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“Vivere Vado” annuncia iniziativa anti-inaugurazione piattaforma Maersk

Si terrà questa sera alla SMS Baia dei Pirati

Vado Ligure. Domani è tutto pronto per il via ufficiale alla nuova e attesa piattaforma contenitori di Vado Ligure, con l’arrivo della prima nave che utilizzerà l’infrastruttura portuale.

Ma c’è chi continua a battersi contro la nuova opera, ritenuta dannosa per l’ambiente e impattante per il contesto urbano e territoriale di tutto il comprensorio. Ecco così che l’associazione “Vivere Vado”, che da anni si batte per bloccare la piattaforma, ha organizzato una iniziativa “contro”. Si terrà questa sera, con inizio alle 19.30, presso la Sms Baia dei Pirati di Porto Vado, un incontro politico-conviviale “per ripercorrere insieme le tappe di questi vent’anni”.

“Un intero apparato politico-economico celebra oggi il felice compimento del suo progetto – ricordano dal direttivo di Vivere Vado – Autorità Portuale diventa titolare di una moderna struttura, Maersk l’avrà in concessione per 50 anni a canone modestissimo, Fincosit ha ottenuto un lavoro da 300 milioni di euro, le aziende specializzate in movimentazione terra hanno lavorato alla grande, il sindaco di Vado può vantarsi di aver dato l’ultima spinta, ad oggi i nuovi occupati assunti a tempo indeterminato sul terminal sono circa 50. Noi non partecipiamo alla festa né gufiamo contro l’opera, ma rivendichiamo di averne contrastato con forza la realizzazione, condividendo le istanze di tante piccole comunità attive contro progetti sovradimensionati, che distruggono un territorio in nome di uno sviluppo indirizzato al profitto di pochi”.

“Noi non lo dimentichiamo. Non dimentichiamo il terrapieno al posto dei pali, i 5 milioni di metri cubi di terra versati in mare e la circolazione dell’acqua compromessa, la drastica riduzione dei posti di lavoro, la viabilità ancora sulla carta, le insufficienti misure di contenimento dell’inquinamento: una lunga storia di compromessi e bugie, diritti negati, irregolarità commesse, strumentalizzazione spregiudicata della crisi economica con il ricatto occupazionale. Il futuro di Vado sarà pesantemente condizionato da tutto ciò”.

Vivere Vado si chiede se “esistono margini di manovra”. La risposta: “Nel migliore dei casi, cioè se l’opera funzionerà e movimenterà i container previsti, abbiamo davanti nuove sfide perché l’esperienza ci ha insegnato che gli obiettivi di mitigazione ancora sulla carta non saranno onorati se cittadini combattivi non li conquisteranno, con un lavoro di presenza attiva nella società e nelle sedi istituzionali. Senza questo impegno le generazioni a venire abiteranno i luoghi desolati che queste storie lasciano sempre dietro di sé”.

“Vado presa per fame ingoia la pillola annunciata. Non dimentichiamo che sotto 5 milioni di metri cubi di terra si nasconde una montagna di bugie, compromessi, diritti negati e irregolarità. Lavoriamo perchè Vado non diventi solo retroporto”.

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