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Privatizzazione ospedali, il fronte del “No”: “Operazione sbagliata”. Il fronte del “Si”: “Inizia il rilancio”

Favorevoli e contrari dopo l'affidamento all’Istituto Galeazzi degli ospedali di Albenga e Cairo

Albenga-Cairo Montenotte. Attraverso una nota di Regione Liguria, è stato ufficializzato, in via definitiva, l’affidamento all’Istituto Galeazzi della gestione degli ospedali Santa Maria di Misericordia di Albenga e San Giuseppe di Cairo.

Un risultato figlio di un iter lunghissimo, condito da polemiche, in particolare di stampo politico che, nel corso del tempo, hanno segnato una sorta di linea di demarcazione tra favorevoli e contrari all’affidamento ai privati.

La decisione ha subito scatenato reazioni e polemiche, con un fronte dei “No” e uno dei “Si” all’operazione sanitaria per i due nosocomi savonesi.

“Un’operazione sbagliata”. Si potrebbe sintetizzare così il pensiero di un fronte corposo del mondo politico regionale in relazione al progetto di affidamento della gestione degli ospedali di Albenga e Cairo Montenotte ai privati dell’istituto Galeazzi. Una bocciatura pressoché totale sia in riferimento all’operazione sia all’operato di Regione Liguria, che non è però notizia di oggi. La querelle sugli ospedali, infatti, dura ormai da mesi e ha dato origine ad un netto divario tra gli esponenti politici, quasi equamente divisi tra favorevoli e contrari.

In disaccordo, i consiglieri regionale del Pd Giovanni Lunardon e Mauro Righello, che hanno spiegato: “Continuiamo a ritenere errato questo processo di privatizzazione, di cui abbiamo chiesto la revoca nel recente Consiglio regionale straordinario sulla sanità presentando quattro ordini di ragioni. Non si può privatizzare senza una regia e senza avere obiettivi chiari. Non è possibile trasformare i punti di primo intervento in pronto soccorso funzionanti a parità di budget. Per reperire risorse aggiuntive, oltre a quelle (in aumento) in arrivo dal Ministero, abbiamo chiesto la chiusura di Alisa: la superagenzia voluta da Toti e Viale che, di fatto, produce solo burocrazia che ci costa 12 milioni di euro all’anno. Inoltre questo processo di privatizzazione si fa sulle spalle dei cittadini e degli operatori, visto che il privato arriva a gestire l’ospedale senza un accordo sul personale. Per Cairo e la Valbormida serve un ospedale di area disagiata, a favore del quale erano raccolte migliaia firme, anche di consiglieri regionali che ora siedono in maggioranza, ma che probabilmente hanno la memoria corta. Insomma, a nostro avviso, siamo di fronte a processo di privatizzazione sbagliato, pasticciato, oggetto di ricorsi al Tar e tardivo i cui effetti negativi si vedranno nella prossima legislatura”.

Tra i favorevoli, il consigliere di minoranza di Forza Italia di Albenga e consigliere provinciale Eraldo Ciangherotti, che ha dichiarato: “Da oggi, finalmente, gli ospedali Santa Maria di Misericordia di Albenga e San Giuseppe di Cairo Montenotte, hanno una gestione certa. Il Tar, infatti, ha riassegnato i due nosocomi all’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi (Gruppo San Donato), di fatto bocciando, dopo le opportune valutazioni, il ricorso presentato dal Policlinico di Monza. A questo punto, per l’Ospedale di Albenga, si apre finalmente la stagione del rilancio, dopo la disastrosa gestione del Pd che, a pochi anni dall’apertura del nuovo ospedale, era riuscito a chiudere il Pronto soccorso, chiudere e ridimensionare reparti, fare insomma del Santa Maria di Misericordia un deserto sanitario”.

“Da oggi il Galeazzi potrà, finalmente, inserire personale e macchinari per far funzionare il Pronto soccorso del Santa Maria, prendere le necessarie misure per ridurre le liste di attesa, fare tutte quelle cose, insomma, per dare ai cittadini della Riviera un Servizio ospedaliero degno di questo nome. Per fare questo ci vorranno gli investimenti promessi e il rispetto dei protocolli di affidamento, non c’è dubbio, ma la serietà del Galeazzi è tale che non ho motivo di dubitare. Al gruppo perdente chiedo, a nome di tutti i cittadini e non come esponente politico, di accettare il verdetto per il bene della comunità, evitando ulteriori cavilli burocratici che servirebbero solo ad accentuare i disagi di una realtà che, su questo fronte, ha subito già troppi disagi”.

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