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Lettere al direttore

Io non dimentico

di Angelo Vaccarezza

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La mattina di Lunedì 17 Dicembre a Fiumicino piove e fa freddo.
Fra pochi giorni è Natale, e le 40mila persone che quotidianamente attraversano l’aeroporto sono raddoppiate.
È tutto un viavai di famiglie e viaggiatori che si spostano tra valigie stracolme e code ai passaporti.

All’improvviso, un rumore di vetri in frantumi.
Entra in azione un commando terrorista palestinese dell’Organizzazione Settembre Nero, che si dirige verso un Boeing 707 della Pan Am, volo 110 per Beirut-Teheran delle 12.45, e getta all’interno due bombe al fosforo uccidendo 30 passeggeri.
I cinque assassini, si impadroniscono subito dopo di un aereo Lufthansa, facendo salire alcuni ostaggi, tra cui sei guardie di Pubblica Sicurezza, costringendo l’equipaggio, che già era a bordo, a far decollare il velivolo.
A bordo dell’aereo della Lufthansa viene ucciso, come monito, Domenico Ippoliti, tecnico della società di facchinaggio ASA.
I suoi resti vengono abbandonati sulla pista dell’aeroporto di Atene dove l’aereo aveva fatto scalo.
Molti aeroporti rifiutano l’atterraggio; il velivolo si ferma all’aeroporto di Kuwait City, dove il dirottamento termina con la liberazione degli ostaggi, alle 18,20 del 18 Dicembre.

I terroristi vengono arrestati e condotti in una base aerea nel segreto più assoluto.
La loro identità non viene mai rivelata all’Italia, che fu costretta a emettere un mandato di cattura contro ignoti e una richiesta d’estradizione in Kuwait.
La risposta fu che i terroristi erano stati trasferiti in un altro Stato.
Quale fosse questo Stato non è mai stato reso noto.

Della strage di Fiumicino restano i morti:
La medaglia d’oro del finanziere di appena vent’anni Antonio Zara, passeggero del volo Lufthansa che quando vide i terroristi armati in cima alla scaletta del portellone anteriore decise di reagire, rimettendoci la vita.
Gli altri italiani, oltre a Domenico Ippoliti, furono l’ing. Raffaele Narciso, il funzionario Alitalia, Giuliano De Angelis, di ritorno alla sede di Teheran con la moglie Emma Zanghi e la loro figlia Monica di appena 9 anni.

Settembre Nero verrà smantellato dal Mossad che elimina i membri uno a uno, inseguendoli in giro per il mondo, nell’operazione “Wrath of God”.
Non è mai stato reso noto se, fra loro, ci fossero i dirottatori di Fiumicino.
Non si dimenticano le vittime, la storia, ma soprattutto, il silenzio assordante che copre questa atrocità.
#chidimenticaecomplice

Angelo Vaccarezza

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