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I Magazine di IVG.it - Nera-Mente

I Darwin Awards, quando la morte diventa una beffa

"Nera-Mente" è la rubrica di Alice, appassionata di criminologia

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Oggi torniamo a parlare di morte, anche se in termini un po’ diversi dal solito. Questa volta non mi occuperò di morti causate da efferati crimini, serial killer e quant’altro, bensì di un fenomeno virale nato in America che prende il nome di Darwin Awards.

Si tratta di ironici riconoscimenti assegnati annualmente, mediante votazione popolare, alle persone che perdono la vita, o la capacità di riprodursi, in seguito ad azioni particolarmente scellerate o in circostanze eccezionalmente buffe e grottesche. Il riferimento al naturalista inglese non è casuale, ovviamente: come si legge sul sito del premio, infatti, a meritarsi il poco ambito riconoscimento sono le persone che “hanno aiutato a migliorare il pool genetico umano rimuovendosi da esso in modo spettacolarmente stupido”.

I riconoscimenti vengono assegnati su internet e spesso distribuiti via email o siti dedicati. Non esistono premi in denaro o altri beni materiali associati ai Darwin Awards, ma i vincitori ottengono una certa fama per le loro disavventure.

Questo fenomeno nacque quando una studentessa universitaria di Stanford, Wendy Northcutt, iniziò a raccogliere gli aneddoti, nel 1993, e inviarli via posta elettronica ad un gruppo di suoi amici.

Quando questi iniziarono ad inoltrare le email, la ragazza cominciò a ricevere candidature da tutto il mondo. Ad un certo punto il server dell’università fu sovraccaricato e Wendy spostò il progetto sul sito internet, dove risiede tutt’ora.

Ecco alcuni dei “premiati” più esilaranti, reperiti dal web:

1. Un uomo di cinquant’anni anni è morto a causa di un proiettile che ha portato a casa con sé dopo averlo trovato in un campo fuori casa. Dopo averlo colpito con il martello, il proiettile è esploso.

2. Washington: due paramedici vengono trovati morti con addosso una maschera respiratoria attaccata ad una bombola di protossido di azoto. Si pensa volessero sperimentare un momento di forte ilarità, ma si siano scordati di miscelare il gas con l’ossigeno.

3. Primo posto del 2013: il bandito James Elliot, quando la sua calibro 38 fece cilecca, nel corso di una rapina a Long Beach in California, con grande stupore dei presenti si portò la canna della pistola davanti all’occhio e provò di nuovo a sparare premendo il grilletto per sincerarsi del guasto. Questa volta però la pistola funzionò.

4. Lo chef di un Hotel in Svizzera perse un dito in una macchina per il taglio della carne. L’uomo presentò richiesta di indennizzo alla sua compagnia di assicurazione. La società, sospettando che l’incidente fosse avvenuto per negligenza dello chef, inviò un ispettore. Costui nel provare la macchina perse anch’egli un dito. L’indennizzo richiesto dallo chef fu riconosciuto.

5. In Oklahoma, Jason Heck tentò di uccidere un millepiedi usando la sua carabina calibro 22. Il proiettile però rimbalzò contro un sasso e colpì il suo amico Antonio Martinez, fracassandogli il cranio.

6. Nomination al Darwin Award 2016 per S.Z.G., ventenne americana del nord Virginia che, in circostanze molto confuse, il 23 settembre è cascata dal tetto di una Chevrolet mentre, macchina in movimento, tentava di tener fermo un materasso king-size malamente sistemato sulla parte superiore della vettura. Alla guida c’era una donna di quarantun anni (senza patente) e le due stavano percorrendo, per un breve tratto, la Waverly Farm Drive di Haymarket, cittadina a una sessantina di chilometri da Washington. La ragazza, seduta sul materasso, è caduta schiantandosi sul marciapiede, trovando la morte. Tra l’altro, tutto questo è avvenuto intorno alle 6:40 del mattino.

