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Orche nel Mar Ligure, continua il monitoraggio: “mobilitazione” anche nel savonese foto

Task force per la rara presenza dei mammiferi marini nelle acque dei nostri mari

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Liguria. Sono in molti a chiedersi se le orche arriveranno anche nei tratti di mare del savonese. Per ora, secondo gli ultimi avvistamenti e stando alla costante attività di monitoraggio del branco avvistato davanti al porto di Genova Prà, resta solo una possibilità. Il caso delle orche tuttavia continua a far discutere biologi ed esperti.

Intanto oggi è arrivata una comunicazione del ministero dell’Ambiente: “Le orche presenti da quasi due settimane nel porto di Pra’ sono “individui in chiara difficoltà e probabilmente malati ed è sconsigliata qualsiasi tipo di interazione, perché potenzialmente affetti da patologie trasmissibili”.

Permane in vigore l’ordinanza 415/2019 di limitazione delle attività nell’area. Si invita chiunque dovesse avvistare, in mare o sulla spiaggia, eventuali carcasse di animali a non avvicinarsi, per evitare eventuali rischi per la salute umana, e contattare immediatamente la Guardia Costiera al numero blu “1530”.

Prosegue senza sosta, nonostante il freddo e il vento, il monitoraggio del pod. Le attività vedono coinvolte, oltre a biologi di vari enti, unità navali e aeree della Capitaneria di porto e Guardia costiera che monitorano il gruppo, raccogliendo anche materiale video-fotografico per successivi studi scientifici.

In questi giorni di attività di perlustrazione, dopo il decesso del cucciolo, si è osservato che i quattro esemplari adulti si allontanano, a giorni alterni, di qualche miglio, probabilmente per andare ad alimentarsi. Questi mammiferi marini necessitano infatti di circa un quintale di pesce al giorno che, ovviamente, non possono reperire nello specchio acqueo in cui stanno stazionando.

Non si esclude che la carcassa della piccola orca possa anche esssere finito nel tratto di mare del levante savonese, sospinta dalle correnti, per questo anche la Guardia Costiera savonese sta attenzionando il fenomeno.

Inoltre, da alcuni giorni i cetacei vengono anche monitorati acusticamente con degli “idrofoni”: speciali microfoni che registrano le “vocalizzazioni” emesse sott’acqua dai mammiferi. Queste registrazioni sono raccolte dal dipartimento di fisica dell’Università di Genova, dall’Istituto nazionale di fisica nucleare, dall’Università di Torino e dall’Acquario di Genova con sensori acustici calati dalle unità della Guardia costiera, ma un idrofono è stato anche fissato sul fondale marino da NAUTA Scientific, per tracciare le vocalizzazioni nell’intero arco giornaliero.

Scopo dei pattugliamenti è anche quello di vigilare il rispetto dell’ordinanza 415/2019 della Capitaneria di porto di Genova che limita il traffico, la sosta e l’attività subacquea nella “zona di precauzione” prospiciente l’ingresso al bacino portuale di Prà.

Qualora si rinvenissero eventuali carcasse di animali in mare o sulla spiaggia, si chiede di non avvicinarsi ed informare immediatamente la Guardia Costiera al numero blu 1530.

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