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Emergenza maltempo, la Liguria deve aspettare: dal Governo 49 milioni su 800 richiesti

Somme urgenze finanziate solo per metà e zero assoluto su interventi strutturali. In arrivo 140 milioni per la mareggiata 2018

Liguria. “Chi no cianze no tetta“, sentenzia la saggezza popolare genovese. E la Liguria ha pianto molto, senza però tettare granché, almeno finora. Ad oggi ammontano a 49 milioni le risorse riconosciute alla regione per coprire le somme urgenze provocate dal maltempo di ottobre e novembre con tanto di coda pre-natalizia.

L’assessore alla protezione civile, Giacomo Giampedrone, ne aveva chiesti 110 solo per i lavori non rimandabili, mentre la somma degli interventi strutturali su frane e corsi d’acqua arriva a 400 milioni. A questi si devono aggiungere i 300 milioni del piano triennale di difesa del suolo, tutti con progetti preliminari approvati, già in mano al ministero dell’ambiente e mai finanziato.

“I colloqui al dipartimento nazionale della protezione civile sono andati bene, come sempre hanno capito qual era l’effettiva gravità – spiega l’assessore Giampedrone – ma al momento abbiamo solo 49 milioni sui 100 chiesti con lo stato d’emergenza, più ulteriori 10 milioni che abbiamo aggiunto per i danni di dicembre”. A breve dovrebbe riunirsi un consiglio dei ministri per deliberare nuove coperture. “Ma io mi dichiarerò soddisfatto quando mi vedrò riconosciuto il 100% della cifra. Se mi danno solo una parte non va bene, il 31 gennaio intendo distribuire tutte le somme ai Comuni”.

Intanto nelle casse dei sindaci non è arrivato ancora nulla. Chi ha potuto ha attinto dal bilancio, altri hanno dovuto accendere mutui offrendo a garanzia gli stanziamenti parziali da Roma. Solo a Genova sono stati spesi 17 milioni e alcuni dei 42 interventi urgenti sono ancora da completare. Uno dei più complessi è la frana di via Livello, a Bavari, dove alcune persone sono ancora sfollate.

Il termine di paragone è la mareggiata del 2018. Quella volta il Governo Conte (con lui c’erano Lega e M5s) riconobbe subito tutte le somme urgenze e varò un apposito decreto con un piano triennale da 385 milioni. Una nuova tranche di queste risorse, pari a 140 milioni, verrà distribuita dalla Regione a fine mese sulla base delle richieste presentate dai Comuni.

E anche in questo caso, sebbene le risorse ci siano, probabilmente non basteranno per tutti. “Le richieste superano tre volte la disponibilità”, spiega Giampedrone che entro poche settimane dovrà stilare una graduatoria e inviare al ministero una proposta di decreto per autorizzare le varie spese.

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