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Toti a Savona: “Soldi del Governo non bastano neppure a coprire quanto i sindaci stanno spendendo” fotogallery

"Non possiamo lasciare i sindaci da soli dopo 40 giorni di fango"

Provincia. Questa mattina, alle 11, nella sede della Camera di Commercio Riviere di Liguria a Savona, è arrivato il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti.

Incontro Toti categorie economiche Savona

Da poco, infatti, è iniziato l’incontro con le categorie economiche del savonese per fare il punto sui danni dovuti al maltempo, la modifica alla viabilità ordinaria, la mobilità regionale e i conseguenti effetti sulla situazione socio economica.

All’incontro hanno partecipato Luciano Pasquale, presidente della Camera di Commercio Riviere di Liguria; il presidente della Provincia Pierangelo Olivieri; il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio; il sindaco di Vado Ligure Monica Giuliano; i rappresenti dell’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ligure Occidentale, dell’Unione Industriali, dei sindacati confederali e delle categorie economiche (Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Legacoop, Unione Associazione Albergatori, Federalberghi, Unione Utenti del Porto, Associazione Spedizionieri Doganali, sindacato Balneari, Isomar, Fiavet).

“I fondi del Governo non bastano di sicuro – ha esordito il governatore della Liguria senza dirti di parole in riferimento ai 50 milioni riconosciuti dall’Esecutivo sui quasi 100 richiesti solo come somme urgenze – Noi ci stiamo riprendendo. Sindaci, Provincia e Regione stanno lavorando perchè abbiamo danni molto importanti con più di 100 milioni di euro solo di somme urgenze e 500 milioni circa stimati”.

Toti a Savona: incontro con categorie economiche

“È chiaro che lo stato di emergenza decretato ieri dal Governo, con 49 milioni, non serve neppure a coprire i soldi che i sindaci stanno spendendo e dovranno iscrivere a bilancio. Io non credo che i sindaci possano essere lasciati soli dopo 40 giorni di fango e di fatica”.

“Rispetto alle risposte date fino ad oggi dal governo l’insoddisfazione è totale. La Liguria è la prima piattaforma logistica del paese, il territorio che insiste sui nostri porti vale una trentina di punti del Pil, i nostri scali valgono metà dell’export italiano: non investire su questo e non cogliere questa disgrazia come un’opportunità sarebbe una scelta non solo miope ma scellerata. Il Governo deve capire che è un interesse nazionale investire nella nostra regione e abbiamo bisogno di un gigantesco piano di messa in sicurezza e di realizzazione delle infrastrutture indispensabili al nostro territorio. Servono risorse e serve anche un intervento normativo speciale che ci consenta di intervenire rapidamente. Conto in un ravvedimento operoso rapido da parte del governo perché lasciare soli sindaci che spalano tra fango e frane sarebbe non solo costituzionalmente discutibile ma anche moralmente disdicevole”.

“La nostra economia – ha spiegato Toti – esce da tutto questo colpita duramente, dopo aver già vissuto le criticità legate al crollo di ponte Morandi e alla mareggiata dello scorso anno: non so quanta consapevolezza ci sia a Roma della gravità di questa emergenza che ritengo di gran lunga più imponente per i suoi effetti negativi in termini di danni, lucro cessante, riduzione della competitività dei porti e delle imprese”.

“Occorre uno sforzo straordinario e che il Governo comprenda che la situazione della Liguria è particolarmente difficile. Siamo stati colpiti dalla peggior ondata di maltempo dal 1953, con autostrade chiuse e a singhiozzo: da un lato la frana, dall’altro l’incertezza sui viadotti. Occorrono risposte urgenti e non abbiamo ancora iniziato ad analizzare i danni alle imprese e ai privati, che saranno a loro volta importantissimi. Dobbiamo lavorare per migliorare le infrastrutture, fare investimenti, aiutare i sindaci. C’è un’area di crisi complessa che deve iniziare a funzionare e anche su questo il ministero dello sviluppo economico è in ritardo, mentre i fondi e i bandi regionali sono stati fatti. Il savonese si salva solo rimboccandosi le macchie, ma con l’appoggio di un Governo che non sottovaluti la situazione”.

