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Tassa di soggiorno, il No dell’associazione camperisti: “Gabella inutile e dannosa”

La presa di posizione dopo il caso di Matera

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Liguria. “Fermiamo un sistema che porta solo danni al turismo e utili a chi non fa trasparenza e che induce altri sindaci a varare tasse similari”. Questa la presa di posizione dell’associazione nazionale dei camperisti

“Un esempio di come viene percepita la tassa di soggiorno ci arriva da una turista che ha visitato le città italiane più importanti per le attrattive culturali: In albergo, con costernazione, al momento del conto, mi hanno spiegato che c’era la tassa di soggiorno da pagare e che non era stata compresa nel pagamento che avevo eseguito alla prenotazione online. Ho capito che erano soldi che servivano al Comune che mi ospitava però vorrei sapere che fine hanno fatto perché il trasporto pubblico faceva pena, strade e marciapiedi pieni di buche e sporchi, cassonetti dei rifiuti strapieni e con sacchetti abbandonati intorno, assenza di gabinetti pubblici, illuminazione notturna carente se non assente e per noi donne è un vero problema, illuminazione notturna dove c’era era diretta verso l’alto invece che utilmente verso il basso. Ma che fine fanno i soldi della tassa di soggiorno? All’estero, per esempio a New York si paga la tassa di soggiorno ma dove camminavi non c’era una buca in terra, non vedevi il sudicio, ti sentivi tranquilla a qualunque ora, i mezzi pubblici funzionavano benissimo e un taxi non costava come in Italia. In sintesi se come turisti, oltre quello che spendiamo sul territorio comunale, dobbiamo pagare una tassa di soggiorno è doveroso che i nostri soldi siano spesi per migliorare l’accoglienza che poi è indubbiamente utile a migliorare la qualità della vita anche al cittadino che risiede in quella città”.

E ancora: “Abbiamo un esempio concreto: il sindaco di Matera aveva varata una tassa similare alla tassa di soggiorno: tassa d’ingresso alle autocaravan ma, di fronte al ricorso al TAR sostenuto dall’Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti, ha dovuto revocarla e dovrà pagare le spese che, purtroppo, non pagherà in prima persona perché le scaricherà sul debito pubblico del Comune, cioè sui cittadini di Matera”.

“È possibile, è doveroso abolire la tassa di soggiorno perché: le tasse colpiscono a prescindere dal reddito mentre le imposte sono applicate in base al reddito quindi ne deriva che un Paese civile ha il dovere di eliminare tutte le tasse; colpisce un settore che è strategico per lo sviluppo economico del Paese; crea un lavoro a chi gestisce la riscossione perché deve anche spiegare il perché la deve riscuotere separata dalla tariffa; i Comuni che ne hanno fruito non hanno inserito (per quanto di nostra e tua conoscenza) gli importi introitati e in dettaglio come li hanno spesi, dati essenziali perché chi paga potrebbe essere gratificato dal poter vedere a vantaggio di chi sono serviti”.

“È possibile, è doveroso abolire la tassa di soggiorno poiché è discriminante visto che: non è applicata in tutti i 7.914 italiani; colpisce solo chi fruisce per dormire delle strutture turistiche visto che non è applicata a chi entra nel Comune per una giornata e non è pensabile ritornare ai confini e alle gabelle per far pagare tutti quelli che entrano in un Comune; la paga sia chi arriva per turismo sia chi arriva per lavoro; la pagano anche le persone con disabilità che dovrebbero essere tutelate” conclude l’associazione.

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