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Funivie, impianto fermo e niente ammortizzatori sociali per 80 lavoratori: “Incontro urgente con Ministero e Regione” foto

L'esito dell'incontro di stamattina tra azienda e sindacati dopo i danni all'impianto

Savona/Cairo Montenotte. Dopo i gravi danni provocati dal maltempo all’infrastruttura di Funivie Spa, con quattro pali distrutti da frane (due in località San Lorenzo e altri due sul tratto del Cadibona), questa mattina faccia a faccia tra azienda e organizzazioni sindacali di categoria.

Grande preoccupazione per l’assenza di ammortizzatori sociali che riguardano 80 lavoratori di Funivie, in quanto, stando a quanto appreso, non si possono atitngere risorse dal Fondo di sostegno al reddito (previsto per le maestranze del trasporto). Per questo le sigle sindacali hanno subito inoltrato formale richiesta di un “incontro urgente al Ministero e alla Regione Liguria” per ottenere un sostegno al reddito dei lavoratori che dovranno restare fermi a seguito dello stop all’impianto.

L’azienda ha comunicato che sono ancora in corso accertamenti tecnici sui danni e che il blocco alle infrastrututtuazioni potrebbe durare anche alcuni mesi. Una mazzata nella mazzata della vertenza ancora in atto sulla complessiva filiera delle rinfuse nel savonese.

Inoltre, i nove contratti a tempo determinato scaduti lo scorso 30 novembre non saranno rinnovati, considerata la delicata situazione del comparto. Per i prossimi due mesi sarà messo in atto un piano di smaltimento delle ferie, con solo un quarto dei lavoratori che sarà impiegato a turno.

“Auspichiamo una soluzione nel breve periodo – afferma Fabrizio Castellani della Cgil savonese -. O dal decreto Liguria come estensione del decreto Genova, o ancora dalla procedura di area di crisi complessa per il savonese speriamo si possano trovare le risorse necessarie per sostenere i tanti lavoratori di Funivie”.

“Ad ora dobbiamo affrontare l’emergenza, legata al danneggiamento dell’impianto, tuttavia è chiaro che in sede ministeriale torneremo alla carica anche per la complessiva vertenza della fliera delle rinfuse, con l’obiettivo di trovare una prospettiva industriale e occupazionale per un settore strategico della nostra provincia e tutelare così tanti posti di lavoro che restano ancora a rischio” conclude l’esponente sindacale.

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