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Investire in borsa: la Cina strizza l’occhio alla blockchain

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Mentre il mondo continua a disputare la durissima partita della guerra ai dazi, con l’Europa impensierita dagli ultimi sviluppi della sofferta vicenda Brexit e l’America che si preoccupa di mascherare una assai probabile recessione continuando a imporre dazi a destra e sinistra, la Cina pensa al futuro.

Dopo aver firmato un armistizio temporaneo con Pechino, infatti, Washington ha rivolto l’attenzione a Bruxelles e ha ben pensato di iniziare a seminare un po’ di scompiglio nel Vecchio Continente, imponendo 7,5 miliardi di dazi sulle merci provenienti da Spagna, Francia, Germania e Gran Bretagna.

L’Italia al momento sembra essersi salvata, con Conte e Mattarella che sono intervenuti tempestivamente per impedire che un simile e triste fato colpisse anche i prodotti alimentari che gli USA importano dall’Italia.

Il Presidente della Repubblica ha giustamente notato che l’impegno dell’Italia nella NATO è stato da sempre impeccabile e che non è qualcosa su cui si possa soprassedere (il nostro Paese, ricordiamo, è secondo solo all’America per impegno militare nelle missioni NATO).

Investitori: volgete altrove lo sguardo

Si tratta di una vera e propria baraonda di eventi che ha mandato in tilt i principali mercati occidentali: le Borse sono caute e il mercato Forex non vede un solido risultato ormai da mesi, specialmente dopo che la FED ha iniziato a giocare con il valore del dollaro, inondando il mercato statunitense con miliardi di dollari.

Il nuovo REPO è qualcosa che non si vedeva dal lontano 2008 e ha semplicemente dell’osceno: perché iniziare una nuova guerra ai dazi se il rischio recessione è talmente alto da portare la Banca Centrale d’America a correre ai ripari prima delle scadenze fiscali di fine anno?

Se la domanda più pressante d’oggi è su dove investire oggi, un barlume di speranza ci viene dai mercati orientali e in primis dalla Cina.

Ai cinesi piace il Bitcoin

A rivelarlo è il motore di ricerca Baidu, che segna un +200% di ricerche mensili sul Bitcoin, mentre parole come “blockchain” e “crittografia” si sono classificate al 10° posto delle parole più ricercate nell’ultima settimana.

Si tratta di una corsa all’informazione confermata dal SAFE (State Administration of Foreign Exchnage). Il vicedirettore della SAFE, Lu Lei ha affermato che le autorità cinesi stanno «studiando l’applicazione della blockchain e dell’intelligenza artificiale nel finanziamento transfrontaliero con focus sulla gestione del rischio e che liberalizzeranno ulteriormente i suoi mercati capitali».

Si tratta di un annuncio che conferma i sospetti che il Celeste Impero sia vicino al lancio della versione digitale della propria valuta, anticipata dalla nuova legge sulla crittografia e dagli esperti prevista per il 2020.

Si tratta di una notizia che non può assolutamente passare inosservata né a chi si interessa di investimenti sul Forex Market né a chi è solito investire in criptovalute. Le immediate conseguenze di questa operazione, infatti, potrebbero essere convertibili in profitti eccezionali.

L’operazione promossa dalla Cina, infatti, potrebbe portare al primo punto di giuntura tra i due mercati e iniziare una pratica che non può non diffondersi anche presso gli altri enti finanziari e presso le altre nazioni del mondo. Il vantaggio di una versione digitale della propria valuta, infatti, sarebbe decisamente troppo elevato.

Le banche cinesi e in primis la People’s Bank of China, l’equivalente della FED per la PRC, riuscirebbero a realizzare transazioni a costi irrisori e in tempi irrisori rispetto agli altri istituti di credito.

Da un punto di vista finanziario, questo si tradurrebbe in una opportunità di investimento non dissimile da quello che è stato il Bitcoin nel 2017 (per chi non lo ricordasse, in quell’anno il Bitcoin vide il proprio valore crescere da poco meno di 1000 dollari a circa 20.000).

Tutto ciò che resta da fare è sgranare gli occhi e attendere prossimi annunci.

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