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Milleproroghe “vuoto” per la Liguria. Toti: “Governo respinge ogni richiesta”. Cisl: “Se è vero è una beffa”

Sarebbero previsti solo 2 mesi di proroga per i lavoratori a tempo determinato assunti per l'emergenza del crollo del ponte

Liguria. “Nel Decreto Milleproroghe il Governo ha respinto ogni richiesta della Liguria e di Genova”. E’ la denuncia del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

“In particolare – spiega il governatore – i lavoratori dell’emergenza del Ponte Morandi sono prorogati solo per due mesi, con i soldi degli enti locali liguri e al netto delle ferie: oltre 200 persone andranno a casa a gennaio. Inoltre i servizi aggiuntivi di trasporto su gomma e su ferro non sono stato finanziati: nei prossimi giorni, finiti i soldi, cesseranno, anche quelli più delicati come quelli per gli studenti dell’entroterra. E, ancora, secondo quanto previsto nel decreto Milleproroghe non è stato consentito di impiegare i fondi residui per dare altri risarcimenti, come chiedeva Camera di Commercio, e non è stato autorizzato l’utilizzo dei fondi residui per aiutare i lavoratori delle aree di crisi, come chiedevano i sindacati. Ma, ciliegina sulla torta, pur essendoci i soldi – prosegue Toti – è stata bloccata la cassa integrazione: quindi i lavoratori che oggi ne usufruiscono resteranno senza alcun ammortizzatore”.

“Se quanto apprendiamo dalla nota di Toti fosse vero – dice Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria – sarebbe un guaio grosso per la Liguria, che si aggiungerebbe alla paralisi della viabilità per le vecchie carenze delle infrastrutture e per i nuovi cantieri stradali aperti per i controlli chiesti dalla Procura. Una situazione simile non sarebbe accettabile e testimonierebbe il disimpegno del Governo dalla soluzione dei gravi problemi del nostro territorio: una posizione irresponsabile nei confronti dei lavoratori, dei cittadini, del porto, delle imprese, dell’intero territorio regionale. Noi speriamo che una più attenta rilettura del provvedimento ed eventuali integrazioni correggano il tiro. In caso contrario la situazione sarebbe molto preoccupante”.

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