“Brucerei un figlio gay”, a giudizio il consigliere Giovanni De Paoli: "Frase mai detta, sono sereno" - IVG.it
Udienza

“Brucerei un figlio gay”, a giudizio il consigliere Giovanni De Paoli: “Frase mai detta, sono sereno”

Matikj: "Noi parti offese ci siamo guardati e abbiamo colto la stessa aspettativa di giustizia, mi sono commossa"

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Liguria. “Con riferimento al procedimento a mio carico presso la procura di Genova per presunta diffamazione sono a ribadire di non aver pronunciato quanto a me attribuito e sono profondamente dispiaciuto per il malinteso venutosi a creare”.

Lo afferma il consigliere leghista, ora confluito nel gruppo misto, Giovanni De Paoli, a processo per la presunta frase shock, “se avessi un figlio gay lo brucerei” che avrebbe pronunciato secondo i rappresentanti dell’associazione Agedo, Associazione genitori di omosessuali e che aveva scatenato una vera e proprio bufera politica.

“Resto fiducioso che venga fatta chiarezza e aspetto con grande rispetto e serenità il corso della Giustizia” ha concluso l’esponente del Consiglio regionale. Il suo caso è il primo per omofobia in un’aula di Tribunale, con l’udienza prevista per oggi dopo la denuncia che era stata presentata dal “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione”.

Era stata presentata anche la querela dell’Associazione AGEDO (Associazione genitori di omosessuali), con i due fascicoli uniti in un unico processo che vede a giudizio Giovanni De Paoli.

Le parole sono accusa sarebbero state pronunciate il 10 febbraio del 2016, nel corso di un incontro con l’Associazione AGEDO di Genova. Il caso era stato sollevato dalla politica. L’allora esponente leghista era stato rinviato a giudizio, con l’aggravante della finalità della discriminazione.

“Il processo è iniziato dinanzi al magistrato Massimo Todella, il consigliere De Paoli stamattina era presente in aula – riferisce Aleksandra Matikj, che ha firmato la querela quale presidentessa del ‘Comitato per gli immigrati e contro ogni forma di discriminazione’ – Io ho voluto presenziare, così come le altre parti offese, per avanzare la richiesta di costituzione di parte civile. Eravamo in quattro comitati. La difesa di De Paoli si è opposta alla costituzione dei Comitati di cui l’eccezione verrà decisa dal Giudice nel corso della prossima udienza”.

La prossima udienza si terrà il 9 giugno 2020. “Il danno, per quanto ci riguarda, non è stato ancora quantificato – sottolinea Aleksandra Matikj – pertanto questo aspetto sarà di esclusiva valutazione della Magistratura. Si tratta di un caso di particolare spessore, il primo caso contro l’omofobia in Italia. C’è stato un attimo in cui, durante l’udienza, noi parti offese ci siamo guardati, ed abbiamo colto la stessa aspettativa di giustizia. Mi sono commossa. Credo che battaglie come questa contribuiscano a far crescere la storia della tutela dei Diritti Umani. Ne sono, ne siamo davvero orgogliosi. In Italia manca ancora una Legge ufficiale contro l’omofobia, la bi-fobia e la trans-fobia. In un Paese dei diritti come il nostro, sarà il prossimo passo da compiere”.

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