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Disabilità e inclusione, lo studente tetraplegico Federico Pleitavino protagonista al convegno con il presidente Mattarella fotogallery

Cinque anni fa il terribile incidente, poi l'inizio di una nuova vita per il 25enne di Finale Ligure, tra ingegno, forza e passioni...

Finale Ligure. Cinque anni fa il terribile incidente nel quale Federico Pleitavino è rimasto tetraplegico. Da lì 25enne di Finale Ligure, residente a Varigotti, ha cominciato a reinventarsi una nuova vita, con forza e coraggio.

Studente di Economia presso la Facoltà di Genova, Federico è stato uno dei protagonisti del convegno “Università, Disabilità, Inclusione. Vent’anni dalla Legge 17/1999: tra passato e futuro”, presso l’Università Roma Tre, che ha visto ospite il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Federico ha parlato della sua esperienza, con riferimento al suo tirocinio formativo in un progetto di inclusione al lavoro che lo ha visto svolgere una serie di attività presso l’azienda Avio Aero – GE Aviation Business, che opera nella progettazione, produzione e manutenzione di componenti e sistemi per l’aeronautica civile e militare. Per Federico una grande emozione ricevere i complimenti del presidente della Repubblica, in un incontro nel quale sono stati premiati anche gli studenti Ewelina Adamczyk, laureata presso l’Università degli Studi Roma Tre e Lorenzo Nizzi Vassalle, laureato presso l’Università degli Studi di Pisarelatori, tutti relatori dell’importante convegno (VIDEO).

“Per me è stato un grande onore” afferma Federico, prossimo alla laurea triennale, che ha parlato della sua esperienza di studente tetraplegico e del suo lavoro durante il periodo formativo in azienda. “Dal giorno dell’incidente ho dovuto riadattare la mia vita, non cambiarla – riadattarla – seppur questo ha voluto dire rinunciare a sogni e progetti e maturare nuove ambizioni e desideri”.

Dopo l’anno di degenza in ospedale ho iniziato a riprendere il controllo dei miei interessi e mi sono creato una nuova routine quotidiana, un traguardo di grande importanza in questa particolare situazione. Due anni dopo, la mia vita si stava plasmando in quella che oggi posso chiamare “tranquillità o normalità”; questo grazie al perseverante e continuo supporto ed affetto dei miei genitori, della mia compagna e quello dei miei cari e amici. In questi due anni, oltre alla mia vita privata, viaggi e svago, ho iniziato un’attività sportiva di tiro a segno con la carabina presso il Poligono Nazionale di Savona, ottenendo grandi soddisfazioni e partecipando per due volte alle finali italiane. Soprattutto ho ripreso gli studi universitari che avevo dovuto mettere da parte, data la mia condizione di salute fisica e soprattutto psicologica, uscito dall’ospedale. All’inizio è stato molto difficile, non riuscendo più fisicamente a frequentare le lezioni a Genova, per questioni logistiche e organizzative e ovviamente a causa di tutti gli imprevisti di cui sono soggetto e all’assistenza di cui necessito. Grazie al supporto del Dipartimento di Economia dell’Università degli studi di Genova, sono riuscito a ricominciare la mia carriera universitaria, sostenendo i primi esami del secondo anno che mi attendevano prima dell’incidente” racconta Federico.

E poi il capitolo del tirocinio aziendale raccontato in prima persona dallo stesso Federico al convegno universitario:

“Ammetto che, come molte altre volte che mi si sono presentate situazioni in cui ho avuto paura di non poterle affrontare e controllarle, data la mia problematica sopraggiunta, ho creduto che sarebbe stato impossibile, esattamente come la prima volta fuori dall’ospedale, in poligono, o la prima volta sulla carrozzina. Poi la mia età, il mio carattere e filosofia di vita mi ha suggerito di affrontare la situazione e quindi non vedevo l’ora di iniziare questa esperienza. Dopo mesi di preparazione e coordinamento tra le due realtà – quella aziendale supervisionata dalla Dott.ssa Tiburtini e da Selene Santacaterina – e quella universitaria tramite le professoresse Scotto Serena e Ghio Carla – siamo riusciti a confermare la mia esperienza di tirocinio presso l’Avio Aero. Ovviamente vi sono state grandi complessità nell’organizzare il tirocinio, ma grazie alla volontà di tutte le parti e alla formula proposta dall’azienda – di Smart Internship – il 26 marzo scorso ho iniziato la mia esperienza. La realtà aziendale si è presentata a me per quello che è, immensa e organizzata. Mi sono presentato al team di Engineering Operations, guidato dal Section manager Christian Ferrari, che è stato mio tutor aziendale e supervisore responsabile per il periodo di tirocinio; ora che è finito siamo amici e continuiamo a mantenere i rapporti, riuscendo anche a vederci nel tempo libero. Per l’Avio Aero la mia libertà di movimento e quindi di crescita professionale all’interno della struttura era molto importante ed esigeva la massima cura e attenzione: era un vanto vedermi libero di svolgere il mio tirocinio e una cosa inaccettabile se avessi avuto qualche limite o ostacolo. Infatti sono state abbattute quasi tutte le barriere architettoniche presenti nelle principali aree della struttura. Tale aspetto mi ha ricordato l’esame di Diritto Pubblico e all’articolo 3 della Costituzione, dove è garantito dallo Stato il pieno sviluppo della mia persona, perché è di questo che si tratta: nella mia situazione a volte è un semplice gradino a impedirlo”.

