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Sanità ligure, presentato il terzo rapporto sulla prevenzione della corruzione e la trasparenza

Un lavoro frutto delle strategie volte a prevenire i fenomeni di “cattiva gestione” nei servizi sanitari

Provincia. Un lavoro di condivisione e confronto di esperienze per assicurare l’applicazione della normativa in modo coerente, uniforme e condiviso a livello regionale: in occasione della Giornata internazionale contro la corruzione, che si celebra il 09 dicembre, è stato presentato in Alisa il terzo rapporto del Gruppo di lavoro regionale in materia di anticorruzione e trasparenza.

Da quattro anni, tutti i responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza delle Aziende sanitarie e ospedaliere della Liguria lavorano di concerto, in collaborazione con Alisa e Regione Liguria, per mettere in campo tutte le strategie per prevenire i fenomeni di “cattiva gestione” nei servizi che si occupano della salute dei cittadini liguri.

Il Gruppo, fortemente voluto dalla vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale, ha operato fin da subito affinché l’obiettivo non fosse solo una mera esecuzione della normativa nazionale e delle disposizioni ANAC, ma uno stimolo per lo sviluppo di una vera e propria “cultura” della legalità nell’ambito sanitario, attraverso percorsi di formazione, condivisione di procedure e metodologie: “A partire dall’inizio del mio mandato –  sottolinea Sonia Viale, vicepresidente e assessore alla Sanità  Sonia Viale – ho voluto costituire questo Gruppo perché sono convinta che, in sanità, insieme alla garanzia della qualità e della universalità delle prestazioni, sia altrettanto importante assicurare ai cittadini una corretta gestione dei servizi, secondo la cultura della legalità e della trasparenza. Ringrazio i membri del Gruppo di lavoro, le loro Direzioni e tutti coloro che hanno dato un prezioso contributo per far sì che la normativa sia applicata in modo uniforme e condiviso a livello regionale”.

Nel corso del 2019 il Gruppo, seguendo gli obiettivi indicati dalla Giunta regionale, ha lavorato su diversi argomenti, realizzando Linee guida comuni sull’adozione e sulla gestione del Piano di prevenzione della corruzione e trasparenza, una mappatura delle aree e dei processi a maggior rischio, definendo alcune misure di prevenzione e monitoraggio. È stato inoltre dato corso all’attività di formazione, che rappresenta una delle misure cardine delle azioni di prevenzione, attraverso un corso di formazione a distanza (FAD) al quale sono interessati 18.879 operatori delle diverse aziende sanitarie: “Il Gruppo Responsabili prevenzione corruzione ha affiancato anche il lavoro della Regione nella gestione di particolari criticità, collaborando a tenere alto il livello di attenzione, coinvolgendo attivamente tutti i soggetti interessati – afferma Walter Locatelli, commissario di Alisa – in alcune attività più sensibili. È stata inoltre avviata una serie di iniziative per analizzare l’organizzazione e i processi inerenti le attività di diagnostica di tutte le Aziende ed Enti del Servizio sanitario regionale, al fine di predisporre e mettere a sistema controlli dedicati e misure adeguate a prevenire eventuali situazioni di illecito”.

Il Gruppo ha prodotto approfondimenti, richiesto pareri, con l’obiettivo di applicare in modo coerente e omogeneo su tutto il territorio regionale la normativa in materia di prevenzione della corruzione: “Inizialmente lo sforzo maggiore è stato quello di coordinarsi con i diversi servizi presenti nelle complesse organizzazioni delle nostre Aziende – commenta il coordinatore del Gruppo Laura Oliveri – ma siamo riusciti a trovare una sinergia e una crescente collaborazione anche da parte di tutte le strutture per garantire, in particolare, il rispetto di principi di trasparenza, imparzialità, uguaglianza delle attività dedicate alla cura e all’assistenza dei nostri utenti”.

Sempre in applicazione della normativa e secondo quanto indicato dall’ANAC, è stato adottato, in accordo con Alisa, da tutte le Aziende sanitarie liguri, la piattaforma informatica “Whistleblowing PA”, sviluppata da Trasparency International, per la gestione e il monitoraggio dell’istituto della “sentinella civica” che rappresenta un’importante forma di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti, garantendo una tutela effettiva contro eventuali ritorsioni, proprio in ragione del ruolo di interesse pubblico della denuncia.

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