Il presidente della Regione ha spiegato che “ci stiamo muovendo per inserire nella Legge di Stabilità regionale che andrà in approvazione nelle prossime settimane tutto quello che è possibile per un piano straordinario di intervento sulle strade, con almeno 5 milioni di euro nei prossimi dieci mesi per ridurre il più possibile il rischio frane. E poi c’è il turismo: stiamo predisponendo un piano di comunicazione importantissimo: non dobbiamo arrenderci alla fatalità ma dobbiamo investire. Per i primi mesi del prossimo anno abbiamo in programma importanti investimenti perché ora è in gioco la prossima stagione estiva: saremo presenti in tutta Europa nei principali eventi del settore per dissipare il dubbio che la Liguria sia irraggiungibile. Per questo abbiamo bisogno di procedere con un piano di promozione di un territorio che, nonostante le grandi difficoltà, sta crescendo con numeri positivi”.

Il presidente ha sottolineato anche l’emergenza legata alle autostrade: “Abbiamo chiesto la gratuità dei pedaggi in Liguria e anche di ridurre al minimo i cantieri sulla rete, ma bisogna superare l’incertezza con una parola chiara e definitiva da parte del ministero delle infrastrutture. Ci sono alcune priorità, a partire dalla Gronda che se non decollano oggi difficilmente lo faranno in futuro”.

Presente anche, oltre alle autorità e agli amministratori dei principali Comuni della provincia, l’assessore allo sviluppo economico di Regione Liguria Andrea Benveduti, che ha aggiunto: “Mancia? No grazie. Troviamo umiliante, se non offensivo, che la Liguria venga nuovamente abbandonata da questo oramai traballante Governo. Non solo nessun serio investimento in infrastrutture, nessun serio piano di verifica e manutenzione, ma nemmeno il ripristino delle condizioni di per sé già gravemente compromesse. Nell’ultimo anno la nostra Regione è stata duramente colpita, ci aspettiamo al più presto interventi di largo respiro, anche a sostegno delle tante attività economiche in gravi difficoltà”.

“Oltre alle calamità naturali, si aggiunge la calamità del governo giallofucsia che, dopo le geniali trovate della plastic tax, della sugar tax e della car tax, ora pare voglia significativamente tassare ogni container movimentato dei nostri porti. Ogni commento è superfluo. La Liguria e i liguri comunque non si arrendono e ci faremo ben sentire”, ha concluso.

Il sindaco di Savona, Ilaria Caprioglio, ha spiegato “come abbiamo lavorato in somma urgenza per ridurre in questa prima settimana i danni dell’ondata del maltempo e come lavoreremo al ripristino delle situazioni critiche ancora aperte. Ho sottolineato come sia necessario una particolare attenzione alla fragilità del nostro territorio in quanto molte frane si sono verificate in zone non considerate a rischio o in zone presidiate dall’uomo con coltivazioni”.

“Ho poi posto l’attenzione sulla situazione di Funivie spa a seguito del danneggiamento di due piloni dei vagonetti: questo comporta una grave emergenza occupazionale ma anche ambientale in quanto lo stop porterà a un maggior traffico di camion nella tratta Savona-Valbormida. Ho, infine, sollecitato a porre la massima attenzione sul piano straordinario delle infrastrutture alla luce dell’esito di un’altra opera che doveva essere strategica per la viabilità da e per il porto: mi riferisco all’Aurelia bis che per come è stata progettata e rivista non risolve il problema della mobilità oltre a registrare uno stop nei lavori”.

“Questa regione ha vissuto quest’anno la peggiore ondata di maltempo degli ultimi 50 anni. Abbiano chiesto al Governo, solo per quello che riguarda le somme urgenze, oltre cento milioni di euro. Ce ne sono stati riconosciuti meno della metà a fronte di un danno totale, ancor non totalmente qualificato, di almeno 500 milioni – aggiunge il consigliere regionale FI Angelo Vaccarezza -. Questo significa che la reale situazione di quello che è successo, non è stata percepita per quello che è in realtà: una situazione è assai più difficile di una emergenza di protezione civile; è imperativo lavorare su più fronti: dalla ricostruzione e potenziamento delle infrastrutture con progetti i cui benefici non siano solo immediati ma studiati per il futuro della Liguria. Ferro e gomma, programmazione mirata: un lavoro fatto in sinergia per aiutare la nostra terra, ancora una volta, a rialzarsi”.

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