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Balneari: “Le mareggiate distruggono i nostri litorali, danni devastanti”

Sib: "Serviranno milioni di euro per ricostruire le strutture distrutte e proteggere le nostre coste"

Regione. La recente ondata di maltempo, con conseguente allerta rossa, ha nuovamente compromesso tra le altre cose vari stabilimenti balneari liguri, causando danni per svariati milioni di euro. Ad affermarlo il presidente di S.I.B (Sindacato Italiano Balneari) Antonio Capacchione.

La provincia di Savona è stata una delle zone più colpite dalla furia del mare, da Alassio, passando per Varigotti fino al levante savonese con Albisola e Celle Ligure.

“Le mareggiate, che in questi giorni interessano le nostre coste, stanno creando gravissimi danni ai litorali, amplificando i fenomeni erosivi in atto, tanto che molti tratti di spiaggia sono, di fatto, scomparsi. Danneggiate o seriamente compromesse moltissime strutture balneari, cabine e magazzini, in molti casi, poi, sono stati spazzati via dalla forza delle onde, mentre il mare ha invaso anche bar e ristoranti devastando gli arredi interni”, ha spiegato Capacchione.

Tra le regioni più colpite spicca la Liguria, che per colpa delle mareggiate unite ai forti venti ha subito svariati danni. “Da una prima stima possiamo quantificare i danni in oltre 20 milioni di euro – continua Capacchione – in gran parte non coperti da assicurazione e, pertanto, a carico degli imprenditori balneari. Senza contare la spiaggia andata perduta che potrà essere rimessa con opere di ripascimento, costose e difficili da pianificare in tempi brevi”.

Conclude il presidente di S.I.B: “Il 40% della nostra costa è oggetto di erosione e necessita, pertanto, di un piano straordinario di tutela. Non si può e non si deve più perdere tempo. Ai danni procurati dalla natura, purtroppo, si aggiunge l’incertezza sul futuro delle concessioni demaniali a causa dei ritardi delle Istituzioni nell’applicazione della legge dei quindici anni e nella riforma organica del settore. Non vogliamo sussidi economici ma soltanto quelle certezze necessarie per continuare a fare il nostro lavoro che, in oltre un secolo, abbiamo dimostrato di saper fare bene. Vogliamo continuare, insomma, a dare il nostro contributo per la crescita del Paese”.

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