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La scoperta del Cnr: “La mareggiata del 2018 causò il primo terremoto in Europa dovuto alle onde” foto

A riportare la notizia Liguria Nautica: gli studiosi hanno rilevato movimenti tellurici causati dalle onde di oltre 10 metri

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Savona. Tutti i savonesi ricordano la spaventosa mareggiata che poco più di un anno fa, il 29 ottobre del 2018, distrusse buona parte del litorale della nostra provincia. Una furia spaventosa che cancellò il porto di Celle Ligure, distrusse parte di quello di Varazze, spazzò via le spiagge di Alassio e si “mangiò” letteralmente la passeggiata di Vado Ligure. In quell’occasione si registrarono onde alte più di 10 metri. E ora emerge un dettaglio che proietterebbe di diritto quella mareggiata nella storia della nautica.

A raccontarlo è Liguria Nautica, con un articolo firmato da Giuseppe Orrù: quella mareggiata avrebbe provocato il primo terremoto causato dalle onde in Europa. E’ la conclusione a cui sono arrivati alcuni ricercatori del Cnr, secondo i quali le scosse non sarebbero dovute tanto alle onde che si infrangevano sulla costa quanto a quelle che, tornando verso il largo, si scontravano con quelle dirette verso terra, causando continue pressioni sul fondale.

“L’impatto delle mareggiate, infatti – scrive Orrù nel suo articolo – è in grado di stimolare vibrazioni sul fondale che si propagano nell’entroterra. Il fenomeno, già noto sulla costa occidentale degli Usa, è stato certificato per la prima volta in Europa da una ricerca del Cnr-Ismar. Impossibile non pensare ai cambiamenti climatici, ennesimo sintomo dopo le violente trombe d’aria e precipitazioni che fino a qualche anno fa si registravano solo dall’altra parte dell’oceano”.

“La mareggiata che il 29 ottobre 2018 ha colpito il Mar Ligure e il Mare Adriatico non è stata registrata solo dagli strumenti oceanografici – si legge su Liguria Nautica – due sismometri dell’Università di Padova, a circa 40 km dalla costa, hanno vibrato ampiamente per tutta la durata della tempesta. Il fatto, rilevato per la prima volta in Europa, è stato al centro di uno studio sugli aspetti meteorologici e oceanografici svolto da un’équipe dell’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar), in collaborazione con i ricercatori dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Cnr-Isac) e del Centro meteorologico europeo (ECMWF), pubblicato su Progress in Oceanography”.

“Le vibrazioni – spiega Luigi Cavaleri, ricercatore del Cnr-Ismar – non sono prodotte, come sembrerebbe intuitivo, dalle onde che frangono sulla costa. Questo effetto è forte, ma estremamente locale. Tuttavia se parte delle onde, nel frangersi a riva, si riflette verso il largo, va a sovrapporsi con quelle di senso opposto, generando onde parzialmente stazionarie che, contrariamente alle normali onde di tipo progressivo, sono in grado di sollecitare il fondo con continui impulsi di pressione. Questo impatto continuo e su ampi spazi, fino a decine di chilometri dalla costa, è in grado di stimolare vibrazioni che si propagano nell’entroterra, generando i microterremoti“.

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