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Comportamento e deontologia dei dipendenti pubblici, un dirigente del Comune di Loano “nel mirino” della minoranza

LoaNoi chiede se "le dichiarazioni rese da un dirigente pubblico in un contesto pubblico siano una palese violazione del codice deontologico a cui i dipendenti si debbono attenere"

Loano. Ha come oggetto il “Comportamento pubblico del dirigente di area 3 ed il codice deontologico” dei dipendenti pubblici l’interrogazione presentata dal capogruppo di minoranza di LoaNoi Paolo Gervasi alla maggioranza del sindaco di Loano Luigi Pignocca.

Nel mirino della minoranza, in particolare, c’è il dirigente Aldo Caballini e certe sue affermazioni fatte durante una delle ultime riunioni della segreteria locale del Partito Democratico a cui lo stesso dirigente ha partecipato: “I nostri reciproci gruppi già in un recente passato hanno dovuto segnalare all’amministrazione comportamenti del dirigente certamente non consoni alla figura apicale che lo stesso riveste all’interno del Comune di Loano – si legge nel documento – Le vignette e le affermazioni apparse sulla porta dell’ufficio del medesimo e le successive note scritte redatte su carta intestata del Comune, utilizzando peraltro anche i servizi informatici interni, tutte mirate a screditare l’operato della minoranza, sembra che siano state giudicate dalla giunta e dalla segretaria generale prive di contenuti che potessero determinare sanzioni o quantomeno una reprimenda attraverso un’indagine interne. Con riferimento alle frasi affisse sulla porta dell’ufficio non ci risulta nemmeno, a livello politico, alcun atteggiamento di solidarietà nei nostri confronti”.

“Osserviamo oggi che il dirigente in questione è passato ad un radicale cambio di strategia, facendo migrare le proprie paturnie dal palazzo comunale ad un pubblico dibattito. Valutato, poi, che le stesse dichiarazioni non sono state rilasciate in un normale schema interlocutorio ma sono andate ben oltre, coinvolgendo nella peregrinazione anche i consiglieri di LoaNoi (definiti pubblicamente inadeguati) e spingendosi addirittura ai rappresentati della vecchia minoranza ‘E’ Tempo’, se non si ritenga che detto dipendente stia assumendo, ad esclusiva tutela del suo operato, atteggiamenti palesemente provocatori sull’attività politica svolta dalle minoranze, cercando di far interdire anche la più semplice funzione di verifica e controllo”.

“Siamo pertanto a richiamare alle dimissioni del Consigliere Gianni Siccardi, ampiamente documentate dalla stampa tradizionale ed on-line, per interrogare l’amministrazione e chiedere se non si ritenga che le dichiarazioni rese da un dirigente pubblico di questa amministrazione, in un contesto pubblico, siano una palese violazione del codice deontologico a cui i dipendenti tutti si debbono attenere e se le stesse, comunque, valutato il tono denigratorio con cui sono state formulate siano soggette ad una più radicale azione disciplinare”.

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