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Piattaforma Maersk, conto alla rovescia: oggi prende vita il Vado Gateway foto

Dopo anni travagliati fatti di proteste, petizioni e raccolte firme, ancora oggi l'opera divide i cittadini

Vado Ligure. Il conto alla rovescia sta per terminare. Domani mattina infatti prenderà vita ufficialmente il Vado Gateway, ossia la piattaforma contenitori realizzata da APM Terminals e legata al colosso danese Maersk che da più di 10 anni è al centro del dibattito politico ed economico di Savona e Vado Ligure.

Dopo più di due lustri di battaglie, petizioni, raccolte firme e duri scontri dialettici tra chi ha sempre sostenuto l’opera (per l’apporto che può portare al territorio savonese in termini lavorativi ed economici) e chi l’ha sempre combattuta (per le possibili conseguenze sul piano ambientale e della viabilità), domani 12 dicembre la piattaforma diventerà operativa. La cerimonia di inaugurazione comincerà alle 9 del mattino e proseguirà fino alle 13 alla presenza non solo delle autorità politiche di Regione, Provincia e Comuni ma anche di  figure di primo piano dello shipping mondiale.

E prima ancora di diventare operativa la nuova piattaforma si è già assicurata l’arrivo di due importanti collegamenti marittimi di Maersk: a partire dal febbraio 2020 le navi del servizio ME2 di Maersk, che collega il Mediterraneo con il Medio Oriente e l’India, e del servizio MMX, che collega il Mediterraneo col Nord America, faranno scalo a Vado. Il nuovo terminal, semi-automatizzato, ha fondali a filo banchina di 17.25 metri e banchine di 4,5 metri sopra il livello del mare, dimensioni che consentiranno in futuro di accogliere ed operare anche le “grandi navi” di ultima generazione (ULCS – Ultra large container ships).

Vado Gateway disporrà inoltre di uno dei sistemi di accesso per i camion tra i più tecnologici al mondo. L’arrivo al terminal avverrà grazie alla presenza di 14 corsie reversibili ad alto contenuto di automazione, gestite con un sistema di “appuntamenti” denominato Truck appointment system (TAS). Gli autotrasportatori che si presenteranno ai varchi di accesso avranno precedentemente annunciato il loro arrivo e ricevuto conferma attraverso un’interfaccia web collegata ai sistemi informatici. Una volta giunti in porto attraverseranno un lettore ottico che sarà in grado di riconoscere il trasportatore grazie alla targa del mezzo ed al numero del contenitore.

Il terminal, ha spiegato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, “diventerà operativo nei primi mesi dell’anno a venire, con tempistiche progressive che ci permetteranno di adeguare le infrastrutture intorno, sulle quali mi pare che l’Autorità portuale stia lavorando di buona lena. È un porto straordinario, il più moderno del Mediterraneo, su cui lavoreranno da subito 300 occupati, di cui 80 formati con il progetto ‘blue economy’ di Regione Liguria. È la Liguria che non si arrende e che va avanti”.

L’inaugurazione della piattaforma multipurpose, insieme a quella 8 giorni dopo di Costa Smeralda, la nuova ammiraglia di Costa Crociere (prima della flotta alimentata a GNL), proietterà il porto di Savona-Vado ai vertici della nautica internazionale: “Pensare che nel giro di due mesi questa città, con i siti di Savona e Vado, ospiterà una delle più moderne piattaforme per lo scalo di navi porta container e sia già pronta per le più grandi navi da crociera è la miglior notizia che si possa dare dal punto di vista del trasporto marittimo” ha commentato il presidente dell’Autorità Portuale Paolo Emilio Signorini.

Ma non sono mancate, come detto, anche le contestazioni. Tra i più critici “Vivere Vado“, attuale emanazione di quella “Vado Viva” che nel 2009 riuscì a sconfiggere con il proprio candidato sindaco Attilio Caviglia l’avversaria del Pd Monica Giuliano grazie sostanzialmente a un preciso punto programmatico, proprio l’opposizione alla piattaforma. L’opera alla fine è stata ugualmente realizzata, ma il gruppo dei contrari non si è mai totalmente arreso, tanto che “Vivere Vado” ha organizzato per questa sera, alle 19.30 presso la SMS Baia dei Pirati, una cena-buffet che riunirà chi si oppone alla nuova infrastruttura.

C’è poi timore in merito al traffico di merci che dallo scalo si riverseranno sul territorio, con il ritardo nella realizzazione di una viabilità alternativa e la necessità di potenziare il trasporto ferroviario (secondo APM Terminals il 40% delle merci viaggerà su ferro). Mentre il Siap (Sindacato Italiano Appartenenti alla Polizia di Stato), dal canto suo, ha puntato il dito contro il rischio che il nuovo terminal abbia conseguenze sulla criminalità organizzata (leggi).

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