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La storia di Giovanni, “un italiano fantasma che non vorrebbe esserlo”

Per un anno e mezzo ha vissuto in macchina ma è stata sequestrata. Non ha casa né lavoro

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Albenga. Una storia triste, che fa provare rabbia per come è andata, ma che strappa anche qualche sorriso (pochi, pochissimi) grazie a chi se ne è interessato e sta provando a trovare una soluzione. Ma ora la vicenda è giunta al classico “punto morto” e questo non può che suscitare anche un grande senso di impotenza.

È proprio per sbloccarla, questa situazione intricata, che l’associazione Civico 41 di Albenga, guidata da Roberto Ferrari e ormai da due anni impegnata sul territorio in difesa di cittadini italiani in difficoltà, ha deciso di portarla alla luce.

È la storia di “Giovanni” (nome di fantasia), “un orso buono e schivo” (così viene definito). È un uomo di 60 anni, nato a Pisa per via di suo papà carabiniere in terra Toscana, ma trasferitosi ad Albenga, dove ha poi sempre vissuto e lavorato, con la famiglia nel 1974.

Quindi, una parabola discendente, condita anche da scelte da lui stesso definisce “sbagliate”, che lo ha portato nel 2012 a vivere la cancellazione dall’elenco dei residenti della sua città, condizione che gli ha creato serissimi problemi. Lavorava svolgendo indagini per conto di un’agenzia immobiliare ma, complice la crisi edilizia, il percorso si è interrotto. Quindi una parentesi nel mondo della campagna e dei più disparati lavoretti manuali.

Per un anno e mezzo circa ha vissuto in macchina, nella sua Peugeot parcheggiata nei pressi del Seminario di Albenga. Ma la mancanza di assicurazione sulla vettura, posteggiata in un parcheggio pubblico, ne ha comportato la rimozione e, un brutto giorno, di ritorno “a casa” si è ritrovato senza un riparo per dormire.

“Facevo indagini per conto di agenzie immobiliari, in particolare nell’area dell’imperiese – ci ha raccontato ‘Giovanni’ in prima persona – Ma dopo il 2010 è stata dura: ho lavorato in campagna e mi sono adattato ai lavori manuali. Nel 2016, però, ho avuto un problema cardiaco, sono finito in ospedale e ho dovuto ‘rallentare’. Inoltre, dopo anni di dolori lancinanti all’anca, ho scoperto di avere due ernie, probabilmente dovute alle tanti notti passate in macchina. Avrei dovuto fare terapie, ma la scelta, con i pochi soldi a disposizione era: o medicine o cibo. Meglio morire malato ma con la pancia piena, che sano e a stomaco vuoto”.

Qui è entrata in gioco l’associazione Civico 41, che ha cercato, senza successo, di fargli riavere la sua auto (ancora sotto sequestro in un sito comunale), dalla quale è riuscito a recuperare solo i due trolley con tutti i suoi averi (in gran parte indumenti).

Poi, dopo innumerevoli incontri alla presenza dell’assessore ai servizi sociali Simona Vespo e dei consiglieri di minoranza Eraldo Ciangherotti e Cristina Porro, nonostante le difficoltà per fargli ottenere la cittadinanza, anche fittizia, e di conseguenza un’opportunità lavorativa, fu trovata una sorta di soluzione.

Un nucleo familiare di Villanova d’Albenga, composto da padre e figlio giovane (25 anni), decise di ospitarlo (anche attraverso un contributo economico del Comune di Albenga) concedendogli una porzione della sua villetta. Ma col maturare del tempo (6 mesi circa), la convivenza è divenuta difficile, fino a quando hanno deciso di interrompere la sua permanenza.

E così “Giovanni” si è ritrovato di nuovo per strada, senza auto e senza un tetto. In quel momento, la sua storia è ritornata alla luce e il Comune, sempre complici i problemi legati alla residenza, propose una soluzione presso l’associazione “Papà Separati”, con sede a Strevi (AL).

Ma anche in questo caso sorsero grossi problemi: prima l’ondata di maltempo che isolò Strevi impedendo a “Giovanni” e a Civico 41 di raggiungere il paese, poi complicazioni in relazione all’alloggio, in condizioni non ottimali e con la revisione della caldaia da eseguire (il cui pagamento era stato richiesto proprio a Civico 41).

