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Vado Gateway, Giuliano commossa dal palco: “Non ci siamo piegati al declino e alle chiusure di molte aziende”

“Grazie a chi negli ultimi anni ha cambiato idea, perché è andato oltre gli slogan e ha compreso che il nostro paese era investito di una grande responsabilità”

Vado Ligure. Una voce spesso rotta dall’emozione e assimilabile ad un elegante grido di liberazione e soddisfazione per il lavoro portato a termine. Monica Giuliano, sindaco di Vado Ligure, è visibilmente commossa quando prende la parola dal palco dove ieri è andato in scena il lancio ufficiale del nuovo Gateway. 

Una vittoria, per il primo cittadino di Vado Ligure, che giunge dopo anni di battaglie combattute su più fronti. Giuliano ha iniziato il suo discorso con i ringraziamenti, partendo proprio da chi quella piattaforma l’ha costruita: “Oggi è un giorno molto speciale, è il grande giorno, per chi come me ha vissuto tutto il percorso legato alla realizzazione della “piattaforma”, impariamo a dirlo con orgoglio. Ogni pezzetto di quest’opera è il frutto di un grande lavoro, innanzitutto degli operai e dei tecnici, a cui va il mio primo ringraziamento. Grazie a tutti voi, a chi ha ultimato il suo lavoro e a chi ha iniziato da poco a lavorare in questo nuovo terminal, le vostre tute colorate, che spesso incrociavo per il paese, sono state la mia forza, perché è lì che volevo arrivare, a ridare a questo territorio quel lavoro che ha reso grande Vado fin dagli inizi del ‘900, a quella classe operaia che è stata il fulcro della Resistenza vadese, a quelle donne e uomini martiri della Resistenza che sono e saranno sempre per me la guida più importante di ogni mia scelta e decisione”.

Giuliano, poi, si è tolta anche qualche sassolino dalle scarpe: “Se negli anni più difficili, in cui sembrava che quest’opera non potesse raggiungere il compimento per miopie politiche e scarsa visione del futuro di questa Provincia, non avessi pensato a lei, Clelia Corradini e a lui, Don Nicolò Peluffo, trucidati dalle forze nazifasciste, forse certe scelte le avrei allontanate, così come hanno fatto quelli che intorno a me si sono seduti, in attesa di catastrofici eventi. Invece, in quei momenti in cui non avevo sostegno da parte di chi ha preferito non esporsi, proprio ricordando la loro storia di sacrificio, coraggio e morte, ho deciso di proseguire, tagliare tutti i vincoli sterili, quei lacci fatti da più di dieci ricorsi contro questo percorso”.

Arriva così il ringraziamento a chi ci ha creduto nel nuovo Gateway… : “Non è stato per nulla facile e devo ringraziare i compagni di viaggio che ho scelto di avere al mio fianco dal 2014 e che ad oggi non mi hanno mai lasciata sola, il mio grazie anche ai consiglieri comunali delle amministrazioni Peluffo e Giacobbe, ai dipendenti del Comune di Vado Ligure, al mio Comandante della Polizia Municipale, a tutte le amiche e amici vadesi e alle istituzioni Provinciale e Regionale per il grande impegno di questi ultimi anni. Seppur con grandi scontri dialettici abbiamo fatto un gran cammino Presidente Signorini e ringrazio tutti i suoi collaboratori, ai quali ormai mi lega un rapporto di grande amicizia, forse proprio perché è quando si lavora con grande intensità nelle più profonde difficoltà che nascono i legami che saranno il bagaglio della nostra vita. Oltre alle Istituzioni coinvolte, all’attenzione cosi puntuale del Signor Prefetto che ha raccolto e sostenuto le nostre istanze, c’è anche chi come il Dott. Paolo Cornetto è stato molto più che un grandissimo Manager, si è avvicinato alla nostra comunità e con grande umiltà ci ha ascoltato, facendo nascere quello che per tanti anni abbiamo sognato, realtà produttive che sanno ascoltare e che fattivamente contribuiscono al benessere della comunità che li ospita. Sono nati così tanti progetti rivolti al sociale, ai bambini, alle famiglie in difficoltà e questo è quanto di più bello possa accadere, tenersi per mano nonostante i problemi e i diversi ruoli e non lasciare indietro nessuno. Grazie anche a Rino Canavese e Gianluigi Miazza, per aver creduto in quella che sembrava una semplice visione ma che oggi si dimostra come l’unica strada per la nostra vera rinascita produttiva, ancora oggi siete nostri compagni di viaggio, mettendo a disposizione competenze e tempo”.

