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Impianto di bitume a Zuccarello, Melis (M5S): “Va rivista la Valutazione di Impatto Ambientale”

Giampedrone ha risposto in modo articolato illustrando il quadro normativo rispetto alla necessità di eseguire la Via in casi analoghi

Regione. “La necessità di riaprire il procedimento di valutazione d’impatto ambientale nel procedimento che autorizza l’ampliamento della ditta che produce bitume in zona Zuccarello, su cui insistono anche le cave in Val Neva (cava Isola) e in Val Pennavaire (Salita Lampada), si fa sempre più evidente”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale del M5S Andrea Melis durante il consiglio regionale di questa mattina.

Melis ha presentato un’interrogazione, sottoscritta da tutto il gruppo, sul progetto di ampliamento di produzione di conglomerato bituminoso nell’area della Cava Isola del comune di Zuccarello sul quale la Regione non ha applicato la Via in quanto nelle aree circostanti non sarebbero presenti interventi di nuova realizzazione né impianti in precedenza autorizzati e attivi della stessa categoria dell’impianto Icose. Melis ha obbiettato che nelle vicinanze sarebbe attiva la cava Salita Lampada.

Il consigliere ha chiesto, dunque, alla giunta di rivedere la propria posizione sulla riapertura della VIA sul progetto Icose e le modalità di applicazione dei criteri di verifica di assoggettabilità.

“Allo stato attuale, infatti, siamo al cospetto di un’area dove coesistono tre attività (due delle quali distano non più di 450 metri in linea d’aria l’una dall’altra, distanza insufficiente secondo i parametri fissati dal decreto ministeriale 2015), per le quali è necessario valutare l’impatto cumulativo nel loro insieme. Perché è appunto l’insieme delle citate attività, quella di lavorazione del bitume e le 2 attività estrattive di cava, a poter creare disagio alla popolazione e impattare negativamente sull’ambiente e sulla qualità di vita di chi vi abita. Ricordiamo infatti che gli impatti di una cava non sono solo idrogeologici ma anche da trasporto e da emissioni polverose a prescindere dalle distanze lineari”.

“Abbiamo peraltro rilevato che la procedura di screening applicata al progetto di ampliamento/rinnovo dell’impianto di produzione di conglomerato bituminoso della ditta Icose di Zuccarello (SV), ha completamente rimosso quanto contenuto nel nuovo Piano Territoriale regionale di attività di cava (PTRAC) la cui proposta è stata approvata con decreto di giunta regionale numero 230 del 29 Marzo 2019. La cava di Salita Lampada riporta evidenti criticità sia per una autorizzazione ormai obsoleta sia per profili di impatto ambientale come lo stesso documento regionale attesta”, aggiunge Melis.

“Va poi anche messa in luce la sentenza del Consiglio di Stato numero 8379 del 2019 che, proprio in relazione a una procedura di Viae relativa autorizzazione di una cava in presenza di altra cava, ha affermato che ‘non sarebbe esaustivo menzionare solo che nelle vicinanze esiste un’altra cava, atteso che l’impatto cumulativo dovuto all’interazione di progetti sullo stesso territorio dovrebbe essere dimostrato attraverso la quantificazione degli impatti sulle componenti ambientali con particolare riferimento alle componenti atmosfera, rumore, emissioni da traffico veicolare ed anche in termini di superficie di suolo sottratto e di uso di risorse naturali, tenendo conto anche degli impatti derivanti dalla cava di argilla ubicata nelle vicinanze sebbene esaurita e non in esercizio'”.

“Nel complesso – conclude Melis replicando all’assessore competente – pur riservandoci di esaminare le carte, non siamo soddisfatti della risposta ricevuta in Aula alla nostra interrogazione e ribadiamo la necessità di valutare l’attività estrattiva delle cave nel loro insieme al pari dell’attività di lavorazione del bitume: convintamente, riteniamo infatti che sia la loro azione cumulativa a poter impattare negativamente sul territorio”.

L’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone ha risposto in modo articolato illustrando il quadro normativo rispetto alla necessità di eseguire la Via in casi analoghi e ha concluso: “Sulla scorta di quanto esposto non si ravvisano motivazioni per riaprire il procedimento di verifica di assoggettabilità a Via, relativo alla modifica dell’impianto della ditta Icose. Anche sulla base dei nuovi criteri adottati nella delibera del 12 dicembre scorso non ci sono i presupposti per riaprire il procedimento”.

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