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Legge per il recupero dei vani accessori e pertinenziali, ok dal consiglio regionale

Soddisfazione di Andrea Costa, Gabriele Pisani e Claudio Muzio

Regione. La proposta di legge numero 264, presentata da Andrea Costa e sottoscritta dal capogruppo di Liguria Popolare Gabriele Pisani, sul “Recupero dei vani accessori e/o pertinenziali e dei locali seminterrati esistenti”, è diventata legge dopo aver superato l’esame del consiglio regionale di oggi 17 dicembre 2019. Ora si deve solo attendere che vengano espletati i tempi tecnici e la conseguente pubblicazione sul Burl (Bollettino unico Regione Liguria).

La legge promuove il riutilizzo per uso residenziale, turistico-ricettivo, produttivo, commerciale, rurale e per servizi, di locali accessori e di pertinenze di un fabbricato, anche collocati in piani seminterrati, e di immobili, anche diruti, che alla data di entrata in vigore dalla legge non siano utilizzati da almeno cinque anni. Obiettivo del provvedimento è incentivare il riuso del patrimonio edilizio esistente, incentivare lo sviluppo economico dei territori montani e urbani interni e, infine, favorire l’installazione di impianti tecnologici di contenimento dei consumi energetici e delle emissioni in atmosfera. Per “fabbricato diruto” la legge intende il fabbricato le cui parti, anche strutturali, sono andate distrutte, ma di cui sia possibile documentarne l’originario volume complessivo e la tipologia.

Il riutilizzo dei locali accessori e di pertinenze di un fabbricato, anche collocati in piani seminterrati, e dei fabbricati diruti è consentito a condizione che gli stessi siano stati legittimamente realizzati o regolarmente legittimati alla data di entrata in vigore della legge. Il riutilizzo è consentito a condizione che sia osservata la disciplina dei piani di bacino e dei piani dei parchi. Le opere necessarie per il riutilizzo dei locali accessori e di pertinenze di un fabbricato devono garantire il rispetto di tutte le prescrizioni igienico-sanitarie vigenti al momento della presentazione al Comune della CILA, della SCIA o del permesso di costruire per la loro esecuzione. L’altezza interna dei locali destinati alla permanenza di persone non può essere inferiore a metri 2.40 (attualmente è di 2.70 metri). Qualora i locali da recuperare presentino altezze interne diverse tra loro, si considera l’altezza media.

Entro il 30 aprile 2020 i Comuni, con deliberazione del Consiglio comunale motivata relazione a specifiche esigenze di tutela paesaggistica o igienico-sanitaria e nel rispetto della disciplina dei piani di bacino e dei piani dei parchi, possono individuare parti del proprio territorio nelle quali non si possa applicare la legge.

“Siamo molto soddisfatti che la nostra proposta sia diventata una legge regionale – spiegano i due consiglieri – perché crediamo molto nella bontà delle nostre intenzioni. Grazie al provvedimento, infatti, intendiamo non solo offrire nuove opportunità di lavoro al comparto edilizio, che soffre da troppi anni della crisi di settore, ma vogliamo anche scongiurare ulteriore consumo di suolo, dando la possibilità di recuperare ciò che esiste già”.

La proposta è stata oggetto di un proficuo iter fatto di incontri e di confronto sia in quarta commissione territorio e ambiente, sia nel corso di numerosi appuntamenti sul territorio ligure.

I locali protagonisti della normativa sono: seminterrati, cantine, magazzini, garage; inoltre va ricordato che l’altezza minima consentita dei locali destinati alla permanenza persone sarà di 2 metri e 40 centimetri mentre, attualmente, è di 2 metri e 70 centimetri.

“Il compito della politica è quello di dare risposte concrete al territorio – concludono i consiglieri regionali Andrea Costa e Gabriele Pisani – oggi abbiamo dimostrato che non si tratta solo di parole”.

Claudio Muzio, consigliere regionale di Forza Italia e segretario dell’ufficio di presidenza dell’assemblea legislativa della Liguria, firmatario, assieme ai consiglieri di Liguria Popolare, aggiunge: “La proposta di legge regionale per il recupero e il riutilizzo dei vani accessori e pertinenziali e dei locali seminterrati esistenti, approvata quest’oggi dal consiglio regionale, consentirà di incentivare la rigenerazione urbana e contenere il consumo del suolo, favorirà la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni in atmosfera e darà una boccata d’ossigeno al settore dell’edilizia, che è stato uno dei più colpiti dalla crisi economica e dalla mancanza di un serio piano nazionale di realizzazioni infrastrutturali”.

“Il provvedimento – spiega Muzio – promuove il riutilizzo per l’uso residenziale, turistico-ricettivo, produttivo, commerciale, rurale e per servizi, di locali accessori e di pertinenze di un fabbricato, anche collocati in piani seminterrati, nonché di immobili, anche diruti, che alla data di entrata in vigore dalla presente legge risultino non utilizzati da almeno cinque anni”.

“Ho deciso di sottoscrivere questa proposta di Legge – prosegue il consigliere regionale di Forza Italia – perché ritengo che vi sia un urgente bisogno di recuperare il patrimonio edilizio esistente non utilizzato, di quei locali un tempo adibiti a cantina, magazzino o garage che non è raro trovare nelle nostre città e nei nostri borghi. La rigenerazione urbana, su cui il consiglio regionale ha approvato un’apposita legge alla fine dello scorso anno e su cui è stato di recente aperto un bando a sostegno della progettazione, è uno dei grandi temi da affrontare per il presente ed il futuro della Liguria, in particolare per quanto riguarda l’entroterra, e per il governo del nostro territorio”.

“Sono perciò soddisfatto per l’approvazione di questa proposta di legge. Ricordo infine che questo provvedimento non consente alcun tipo di ampliamento di superficie”, conclude Muzio.

Luca Garibaldi (Pd) ha rilevato che alcune modifiche al testo, inserite su proposta della giunta durante l’esame del testo nella IV Commissione-Territorio e Ambiente, avrebbero trasformato la proposta originaria in un “una sorta di Piano casa 2”. In particolare il consigliere ha contestato l’inserimento dei locali “diruti” fra quelli che possono essere oggetto di recupero edilizio e ha affermato che il provvedimento sarà facilmente oggetto di ricorsi e contestazioni in quanto contrasterebbe con alcune norme urbanistiche sovraordinate. Garibaldi ha ribadito “la necessità di una legge quadro sul settore” e ha chiesto il rinvio del testo al Cal (Consiglio autonomie locali) per ulteriori valutazioni.

Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini) ha annunciato di avere aggiunto la propria firma al testo e di essere contrario alla proposta di sospensiva Andrea Costa ha replicato a Garibaldi: “Non c’è stato nessun stravolgimento del testo da parte della giunta, ma è stato solo ampliato il campo di azione”. E ha concluso: “E’ una norma di buon senso che crea nuove opportunità”.

Giovanni Lunardon (Pd) ha avanzato ulteriori obbiezioni su alcuni aspetti della legge e ha obbiettato sulla necessità nel provvedimento nel suo complesso: “Continuiamo ad applicare strumenti derogatori rispetto alla pianificazione comunale”.

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