… ma anche a chi non ci ha creduto, quanto meno inizialmente: “Grazie a chi negli ultimi anni ha cambiato idea, perché è andato oltre gli slogan e ha compreso che il nostro paese era investito di una grande responsabilità. Traghettare la Provincia fuori dalla grave crisi complessa, il sostegno che ho visto crescere negli ultimi anni è stata la chiave che ha permesso di aprire una nuova porta verso il mondo, quella porta aperta che oggi ha permesso di accogliere nuovi lavoratori, nuove figure professionali, nuove imprese e nuove realtà straniere che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere, dietro grandi realtà come Maersk, Cosco, Zpmc e tutte le molteplici imprese che arrivano da molto lontano guidate da grandi donne e grandi uomini… ben arrivati a Vado Ligure!”.

Il primo cittadino di Vado Ligure è poi tornata sulle ragioni che stanno alla base del progetto: “Nel 2014 è ripartita da Vado una nuova visione industriale, con il porto quale protagonista principale, una visione che la maggior parte delle comunità, non solo locale, non riusciva ancora a percepire, perché le ricadute positive non erano immediatamente visibili e l’opera era ancora in divenire. Ho deciso allora di spiegare alla mia comunità che era giunto il momento di fare una scelta importante guardando oltre, senza soffermarsi sul proprio ombelico, senza farsi avvolgere dalle paure e da chi sapeva ben alimentarle a volte in maniera strumentale e sicuramente contro il benessere del futuro di questa Regione, ma pensando a chi verrà dopo di noi ho gridato più volte con convinzione che non esiste una decrescita felice ma che avremmo avuto l’opportunità di favorire un nuovo sviluppo industriale e che sarebbe stato possibile solo se mi avessero dato fiducia e cosi è stato. Non abbiamo promesso fantasie ma un nuovo cammino, seppur complesso e difficile, per il benessere collettivo reale, che avrebbe sicuramente portato disagi nei primi anni ma che sarebbe diventato il nuovo modello di sviluppo di un’intera Provincia”.

“Non ci siamo piegati al declino, alle chiusure di molte aziende e qui ringrazio i sindacati e lavoratori perché molte partite sono ancora aperte e molti ancora sono i tavoli di crisi che non dipendono da noi ma da scelte che livelli di governo più alti dovranno fare, ma sicuramente sappiano che resteremo al loro fianco, non ci siamo abbandonati alla decrescita infelice e abbiamo reagito noi piccola grande comunità – ha spiegato Giuliano – il dolore dei primi anni è stato facile sopportarlo perché la storia di Vado è così potente, perché i suoi Sindaci sono stati dal dopoguerra ad oggi i figli di quella storia operaia, ed è lì che le nostre famiglie hanno forgiato il nostro grande attaccamento a quel mondo di lavoro e sacrifici e che con la stessa dedizione tutti gli amministratori locali hanno lasciato un segno verso il progresso e la rigenerazione continua di un territorio, la Città delle 103 ciminiere come veniva descritta nei primi del 900 oggi è una città moderna che avrà un nuovo vestito e invidiabili occasioni di sviluppo”.

Infine, un ringraziamento speciale: “Tra tutti i Sindaci c’è un Sindaco in particolare, Roberto Peluffo, che voglio ricordare citando alcune sue parole contenute nella relazione alla delibera di consiglio comunale che approva il piano regolatore portuale, anno 2002: ‘Lo sforzo dell’amministrazione comunale di Vado Ligure è quello di attuare e gestire una trasformazione radicale del territorio attraverso il riutilizzo delle grandi aree dismesse… e rendere più funzionali anche i nuovi sbocchi portuali. …Non ci siamo arroccati dentro ad una città industriale senza mai negare la stessa cultura industriale, puntiamo sul porto, sulla logistica, sulla cantieristica, non vedo contraddizione tra una politica ambientalista ed una politica dell’occupazione…governare il territorio non vuol dire non fare ma fare in un certo modo’.

“Se dovessi salutarvi con un’immagine legata a questo terminal non sono né le gru né tantomeno l’infinito numero di mezzi che ho visto operare in questi anni, ma sono gli accenti diversi, l’intonazione delle loro voci, l’incrocio di mondi che si sono incontrati e stanno camminando insieme” ha concluso il suo discorso Monico Giuliano.

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