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Bombardier apre procedura di cassa integrazione, Fiom ed Rsu: “Chiarezza su alta velocità, incontro urgente al Mise”

"Inaccettabile la motivazione dello scarico di lavoro..."

Vado Ligure. “Nella giornata di ieri abbiamo ricevuto comunicazione con cui Bombardier Italy richiede un esame congiunto della situazione aziendale finalizzato all’apertura di una procedura di cassa integrazione straordinaria per le attività di produzione e per le funzioni ad essa collegate del sito di Vado Ligure sfruttando l’opportunità offerta dall’area di crisi industriale complessa. Tale richiesta non è linea con quanto affermato dall’azienda stessa durante l’ultimo incontro dello scorso 26 novembre al MISE quando il ricorso ad un ammortizzatore sociale conservativo era stato in allora escluso”.

Lo affermano la Fiom savonese e la Rsu aziendale della Bombardier di Vado Ligure, preoccupate per le prospettive occupazionali del sito industriale vadese.

“Inoltre la motivazione addotta dall’azienda, ossia il pesante scarico di lavoro, rispecchia la situazione di criticità da noi stessi più volte denunciata e per la quale abbiamo sollecitato e continuiamo a sollecitare la definizione di un accordo complessivo in grado di dare stabilità ai lavoratori e prospettive al sito produttivo”.

“Ai lavoratori coinvolti in una vertenza che dura dal 2012 viene insomma richiesto un nuovo ed ulteriore sacrificio economico che avremmo volentieri evitato. Pertanto è necessario anzi è indispensabile che l’aggiornamento del tavolo di confronto ministeriale avvenga quanto prima anche per fare un puntuale aggiornamento del quadro delle opportunità di lavoro legate particolarmente all’alta velocità”.

E ancora: “Abbiamo l’assoluta necessità di capire cosa significherà per lo stabilimento di Vado Ligure la notizia secondo cui Hitachi e Bombardier dovrebbero lanciare le attività per la produzione dei 14 treni destinati all’alta velocità, commessa già annunciata da Ferrovie lo scorso maggio. Così come intendiamo capire in prospettiva quali ricadute positive si potrebbero avere a seguito della vittoria di Trenitalia nella gara spagnola dell’alta velocità”.

“E’ insomma evidente come serva complessivamente capire se il piano industriale di Bombardier per Vado Ligure, alla luce delle novità emerse, rimarrà lo stesso o meno e, nel caso in cui rimasse lo stesso, è indispensabile che si inizi a fare chiarezza sullo scenario che dovrebbe portare alla definizione di una partnership tra Bombardier ed un altro soggetto del settore produzione materiale rotabile per la gestione della funzione produzione”.

“Non possiamo più concedere tempo se ciò significa andare incontro alla chiusura del sito produttivo. Pertanto dopo l’incontro con l’azienda che si terrà all’inizio della prossima settimana terremo le assemblee con i lavoratori in cui proporremo un pacchetto di azioni da mettere in campo nel caso in cui non dovessimo vere le risposte che da troppo tempo attendiamo”.

“Anche dalla tutela di quello che, non ci stancheremo mai di ripeterlo, rappresenta un simbolo oltre che una fondamentale realtà produttiva ed occupazionale della nostra provincia passa il rilancio industriale del nostro territorio soprattutto nel momento in cui, grazie alla nuova piattaforma Vado Gateway, i maggiori gruppi mondiali del trasporto merci su ferro stanno aprendo nuove sedi, mostrando concreto interesse alla nostra realtà e generando nuove potenziali ed importantissimi opportunità per lo stabilimento di Vado Ligure” concludono Fiom ed Rsu aziendale.

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