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I Magazine di IVG.it - Stile Savonese

“Annamaria”, storia di amore e umanità al Teatro Nuovo di Valleggia

"Stile Savonese" è la rubrica di moda, bellezza e lifestyle di IVG, a cura di Maria Gramaglia

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Sabato 11 Gennaio alle ore 21 la compagnia teatrale “Le mani e le nubi teatro”, formata da Alessandra Munerol, attrice e scrittrice,  Ivano Vigo, cantante, Salvatore Coco, cantautore, e Sara Polo, attrice, porterà in scena la prima in teatro di “Annamaria” presso il Teatro Nuovo di Valleggia.

Uno spettacolo teatrale contemporaneo di ricerca liberamente ispirato alla tragedia della motobarca Annamaria, avvenuta a pochi metri dalla spiaggia di Albenga nell’estate del 1947, dove persero tragicamente la vita 44 bambini di età compresa tra i quattro e gli otto anni e tre accompagnatrici.

Una terribile pagina della storia del dopoguerra di Albenga, che molti ancora ricordano e che non potranno mai dimenticare.

“Era il pomeriggio del 16 luglio 1947. Da Loano salpò la motobarca Annamaria con 81 bambini, tutti maschi di età compresa tra i 4 e gli 8 anni, e alcune educatrici. Erano diretti all’Isola Gallinara. La stessa gita era stata fatta al mattino dalle bambine.

Quanta felicità nelle voci di quei piccoli! Erano tutti ospiti della Colonia della Solidarietà di Loano, istituita a favore dei reduci e dei partigiani. Provenivano da Milano e da Verona.” (dal mio articolo di Stile Savonese “Annamaria, tragedia di Albenga” del 21 Ottobre 2018).

Un episodio tragico in cui la comunità di Albenga dimostrò una grande umanità, aprendo il cuore e mettendo a disposizione ogni risorsa per contribuire al salvataggio di quante più vite poterono. COMUNITÀ e UMANITÀ: sono queste le chiavi del racconto che porta in scena la compagnia “Le mani e le nubi teatro”.

Parte da una fatto di cronaca locale, per parlare in maniera universale di tutte le morti avvenute in mare, prendendo spunto per parlare di comunità-umanità, di amore, dolore, relazioni umane e familiari.

In una comunità il dolore di una famiglia ci tocca tutti, perché mio figlio è tuo figlio. Questo è ciò che accadde ad Albenga tanti anni fa, dove ogni donna albenganese si sentì madre non una, ma 44 volte. 44 come i bambini strappati alla vita dalla tragedia.

Questo è ciò che oggi si fatica a “sentire”, perché il senso di comunità si va via via perdendo,  favorendo la disumanizzazione e la sensazione che tutto sia “altro” da noi e che quindi non ci riguardi. Certo, se il senso di comunità fosse ancora vivo in noi, non rimarremmo estranei all’altro. Ma siccome restiamo tutti esseri umani, non dovremmo dimenticarci che siamo tutti padri, madri, bambini, viaggiatori e migranti.

Colgo l’opportunità dello spunto di riflessione che ci offre lo spettacolo teatrale “Annamaria” che andrò a vedere sabato 11 Gennaio per parlare di alcuni miei pensieri. Lo status di esseri umani, oggi ci fa ancora provare quel sentimento profondo che noi stessi abbiamo identificato con il termine “umanità”?

Oggi non ci sono più frontiere e molto di ciò che ha contribuito ad avvicinare il mondo, di fatto ha aumentato le distanze dai sentimenti e dalla comprensione, dalla solidarietà, dall’ascolto.

Secondo Edgar Morin, sociologo e filosofo francese, il grande male dei nostri tempi è l’incomprensione: nei confronti del nostro vicino di casa, del nostro collega, ma anche nei confronti di chi in qualche modo è diverso da noi, per ragioni che possono essere le più diverse.

E lui stesso, nel suo saggio “Insegnare a vivere” ci lascia questi spunti di riflessione: Quale pianeta lasceremo ai  nostri figli? A quali figli lasceremo il nostro pianeta? Insomma, come dire che abbiamo delle responsabilità “belle potenti” nei confronti della società che stiamo costruendo.

La partecipazione emotiva è quell’effetto che deriva dalla comprensione e non si può comprendere se non si ascolta. È un processo del tutto naturale, ma che richiede impegno, apertura per entrare in relazione con gli altri. E quando dico “altri”, intendo “ALTRI”, il mondo intero, tutti, con tutte le diversità. E quando dico “diversità”, intendo tutte quelle caratteristiche che fanno ricco il  mondo e che lo rendono idealmente un posto magnifico e mai noioso.

Infondere il senso di cittadinanza planetaria ai nostri figli è compito nostro.
L’umanità si può insegnare e imparare, vivendola con attenzione all’amore, all’empatia, al confronto e liberando le emozioni che fanno parte della nostra natura. Perché l’umanità è un sentimento potentissimo che ci può tenere uniti e più  forti allo stesso tempo. Ma se non lo proviamo più e non siamo più capaci di insegnarlo ai nostri figli, da esseri umani, forse dovremmo cambiargli il nome.

“Annamaria” è uno spettacolo che tutti dovremmo vedere.

Foto scattata da Simone Ermellino

“Stile Savonese” è la rubrica di moda, bellezza e lifestyle di IVG, a cura di Maria Gramaglia. Ogni settimana una passeggiata tra le vetrine dei negozi della nostra provincia, a caccia di novità: un “viaggio” tra le tendenze savonesi a livello di moda, bellezza o arredamento, ma anche tra proposte come gite, corsi o spettacoli a teatro. Clicca qui per leggere tutti gli articoli

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