Cambiamo

Infrastrutture, Toti: “Basta additare i colpevoli, la politica torni ad avere il coraggio di decidere”

Così il presidente regionale ieri durante il dibattito con il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia a San Remo

Toti Confindustria

Regione. “Io ho appoggiato e come Regione abbiamo collaborato al decreto ‘Sblocca cantieri’ ma per sbloccare i cantieri non dovrebbe servire un ulteriore decreto: bisogna prendere le regole e strappare i fogli di quei codici, non solo il codice degli appalti ma anche, ad esempio, la legge fallimentare. Un’opera strategica nazionale da cui dipendono miliardi di euro in accise non può essere trattata come il fallimento di una tabaccheria. La politica deve tornare ad avere il coraggio di decidere”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ieri durante il dibattito che si è tenuto al Casinò di Sanremo a cui ha partecipato anche il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia.

“Non si può aspettare 9 o 10 mesi per fare un capannone perchè nel frattempo a Singapore hanno costruito un posto che vale tutti i containers d’Europa. Non vedo per quale ragione il nostro paese debba perdere queste opportunità, con il tessuto imprenditoriale che ancora c’è in Italia – ha spiegato Toti -. Il problema è che ci siamo appassionati ad un dibattito infinito e la politica si è trincerata dietro a questo per vigliaccheria senza prendere decisioni. Serve un sistema per cui un dibattito dura il tempo giusto e poi chi ha responsabilità di governo decide. In Italia nel non decidere, cercando colpevoli da additare, alla fine ci si sta bene quasi tutti, ma nel frattempo affonda il paese. Io non lo accetto e cerco di scardinare in tutti i modi le griglie decisionali sempre più strette che sono state costruite. La politica deve tornare ad assumersi le proprie responsabilità, come le imprese fanno quotidianamente. Bisogna togliere alibi alla politica e questa è anche l’essenza della maggiore autonomia che abbiamo richiesto come Regione Liguria per assumerci fino in fondo le nostre responsabilità nei confronti dei cittadini”.

Toti ha affermato che “l’unica opera pubblica che va avanti in questo Paese è il nuovo ponte che sostituirà il Morandi perché ha un commissario. Questo Paese va avanti solo grazie ai commissari: perché non diamo a sindaci e presidenti di Regione quei poteri come ordinari per poter fare abitualmente le cose con quella velocità? In questo paese le autorità ordinarie hanno meno poteri dei commissari nominati per fare cose che dovrebbero fare le istituzioni locali normalmente”.

Per superare l’emergenza infrastrutturale ligure – ha affermato Toti – “la Regione c’è, sto cercando di fare tutto il possibile ma ognuno si deve assumere le proprie responsabilità e anche nel dibattito politico bisogna iniziare ad indicare le responsabilità. Io sono autonomista fin da ragazzo ma sto diventando indipendentista a forza avere un dialogo impossibile con i governi che si sono succeduti alla guida del Paese”

“La Liguria – ha continuato Toti – è il primo polo logistico del Paese e la politica deve fornire le infrastrutture necessarie a progettare il futuro. Si pensi a cosa sarebbe questo paese se si sbloccassero i cantieri già progettati, quanti giovani troverebbero lavoro, altro che reddito di cittadinanza. Ci sono cantieri che potrebbero partire domani mattina: la variante Aurelia a Sanremo, il raddoppio della ferrovia del ponente, il nodo di Genova, il Terzo Valico, la Pontremolese a Spezia. Tutto questo vale alcune decine miliardi di investimenti: se tutto questo partisse domani, avremmo alcuni punti di Pil in più, una visione del futuro diversa e centinaia di migliaia di occupati in più in questo territorio”. “Se la vicinanza della Regione è stata sentita in questo territorio – ha concluso Toti – è perché abbiamo fatto quello che dovevamo, assumendoci le nostre responsabilità. Questo non è accaduto a livello nazionale perché spesso la caccia al colpevole è più semplice rispetto alla ricerca delle soluzioni ai problemi”.

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