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Lite sul lungomare ad Alassio, Jan Casella rimprovera Melgrati: “Atteggiamento da martire e eroe è fuori luogo”

Il consigliere di minoranza accusa il sindaco "sospeso" di scarso "rispetto istituzionale" e di aver "fatto una piazzata"

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Alassio. “A volte mi chiedo chi c***o ce lo fa fare”. Così ieri Marco Melgrati, sindaco di Alassio (attualmente sospeso per via della legge Severino dopo la condanna nell’ambito del processo per le “spese pazze” in Regione Liguria), scriveva in un suo lungo sfogo dopo un diverbio con il gestore di un bar della passeggiata in merito ai lavori di una ruspa sulla spiaggia (LEGGI).

Uno sfogo che ha fatto discutere nella città del Muretto, così come l’episodio in sé, principalmente per i toni “accesi” utilizzati da Melgrati. E questa mattina è arrivata la replica di Jan Casella. “Chi ve lo fa fare? Provo a risponderle io signor sindaco (la chiamo cosi perché come tale, pubblicamente, anche in questo caso, Lei si comporta malgrado la sospensione). Ve lo fa fare il fatto che, per amore della città, per ambizione personale o per entrambi i motivi, vi siete candidati per amministrare questa splendida cittadina”.

“Quello che voi fate – scrive Casella – nelle vostre funzioni di maggioranza, che siano meritevoli o meno (e io dall’opposizione ho più volte fatto i complimenti per gli interventi di ripristino a seguito del maltempo) rientrano nei vostri doveri. Questo atteggiamento tra il martirio e l’eroismo di cui Lei si fa fregio, è fuori luogo in quanto né a voi, né a me, né a nessun membro dell’attuale consiglio comunale è stato consigliato dal dottore di candidarsi e di lavorare per la città”.

“Non ho intenzione – prosegue Casella – di entrare nel merito della sua diatriba con un esercente alassino che non ha bisogno di certo della mia difesa e che conosco come un uomo per bene stimato dai colleghi, rispettoso dei dipendenti, gentile, collaborativo ed educato con chiunque, e che mai si è messo a mugugnare pubblicamente o a sollevare sterili polemiche. Mi permetta solo, signor Sindaco, di farle notare alcune cose”.

E le obiezioni sono quattro. “Se Lei avesse avuto rispetto di questa persona, non avrebbe riportato su Facebook, con quei toni, l’accaduto. E se Lei conoscesse davvero questa persona, non la descriverebbe affatto come un ‘miope’ che ‘non guarda al di là del proprio naso’. Inoltre, se Lei avesse rispetto istituzionale, lascerebbe che ad occuparsi di queste faccende fossero il vicesindaco facente funzione e l’assessore competente (Melgrati, come detto, al momento è sospeso dalla carica, ndr). Infine, se Lei avesse lavorato anche un solo giorno in un bar o in un ristorante, non si sarebbe mai sognato di fare la piazzata di ieri in un dehor, durante il turno di lavoro”.

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