“Nei mesi che ho trascorso insieme al team, ho imparato a comprendere gli aspetti operativi economico\finanziari di una realtà e grandezza come AvioAero e GEaviation. Sono stato particolarmente introdotto alla gestione e controllo dei costi e all’emissione e creazione degli ordini che i reparti e Section richiedevano. Mi è stato proposto di creare un corso di Training e poterlo condurre al personale, con l’obiettivo di massimizzare la precisione e la conoscenza nella fase di emissione dell’ordine, aumentando così il controllo dei costi e la gestione del budget, finalità del team assegnatomi per il tirocinio. Questo progetto è stato molto impegnativo per me, ma grazie a Christian Ferrari, Emanuela Borea e Laura Mautese, è stato portato a termine ricevendo un ottimo feedback da tutti i dipendenti di Avio Aero Italia e Polonia, che hanno seguito il mio Training collegati tramite Telepresence. La preparazione e tutto il mio tirocinio sono stati compiuti grazie all’uso del portatile e alla possibilità di seguire le innumerevoli Call e riunioni tramite connessione in remoto, grazie alla formula Smart Internship. Quest’ultimo aspetto è di grande importanza e interesse per chi, come me, ha gravi difficoltà nello spostamento. Per tutto il periodo del tirocinio, ho diviso le mie settimane tra il lavoro in sede, che passavo a Torino, e il restante tempo a casa in collegamento con il portatile, conducendo regolarmente i miei impegni lavorativi della giornata”.

“Il 26 giugno scorso, realizzato e concluso il progetto di Training, ho terminato il tirocinio. Questa mia esperienza è stata ricca di emozioni e ha inciso molto nella mia vita accademica e personale. Grazie al coraggio e alla disponibilità della mia Università e dell’AvioAero, mi è stata data la possibilità di scoprire, nella mia condizione di disabilità, come avrei potuto vivere la vita in azienda e simulare se sarei stato in grado di condurre una carriera professionale, così come avrei potuto desiderarla prima di essere vittima dell’incidente stradale. Grazie a questo tirocinio, ho nuovi stimoli e, soprattutto, ho scoperto nuove possibili scelte professionali e lavorative cui poter aspirare nella mia vita. Infine ringrazio i miei genitori e compagna per questa esperienza portata a termine anche grazie a loro, e ringrazio anticipatamente anche tutti voi, le istituzioni e le persone, per ogni gesto volto a rendere le persone con qualsiasi difficoltà, disabilità o limite, competitive nella loro vita lavorativa alla pari della vostra, senza esclusione”.

Disabilità, la condizione di una persona su una sedia a rotelle, ma anche inclusione e nuove opportunità per avvicinarsi quanto più possibile ad una vita normale. La sua ingenosità lo ha infatti portato alla realizzazione di apparecchiature e ausili in grado di aiutare una persona nelle sue condizioni, a mangiare o a scrivere. Ad esempio la manopola interattiva chiamata “Pugno”, collegata ad un computer o ad un telefonino.

E ancora la creazione di un sito web per ausili di sua invenzione, grazie alla creatività e alla passione per le stampa 3D, per arrivare ad un dispositivo elettromedicale di nuova generazione realizzato in collaborazione con il Politecnico di Torino e con l’École Polytechnique Fédérale di Losanna, che ha ottenuto un brevetto nazionale: attraverso la lettura dei segnali elettromiografici dei muscoli l’apparecchio è in grado di replicare l’attività muscolare traducendo questi segnali in un programma di elettro stimolazione, consentendo così di creare nuovi metodi di riabilitazione e fisioterapia.

“Su questo continuo i miei studi e le mie ricerche” conclude Federico.

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