliaia di agricoltori, anche liguri, riuniti per chiedere interventi idonei a salvare le loro produzioni necessarie alla vita di tutti noi.

Il Ministero delle Politiche Agricole ha diramato alcune notizie: “Il piano straordinario sulla “Vespa samurai”(antagonista naturale della cimice asiatica) sta andando avanti per cui i primi lanci si faranno nei prossimi mesi quando le condizioni climatiche saranno favorevoli” e “il 22 gennaio scorso si è riunita a Bruxelles l’apposita commissione dedicata all’esame della bozza di regolamento relativa all’emergenza “cimice asiatica”.

Ovviamente tutti gli Stati dell’Unione Europea devono mettere in campo un’azione solidale e finanziare le aziende agricole danneggiate oltre a promuovere la ricerca scientifica necessaria per scoprire nuovi sistemi di difesa eco-compatibili, poichè gli antiparassitari oggi in uso non si sono rivelati decisivi per risolvere il problema e conosciamo tutti la tossicità dei loro residui.

Gli antagonisti naturali in sostituzione dei fitofarmaci pericolosi sono già utilizzati con successo:
– Il “Cinipide del castagno”(Vespa galligena), che tanti danni aveva provocato ai nostri castagni, è stato bloccato con il lancio aereo di “Torymus sinensis”, un imenottero antagonista importato proprio dalla Cina.
– Il “Punteruolo rosso”, che ha già decimato e che attacca quotidianamente il nostro patrimonio di “palme”, è purtroppo ancora attivo perchè la lotta con i fitofarmaci presenta difficoltà. La lotta biologica con la “Beauveria bassiana” (un fungo capace di fermare l’azione micidiale del “punteruolo”) utilizzata in modo mirato per non danneggiare gli altri insetti, potrà salvare la nostra “Riviera delle Palme”.
– Il “calabrone asiatico” (Vespa velutina), approdato in Francia si è diffuso in Italia, ma per questo insetto “killer”non è ancora stato individuato l’antagonista naturale. In Liguria nello scorso anno sono stati individuati molti nidi di “velutina”. In provincia di Savona è forte la preoccupazione per i nostri 538 apicoltori. Questo calabrone proveniente dalla Cina si nutre quasi esclusivamente di api mellifere e senza le api le nostre pregiate piante da frutto non potranno sopravvivere.

Per una somma di fattori negativi, che comprendono non solo i parassiti ma anche l’andamento climatico, la produzione del miele si è fortemente ridotta nel 2019. E’ necessario quindi dare il massimo sostegno agli Istituti scientifici di ricerca per una lotta contro gli agenti patogeni e la gestione ecologica del patrimonio agricolo.

Il Portavoce dei “Verdi” della provincia di Savona,
Gabriello Castellazzi

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