7.I trichechi di oltre una tonnellata sono un po’ permalosi. Lo ha scoperto un cinese, J.L., un rispettabile uomo d’affari che ha tentato di farsi un selfie con un tricheco di una tonnellata e mezzo, nel parco naturale di Xixiakou. Il bestione, dopo numerosi selfie e video fatti dall’uomo, lo ha afferrato da dietro e lo ha trascinato in una piscina vicina, facendolo morire annegato. Purtroppo, anche un guardiano dello zoo ha subito la stessa storte, nel tentativo di salvare J.L. Un amico dell’uomo ha dichiarato che quest’ultimo era molto eccitato per l’incontro con il grande mammifero marino e aveva postato molte foto dell’evento, prima di annegare.

8. Un quarantatreenne di Concrete, Washington, si è accidentalmente sparato in faccia mentre si scattava una foto. Secondo un giornale locale, l’uomo e la sua ragazza si stavano facendo un bel selfie romantico una domenica di inizio marzo e, naturalmente, la poesia del momento richiedeva la presenza di un’arma da fuoco nel quadretto. Secondo la polizia, la coppia si era scattata numerose foto con la pistola, quel giorno, e l’uomo aveva ripetutamente caricato e scaricato l’arma. Pare che un proiettile birichino sia rimasto nel caricatore una volta di troppo e, da lì, il fatal selfie.

9. Non si trova ancora il corpo di una donna di quarantasei anni che a fine maggio è stata sbranata da un coccodrillo australiano dopo aver deciso di fare un bagno serale, con un’amica, nelle acque di una spiaggia del Nord del Queensland, Australia. Le donne si erano messe a fare una nuotatina in alto mare a Thornton Beach, nel Daintree National Park di Cairns, intorno alle 22.30. Quando una delle due è stata attaccata da un coccodrillo, l’altra è intervenuta tentando di trascinare l’amica in salvo, ma, secondo quanto da lei riportato, “il coccodrillo tirava più forte”. Secondo Warren Entsch, parlamentare del Nord Queensland, la tragedia era evitabile e imputabile alla stupidità umana. “Nuotavano in una zona in cui ci si muove solo in traghetto, con cartelli che avvisano che ci sono sanguinosi coccodrilli. Nelle vicinanze, inoltre, c’è una cala in cui gli operatori turistici organizzano tour per mostrare ai visitatori i coccodrilli. Contro la stupidità umana è impossibile legiferare”.

10. Si chiamava Sergey Aksenov, ed era un videogiocatore russo estremamente popolare per la sua abilità nel gioco di guerra online World of Tanks. Ma anche, purtroppo per lui, per la malsana abitudine di sbronzarsi durante le sessioni di gioco. Che gli è stata fatale: il 31 ottobre scorso, vistosamente ubriaco, celebrando l’ennesima distruzione dei carri armati nemici, si è lanciato contro una vetrina, mandandola in frantumi. Le schegge di vetro ne hanno provocato la morte per dissanguamento.

11. Dopo essersi fermato a bere in un bar clandestino, l’autista di un autobus dello Zimbabwe si è accorto che i venti malati mentali che avrebbe dovuto trasportare da Harare al manicomio di Bulawayo erano scappati. Non volendo ammettere la sua negligenza, l’autista si è recato ad una vicina fermata di autobus ed ha offerto ai passeggeri una corsa gratuita. Ha poi condotto il bus alla struttura ed ha consegnato gli ignari ospiti, dichiarando al personale che si trattava di pazienti molto irritabili e portati a raccontare storie fantasiose. L’inganno non è stato scoperto che tre giorni dopo.

Il protagonista dell’ultimo award (come altri) non è stato responsabile della sua né dell’altrui morte, ma a quanto pare il suo gesto “un po’ fuori dal comune” è bastato per conferirgli il titolo.
Questo premio “particolare” ha ispirato un film del 2006, intitolato “The Darwin Awards”, interpretato da Joseph Fiennes e Winona Ryder.

“Nera-mente” è una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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