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A Savona la targa per Ramon diventa un caso, Savona Scomparsa e Virio contro Santi: “Giù le mani”

Ma l'assessore chiarisce: "E' un equivoco, mi ero offerto di aiutare qualora non fosse emerso un soggetto richiedente. Ora attendo la loro domanda"

Savona. “Giù le mani, evitate di saltare sul treno in corsa e prendervi i meriti di una cosa voluta dal gruppo Savona Scomparsa e appoggiata dalla Fondazione Virio”. Il bersaglio del messaggio (non citato) è l’assessore comunale Pietro Santi: a scagliarsi contro di lui sono Giuseppe Ratto, moderatore del gruppo Facebook di “Savona Scomparsa”, insieme a Maria Grazia Virio, presidentessa dell’omonima Fondazione. E così una bella idea, l’installazione nei giardini del Prolungamento di un’opera dedicata al celebre Ramon, rischia di trasformarsi sotto la Torretta nell’ennesimo “caso”.

Riassumendo brevemente, la proposta di dedicare un’opera a Gilbert Gazave detto “Ramon”, gitano circense originario di Andorra e molto noto a Savona per aver accompagnato con i suoi pony tre generazioni di savonesi lungo i giardini del Prolungamento, è arrivata dal ceramista Paolo Anselmo. L’artista, dopo aver realizzato l’opera, ne ha postato una immagine sul gruppo Facebook “Savona Scomparsa” proponendo di collocarla appunto in quei giardini in cui per decenni aveva divertito i bambini. Una proposta immediatamente accolta da tutti, ma che aveva un problema di fondo: quella installazione andava autorizzata mediante una domanda all’ufficio Toponomastica del Comune. Una domanda che un gruppo Facebook (inesistente sul piano strettamente giuridico) non poteva presentare.

E così la Fondazione Virio, diretta da Maria Grazia Virio, si è offerta di presentare quella domanda “in nome e per conto di Savona Scomparsa”. Una soluzione che avrebbe risolto il problema in modo facile e veloce, senza contare che la Fondazione si sarebbe anche fatta carico dei costi materiali dell’iniziativa. La proposta di “subappaltare” alla Fondazione è stata posta agli iscritti del gruppo mediante un sondaggio, e la risposta è stata positiva: centinaia di “sì” contro un pugno di “no”.

Happy end, dunque? A quanto pare, no. Perché l’assessore Santi, oggi, avrebbe spiegato ai soggetti coinvolti che quella domanda non serve più, perché sarà l’amministrazione stessa a farsi carico di quella installazione. Una presa di posizione che ha indispettito non poco sia Ratto che Virio.

“C’era l’esigenza di una associazione o una realtà simile – racconta Virio – di conseguenza la Fondazione si è offerta. Ma come tramite, non per appuntarsi una medaglia sul petto: gli unici fautori di questa bella iniziativa sono i membri di Savona Scomparsa. Mentre invece la mossa di Santi, che ha contattato direttamente l’autore, ha di fatto ‘tagliato fuori’ l’amministratore del gruppo. Non è che non ci stia bene se lo fa l’amministrazione, ma allora avrebbero potuto dichiararsi disponibili da subito… Ormai era tutto a posto, non c’era più bisogno di questo interessamento. Non vorremmo che dietro questo interesse per una iniziativa che ha dimostrato di avere ampio gradimento ci sia la volontà di prendersi dei meriti. E’ brutto se un’iniziativa di savonesi viene strumentalizzata. Speriamo di no, non vogliamo pensare male…”.

Una ricostruzione totalmente smentita da Santi: “Noi non abbiamo alcune interesse a prenderci dei meriti, sono loro che ci hanno contattato per chiedere una soluzione – è la sua versione – Ho suggerito io di rivolgersi a una associazione e ho spiegato l’iter corretto. Mi sono limitato ad aggiungere che, se non avessero trovato un soggetto, avrei provato a farla diventare un’iniziativa dell’amministrazione. Poi è emersa la disponibilità della Fondazione Virio e per me la questione è chiusa. Mi sembra tutto un equivoco. L‘amministrazione comunale sarà quella che fisicamente rilascerà l’autorizzazione, ma la domanda della Fondazione è fondamentale per proseguire: la attendiamo”.

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