Nulla di fatto e, da allora e negli ultimi mesi, “Giovanni” ha vissuto grazie all’aiuto di Civico 41, che ha pagato (e continua a farlo) un albergo dal lunedì al venerdì (è chiuso sabato e domenica), mentre nei weekend il sessantenne è costretto a “trasferirsi” in un bed&breakfast, sempre pagato dall’associazione albenganese. Una situazione divenuta insostenibile sotto tutti i punti di vista.

“Abbiamo risorse per accudire Giovanni ancora per questa settimana, poi da sabato 7 dicembre dovrà da noi essere abbandonato a se stesso – hanno spiegato da Civico 41 – Temiamo sia per le sue condizioni fisiche (‘Giovanni’ ha due ernie e ha avuto anche complicazioni cardiache) che per la sua tenuta psicologica. Ci fa rabbia, tanta rabbia, vedere che tanti vengono accolti senza che nessuno si ponga domande su chi siano etc, mentre per un italiano si debbano porre tante barriere burocratiche come l’ottenimento di una ‘cittadinanza fittizia’ che sembra non ottenibile attraverso il Comune”.

“Giovanni” è disperato, ma la sua dignità è incrollabile al punto che, inizialmente, aveva deciso di pernottare, a partire da oggi, nell’atrio del Comune, sia in segno di protesta e di grido di aiuto sia per avere finalmente un tetto sulla testa, ma, alla fine, ha desistito dal suo intento.

“Chiedo solo di poter riavere la mia auto dal Comune, nulla di più. Se nessuno l’avesse rimossa vi garantisco che oggi nessuno saprebbe nulla di me né della mia storia perchè io non ho mai chiesto niente a nessuno tantomeno al Comune. Fisico permettendo, posso adattarmi a fare qualsiasi cosa: non ho le qualifiche e lo so, ma ad esempio mi piacere accudire o quantomeno fare compagni agli anziani soli. Mi adatto a fare qualsiasi cosa”, ha concluso “il fantasma che non vuole più essere tale”.

Questa mattina l’Assessore Simona Vespo con il dirigente, ha ricevuto alcuni rappresentanti dell’Associazione Civico 41 per riuscire a trovare, in spirito di collaborazione e cooperazione, una soluzione per il signor Giovanni (ndr. nome di fantasia).

Spiegano dal Comune: “L’uomo, senza fissa dimora, era già segnalato lo scorso anno. Avviando un percorso di aiuto era stato ospitato da una famiglia e, pur non essendo residente ad Albenga (Giovanni ha rappresentato di non avere una residenza da anni) i servizi sociali l’hanno preso a cuore elargendo un contributo economico per la sua ospitalità. Purtroppo, circa un mese fa, Giovanni si è ritrovato ancora una volta senza un tetto e si è rivolto all’Associazione Civico 41 la quale l’ha ospitato per un certo periodo di tempo in un albergo. Il Comune, ed in particolare l’Assessore Vespo e i Servizi Sociali, hanno cercato una nuova soluzione abitativa per lui trovando una collaborazione con l’Associazione ‘Papà Separati’. A causa dell’ultima ondata di maltempo l’appartamento messo a disposizione dai Papà Separati ha subito delle infiltrazioni e non è più risultato idoneo”.

Questa mattina, tuttavia, una soluzione è stata trovata per il signor Giovanni. Lo stesso verrà ospitato in un appartamento da una persona contattata dall’Associazione Civico 41 mentre il Comune elargirà, come ha fatto in passato, un contributo economico.

Afferma l’Assessore Simona Vespo: “Attraverso la collaborazione e la cooperazione tra associazioni e Servizi Sociali siamo riusciti a fare fronte, come in altri casi, alla situazione del signor Giovanni che, purtroppo, da anni versa in forti difficoltà. Sicuramente non si tratta di una soluzione definitiva, ma speriamo che si possa attivare un percorso, attraverso incontri con gli Assistenti Sociali, per reintrodurre il signor Giovanni ad una vita lavorativa  e sociale in grado di metterlo nelle condizioni di tornare ad essere autonomo. Chiediamo in questo senso la sua collaborazione perchè crediamo fortemente che, lavorando tutti nella stessa direzione, si possano raggiungere risultati importanti e risolvere problematiche. Noi non vogliamo strumentalizzare politicamente i casi umani, ma cerchiamo invece di aiutare tutti, ovviamente nel limite della normativa vigente “.

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