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Varazze ha ricordato Francesco Calandrone, il “parroco buono”

La benedizione della targa ha concluso la breve, ma sentita cerimonia

Varazze. Sabato 7 dicembre 2019, nei giardini della sala “Fratelli Stellati” di Varazze, alla presenza del sindaco Alessandro Bozzano, dell’assessore alla cultura Mariangela Calcagno, del consigliere Claudia Calandrone, il parroco di Sant’Ambrogio, don Claudio Doglio, ha benedetto la targa posta alla base del busto che ritrae le sembianze del “Parroco buono” Mons. Francesco Calandrone, opera dello scultore sardo Antonio Ruggeri

Una cerimonia, semplice, ma ricca di significati umani e religiosi, ha riportato il ricordo, ancora vivo nei varazzini, delle opere di carità che sono state alla base della vita di questo autentico pastore di anime. Dopo le parole del sindaco, che si è soffermato su alcune drammatiche vicende affrontate dal parroco durante l’ultima guerra, Mario Traversi ha letto una poesia che ricalca la forte personalità di Francesco Calandrone, seguita dalla lettura di una illustrativa biografia letta da Berto Carattino. Quindi è stata la volta di don Doglio, che ha voluto ricordare anche altri parroci che si sono alternati alla guida della Collegiata di Sant’Ambrogio, ognuno con il proprio carisma, spesso non valutati come si meritavano, ma fermi nella loro opera, al di là di facili e commoventi rievocazioni.

La benedizione della targa ha concluso la breve, ma sentita cerimonia. Erano presenti le associazioni U Campanin Russu, San Donato, Marinai d’Italia, Gruppo Alpini, e molti cittadini che hanno voluto portare la propria adesione a quello che rimane come un simbolo di fede e di carità, stupendamente realizzato dalla vita di Mons. Francesco Calandrone.

Dopo la cerimonia agli Stellati è seguita, alle ore 18, nella parrocchiale di S. Ambrogio, la S. Messa solenne in onore del Santo titolare della chiesa e, alle 20,15, sempre in Sant’Ambrogio, il concerto dei Cori Ana “Sulle note del lago”, della Brigata Tridentina, con offerta libera a favore dell’ospedale pediatrico Gaslini di Genova.

Di seguito la poesia scritta e letta da Mario Traversi:

A Ricordo di Mons. Francesco Calandrone

Era il Parroco di tutti
sconfinando con la sua personalità
e senza assumerne
veste di voluto protagonismo,
i confini della sua Parrocchia,
come amorevole chioccia
per i suo cittadini.

Quando si diceva U Parricu,
tutti, da Alpicella all’Aspera,
si riferivano a lui,
senza togliere nulla
agli altri Pastori della città,
perché Don Calandrone
riempiva Varazze di Carità.

Quanto lavoro il suo,
di uomo e di sacerdote,
a mitigare contrasti anche violenti,
a portare il conforto
a tanti sofferenti.

La guerra, le deportazioni
le sofferte consolazioni alle madri
che piangevano i figli caduti
in terre lontane.

La lotta per evitare vendette
nell’ultima ora di una guerra infame.

U Parricu era sempre presente
e a ciascuno apriva il cuore
con la sua fede ardente
nel nome del Signore.

Lo ricordiamo oggi e così sarà domani.

Ricordiamo le sue mani benedicenti
nel dì di Caterina ad ogni 30 aprile
nel tripudio del canto “dal mar alla collina”.

Allora,
al ritorno della processione,
sul sagrato di Sant’Ambrogio,
piangeva Francesco Calandrone
ed erano lacrime di una gioia
a stento trattenuta
che finalmente esplodeva
nel ringraziamento alla Santa.

La sua Varazze era lì,
unita nel suo voto,
per la grazia ricevuta.

Il tempo passa e va,
dice la canzone,
ma quel che vale per sempre resterà.

(Testo e immagini di Mario Traversi)

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