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Vado, mister Tarabotto: “Non abbiamo giocato la partita nel modo in cui l’avevamo preparata” risultati

La dettagliata disamina del tecnico rossoblù al termine dell'incontro perso col Chieri

Vado Ligure. Il Vado non riesce a dar continuità al successo sulla Lavagnese e al Chittolina cede al Chieri, vittorioso per 2 a 0 con una rete per tempo.

Vado Vs Sestrese

L’allenatore rossoblù Luca Tarabotto commenta: “Un po’ sono arrabbiato. Complimenti al Chieri perché ha vinto. Comunque credo di aver perso contro una squadra contro la quale si poteva fare risultato, facendo però una partita diversa. Nel primo tempo loro hanno fatto la partita che dovevamo fare noi: ho preparato tutta la settimana la partita sulla palla sopra, tanto è vero che loro hanno problemi sulla palla sopra e sulla palla dietro: nel primo tempo le uniche due volte che abbiamo giocato la palla sopra siamo arrivati in porta. I giocatori mi hanno detto che col vento era difficile giocare la palla lunga, però loro nel secondo tempo la palla lunga anche se erano controvento la giocavano uguale…”.

Il Vado ha giocato con un 4-4-2. Il Chieri si schierava con un 4-3-3: i vadesi, così tatticamente disposti, hanno pertanto sofferto la superiorità numerica degli ospiti a centrocampo, spesse volte facilitati ad avanzare o inserirsi senza palla con un uomo libero. Il commento a riguardo del mister rossoblù. “Il reparto migliore del Chieri credo che siano i tre uomini che ha a centrocampo, sicuramente un reparto forte. Nel primo tempo il loro 4 riusciva sempre ad aver la palla giocabile dal loro quarto; lì il mio centrocampista deve andarlo a prendere, perché ho l’esterno che mi viene a chiudere dentro e sono in tre in campo anch’io. Non è che loro sono in tre e noi in due. Però lo devo andare a prendere, a chiudere lo spazio di campo. Questo nel primo tempo lo abbiamo fatto poco”.

Tarabotto spiega così il primo tempo: “Se parto con la palla da dietro, la devono giocare i giocatori della linea dietro, cioè i due centrali; se mi abbasso col centrocampista a giocare la palla da dietro e non gioco palla sopra ma tengo palla nei piedi, nel momento in cui col centrocampista gioco palla sopra dove ho un buco di trenta metri a metà campo, sulle seconde palle arriveranno sempre loro, non ci arriverò mai io. Infatti nel primo tempo non abbiamo mai vinto una volta una seconda palla. Scendevo col centrocampista a giocar palla al limite dell’area, giocavo palla sopra, trenta metri di buco a metà campo e per forza di cosa prendevano palla loro. Vogliamo giocar palla da dietro? A meno che non sono un palleggiatore, pretendo e riesco a giocar palla da dietro e va bene, se no se scendo dalla linea dei centrocampisti per giocar palla, gioco palla sopra e poi non ci arrivo mai coi centrocampisti perché sono sulla linea dell’area di rigore, ci arrivano sempre loro”.

“Anche il loro centrocampista, a volte, quando era in difficoltà, prendeva palla e la giocava – prosegue -. Noi oggi queste cose le abbiamo fatte male. Abbiamo fatto qualcosa negli ultimi quindici minuti del primo tempo e nei primi dieci del secondo. Perdo perché loro sono una squadra sicuramente organizzata e che sa stare in campo. Nel primo tempo giocavano con le tre punte sulla linea nostra dei quattro: giocavano palla sopra, o andavano in fuorigioco o avevano le occasioni. Quello era il gioco che dovevamo fare noi. Invece continuavamo a portar palla; si tratta di andare a cercare o l’esterno o le due punte davanti. Invece c’erano questi buchi a metà campo e loro che sanno stare in campo e ci creavano dei problemi. A parte gli ultimi cinque minuti, credo che abbiano tirato in porta tre o quattro volte. Addirittura il secondo gol lo abbiamo preso su nostro calcio d’angolo. Il primo che sbaglia sono io”.

Domenica il Vado affronterà il Bra. “Se ci mettiamo a ragionare la partita in un certo modo, poi devo vedere di fare in quel modo. Perché se lo cambio e la faccio diversamente, mi vado a creare dei problemi. Se avessi la possibilità di farla così, la faccio anche così, però diventa un po’ difficile. In questo momento dobbiamo cercare di tirare una lampo, di chiuderla, metterci lì e con intelligenza cercare di affrontare il campo nel modo migliore e cercare di andare a dare fastidio agli avversari. Mi sembra che questo oggi non sia stato fatto, in generale. Sì, abbiamo avuto l’occasione con Alessi, un colpo di testa che con un po’ di fortuna poteva andare dentro e non è andata. Poi quando magari sbagli, paghi. Potevamo farla diversamente; capisco anche un po’ la stanchezza mentale: sicuramente la partita di domenica ci avrà preso tanto. Però dobbiamo avere questa adrenalina in campo nel capire quando è il momento di dover andare, quando non è il momento di andare, quando è il momento di tener la palla, quando è il momento di alzar la voce, quando è il momento di dire: siamo qua, dobbiamo cercare di fare risultato tutti insieme e vediamo di farlo”.

“I ragazzi cercano sempre di fare il meglio che si può – ribadisce il mister -, però oggi, soprattutto all’inizio nella prima mezz’ora, per tenere palla sopra bisogna riuscire a giocare da centrocampo in su, dare una palla in profondità, dare la possibilità alla nostra punta di metter giù palla, di scaricare. Nei primi quaranta minuti loro hanno veramente fatto la partita che dovevamo fare noi; non hanno fatto niente di che, però giocavano palla sopra con le punte che stavano in linea con i nostri quattro dietro. Questo lo dovevamo fare noi”.

“Io sono critico solo con me stesso, i giocatori lo sanno: non sono critico con loro – sottolinea l’allenatore vadese -. I giocatori finché posso li difendo. Però se dopo cinque o dieci minuti ci si accorge anche che bisogna venire sopra per non andare a prendere la palla sulla linea dei difensori e giocare la palla sopra anche controvento, poi è normale che le palle arriveranno sempre agli altri. Non avremo mai la possibilità di poter prendere palla, di buttar giù palla e salire su. Infatti eravamo sempre nel nostro quarto di campo perché scendevamo tutti a giocar la palla e diventava un po’ difficile. Da fuori si vedeva questa situazione”.

“Purtroppo ci sono momenti dove sbagliamo qualcosa, prendiamo gol e magari non abbiamo subito neanche quella reazione nervosa. A me piace perdere quando è giusto che devo perdere; a volte perdere così, seppur contro una squadra organizzata, dà anche un po’ fastidio” conclude il tecnico.

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