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A Savona la presentazione della ricerca sui lavoratori liguri deportati in Germania nella Seconda Guerra Mondiale

Si terrà mercoledì 29 gennaio alle 16.30 nella Sala Rossa

Savona. “Tante braccia per il Reich” è il titolo della presentazione della ricerca sulla deportazione dei lavoratori liguri durante la Seconda Guerra Mondiale che si terrà mercoledì 29 gennaio alle 16.30 nella Sala Rossa del comune di Savona.

Organizzato dall’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea della provincia di Savona “U. Scardaoni” (Isrec), dall’Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea “R. Ricci” (Ilsrec) e dall’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi di serminio di Savoa e Imperia (Aned), con il patrocinio del Comune di Savona e dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, l’incontro sarà introdotto dalla presidente Aned di Savona e Imperia Maria Bolla Cesarini e, dopo i saluti del sindaco di Savona Ilaria Caprioglio e della presidente dell’Isrec Teresa Ferrando, vedrà gli interventi di Federico Vesigna, segretario generale di Cgil Liguria, in rappresentanza dei sindacati confederali, e di Irene Guerrini e Marco Pluviano, autori della ricerca storica. L’evento fa parte delle iniziative per il “Giorno della Memoria” 2020 a Savona.

Gli storici Guerrini e Pluviano hanno collaborato alla ricerca storica “Tante braccia per il Reich!” (a cura di Brunello Mantelli, Mursia, Milano 2019) per la parte relativa alla deportazione dei lavoratori liguri ad opera dei tedeschi dal settembre 1943 all’aprile del ’45. Si tratta del primo studio organico sulle dinamiche del prelievo coatto di lavoratori dall’Italia e del loro utilizzo oltre il Brennero durante Repubblica Sociale Italiana, a cui gli apparati del fascismo di Salò diedero un notevole contributo. La ricerca, articolata su due volumi, ricostruisce il modus operandi degli occupanti tedeschi e dei loro collaboratori fascisti repubblicani nel mettere le mani con la forza su lavoratori dell’industria, dell’agricoltura e di ogni altro settore purché utili allo sforzo bellico del Terzo Reich. Nel reclutamento di manodopera, l’occupante e i suoi collaboratori ricorrevano spesso a precettazioni, arresti, retate urbane, rastrellamenti nelle zone di campagna e prelievi indiscriminati negli istituti di pena. Il ricorso alla violenza fisica era frequente; si pensi, in particolare, agli scioperi del primo marzo 1944 a Savona e provincia.

Guerrini e Pluviano hanno condotto la ricerca a partire da Genova e dalla sua provincia. In segutio hanno ampliato il campo delle loro indagini estendendolo al territorio imperiese e spezzino. Attualmente sono impegnati nella ricostruzione delle dinamiche del lavoro forzato nella provincia di Savona.

Irene Guerrini, funzionaria del sistema bibliotecario dell’Università di Genova, ha svolto numerose ricerche sulla Grande Guerra, per i profili della giustizia militare, del mito dell’aviatore e dell’organizzazione del consenso, oltre che sull’Italia fascista in riferimento all’Opera Nazionale Dopolavoro e ai suoi rapporti con la KdF nazista, nonché sulla deportazione politica e sui rastrellamenti antipartigiani.

Marco Pluviano, ricercatore indipendente, ha lavorato in particolare sulla prima metà del Novecento occupandosi di emigrazione, giustizia militare durante la Grande Guerra, azione diplomatica e militare italiana nell’ambito dei conflitti del primo dopoguerra; organizzazione del consenso di civili e militari tra Grande Guerra e fascismo tramite l’intervento sul tempo libero, rastrellamenti e deportazione durante la Rsi.

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