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“Autostrade chiare”, il gruppo sfonda le 40 mila adesioni: “Lotteremo anche per le 43 vittime del Morandi”

I fondatori, con un recente post su facebook, hanno elencato gli obiettivi per il futuro della nuova comunità

Regione. “In poche settimane il gruppo ha avvicinato persone con idee politiche, soluzioni tecniche e opinioni molto differenti, spesso diametralmente opposte, ma è cresciuto così tanto, e con tanta energia, perché è comune il senso di ingiustizia”. È un messaggio carico di orgoglio quello dei fondatori del gruppo facebook “Autostrade Chiare“, nato il 13 dicembre scorso per ottenere da parte dei gestori informazioni corrette, trasparenti ed esaustive sullo stato del traffico.

Oggi, dopo neanche un mese della nascita, sono oltre 40 mila le persone che hanno deciso di iscriversi al gruppo. Ecco perché, oltre all’orgoglio, i fondatori della pagina hanno iniziato a percepire anche la crescita di responsabilità per quello che, di fatto, la comunità esprimerà in futuro.

E, non a caso, si legge sul gruppo: “Abbiamo deciso di definire e in totale trasparenza spiegare cosa intendiamo fare”.

Seguono, quindi, una serie di obiettivi: “Lottare, non solo per la memoria delle 43 vittime del viadotto Polcevera, ma perchè crediamo che uno Stato debba tutelare i propri cittadini, che i cittadini debbano difendere il proprio Stato. Crediamo nella comunità, nel valore che ogni persona merita, crediamo nella voglia di giustizia che emerge da ogni tasto che premete per scrivere le migliaia di post che ci sono arrivati, e crediamo ancora in ciò che è ormai raro, ossia l’etica; vogliamo manifestare, per il diritto di viaggiare sicuri e per mantenere accesi i riflettori sul problema, che ad oggi si tenta di semplificare ad alcuni episodi di cronaca. Crediamo che chi sostiene una giusta causa possa manifestare civilmente, legalmente ed ottenere giustizia. Vogliamo organizzare una manifestazione che possa lasciare un segno comunque e per questo l’organizzazione richiede un po’ di tempo – abbiate un po’ di pazienza e nel frattempo allarghiamo il gruppo. Chi propone blocchi dei caselli (è un reato penale), azioni illecite, violenza ed illegalità è pregato di uscire dal gruppo e scrivere le sue proposte a urp.sp@poliziadistato.it . Siamo sicuri che successivamente potrà trovare motivazione e coraggio da dimostrare; class action, ci stiamo informando. Non è semplice imbastire la cosa, e stiamo studiando con diversi uffici legali le possibilità. Quando avremo informazioni precise e definitive vi faremo sapere; lavoriamo per noi e voi,ci stiamo impegnando, informando ed esponendo per il bene comune, sottraendo tempo alle nostre famiglie e al nostro lavoro, vi chiediamo di darci una mano suggerendo e criticando, ma in modo costruttivo. Fate sì che il nostro impegno sia per la prima volta in Italia un motivo di aggregazione”.

E poi ancora si legge sul gruppo: “Vogliamo crescere, aumentare il numero di persone di questo gruppo è di per se una dimostrazione civile. Tutti noi amministratori del gruppo stiamo lavorando, ovvero dedicando molto tempo, sottraendolo dalle nostre famiglie e dalle nostre professioni oltre che a gestire il gruppo, ad informarci e organizzarci per rendere ancora più visibile la nostra protesta. L’opinione pubblica è potente, invitate più gente possibile; blocchiamo tanti post, cerchiamo di selezionare solo quelli che ci sembrano più importanti, ne vediamo più di 20 al minuto, ci dispiace non poterli pubblicare tutti, ma è necessario per non intasare le bacheche dei membri del gruppo; siamo sempre a disposizione, chiunque voglia scrivere per chiedere informazioni, azioni ed iniziative può farlo via messanger: stiamo predisponendo un sito e una casella mail e infine – domandano gli organizzatori – ci crediamo, tanto, e voi?”.

Il gruppo, che si definisce “non politico“,  è esteso a livello nazionale ma molti degli iscritti vivono e viaggiano in Liguria e nel savonese, alle prese con disagi, cantieri, problemi estremi come il crollo di due viadotti, ma anche notizie preoccupanti come quelle relative alle gallerie e alle barriere fonoassorbenti.

 

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