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Bocciato il referendum sulla legge elettorale, la Consulta: “Inammissibile”

I commenti a caldo del presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Sergio Battelli, del gruppo Pd e del presidente della Regione Toti

Liguria. La Corte Costituzionale ha bocciato come inammissibile il quesito referendario sulla legge elettorale – promosso da otto consigli regionali guidati dal centrodestra tra cui quello della Liguria – per trasformare in un maggioritario puro l’attuale sistema con l’abrogazione delle norme sulla distribuzione proporzionale dei seggi.

Il quesito voluto fortemente dalla Lega, secondo la consulta, avrebbe lasciato sul campo una legge con cui non sarebbe stato possibile andare a votare. La Corte ha anche bocciato il conflitto di attribuzione che sette regioni su otto (tutte tranne il Veneto, escluso nel frattempo per vizi di forma) avevano presentato il 7 gennaio scorso.

“La Corte Costituzionale ha detto no al referendum sulla legge elettorale voluto dalla Lega. Deve essere chiaro a tutti che le manipolazioni sono inutili quanto dannose. E allora mettiamoci al lavoro seriamente, e in Parlamento, coinvolgendo tutte le forze politiche, per dare al Paese una legge elettorale pensata davvero per la gente. Credo che la strada da seguire sia quella del proporzionale per garantire ai cittadini di essere adeguatamente rappresentati” afferma il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Sergio Battelli.

“Come avevamo preannunciato sin dall’inizio la proposta referendaria della Lega sulla legge elettorale è stata giudicata inammissibile dalla Corte Costituzionale – afferma il gruppo Pd in Regione -. Anche un bambino lo avrebbe capito, visto che il referendum, se fosse passato, avrebbe dovuto essere auto applicativo, ma a quel punto sarebbero mancati i collegi elettorali. Purtroppo anche il nostro Consiglio regionale è stato coinvolto da questa becera operazione di propaganda, perché Toti si è sottomesso alle operazioni di bassa Lega del suo principale alleato: Salvini. E così è stata forzata ancora una volta la mano e si è utilizzata l’Aula per approvare un provvedimento incostituzionale. D’altra parte la maggioranza di centrodestra ligure non è nuova a questo genere di brutte figure, visto che Toti e co. vantano il record assoluto di leggi bocciate dalla Consulta (dalla legittima difesa alle case popolari). Tutte norme fatte per solleticare il proprio elettorato, ma palesemente in contrasto con la Costituzione. Vorremmo sapere quanto è costata ai cittadini liguri quest’ennesima farsa. E soprattutto ci preme sottolineare, ancora una volta, come il centrodestra utilizzi le istituzioni per fare campagna elettorale. Toti è sempre di più lo zerbino della Lega e ancora una volta la nostra Regione ha fatto una brutta figura per compiacere le smanie elettorali di Salvini” concludono i consiglieri Dem.

“La Corte Costituzionale ha bocciato il referendum, richiesto anche dalla Regione Liguria, per una legge elettorale maggioritaria. Gli elettori avrebbero finalmente potuto scegliere i propri parlamentari, le alleanze, il Governo del Paese prima del voto. Ora il rischio è che la maggioranza parlamentare voti una legge proporzionale, che ci riporterà alla Prima Repubblica, consentendo ai partiti di accordarsi dopo il voto, alle spalle dei cittadini, mandando a Roma una serie di raccomandati senza nessuna esperienza sul territorio” evidenzia il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

“La Consulta ha definito “eccessivamente manipolatorio” il referendum – continua Toti – Per noi eccessivamente manipolatorie sono solo le manovre di palazzo per non far votare e decidere i cittadini. Ma ormai va tutto al contrario!”.

Intanto la politica non si ferma in tema di riforme elettorali: centrosinistra e M5S stanno lavorando al cosiddetto Germanicum, un proporzionale con sbarramento al 5%, mentre la Lega starebbe pensando a un ritorno al Mattarellum.

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