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Consumo di suolo e dissesto idrogeologico, i Verdi: “La politica della Regione penalizza territorio e paesaggio nel savonese”

"Occorre adottare senza indugi i ben noti 5 punti cardine che gli 'Accordi di Parigi' hanno indicato"

Liguria. “Il presidente Giovanni Toti protesta per l’esiguità delle somme stanziate per l’emergenza ambientale ‘ancora largamente insufficienti per avviare un percorso legato alla difesa del suolo’. In realtà, a livello nazionale, negli ultimi anni sono state stanziate ingenti cifre ma le quote poi effettivamente trasferite ai territori , quindi spendibili, sono state solo il 10 per cento secondo una indagine condotta da Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi. La presa di posizione del governatore ligure suscita però molte perplessità per la sua politica ambientale che penalizza decisamente territorio e paesaggio”. Lo dichiara il portavoce dei Verdi della provincia di Savona, Gabriello Castellazzi.

“Anche Legambiente già da tempo ha denunciato il Piano Casa voluto da Toti: un provvedimento che sta agevolando cementificazioni e consumo di territorio quando è invece necessario risanarlo e metterlo in sicurezza, promuovendo interventi per bloccare il dissesto idrogeologico e riqualificare il patrimonio edilizio esistente. Per analizzare seriamente quanto avviene è necessario consultare chi studia il problema: è stato pubblicato il rapporto Ispra 2019 (Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale) ed è importante partire da quanto afferma Alessandro Bratti, direttore generale dello stesso istituto: ‘All’obbligo giuridico, nonché morale di preservare le risorse naturali per il benessere delle generazioni presenti e future, si accompagna l’impegno del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente a divulgare le informazioni ambientali, partecipando così al rinnovamento di quel patto di fiducia con i cittadini che costituisce il fondamento di ogni democrazia, nella consapevolezza che il futuro di ogni società civile dipende esclusivamente dal futuro che sapremo dare al nostro pianeta’”.

In questa ottica i “Verdi” savonesi vogliono “mettere in evidenza i dati del Rapporto Ispra che si riferiscono allo stato attuale di consumo del territorio di alcuni Comuni della nostra provincia: Alassio 292,7 ettari (17,1%dell’intera superficie); Albenga 1143,7 ha (31,2%); Finale Ligure 431,7 ha (12,1%); Loano 261,1 ha (19,4%); Noli 119,9 ha (12,4%); Pietra Ligure 250,5 ha (25,3%); Quiliano 368,9 (7,4%); Savona 956,6 ha (14,6%); Varazze 453,3 ha (9,4%). Nelle relazioni dettagliate si possono poi vedere quali Comuni si sono avvicinati agli impegni programmatici di ‘consumo zero’ della superficie verde e chi ha invece sacrificato territorio e paesaggio per rastrellare ‘oneri di urbanizzazione’ a favore delle casse comunali”.

“L’altro dato preoccupante del Rapporto Ispra riguarda i ‘beni culturali’ in pericolo nei Comuni della nostra provincia, in quanto si trovano in aree a ‘rischio dissesto idrogeologico’. Alcuni di questi: 105 monumenti a Varazze, 241 a Finale Ligure, 30 a Borgio Verezzi; segue un lungo elenco. Viene poi riportato il numero degli edifici a rischio e, dato ancor più preoccupante, il numero delle persone che possono subire danni perchè abitanti in zone alluvionabili ed esposti a frane. Di fronte a questi dati bisogna riflettere sulla realtà dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale, adottando senza indugi i ben noti 5 punti cardine che gli ‘Accordi di Parigi’ hanno indicato”, conclude Castellazzi.

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