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Bergeggi, il consiglio comunale approva un ordine del giorno sull’accessibilità delle cure a base di cannabis terapeutica

Arboscello "Qualche passo in avanti è stato fatto ma restano ancora troppe criticità. Politica sorda e timorosa sul tema. Sono al fianco di associazioni e pazienti".

Bergeggi. Il consiglio comunale di Bergeggi ha approvato all’unanimità nel corso dell’ultima seduta un ordine del giorno, presentato dal Sindaco Roberto Arboscello, riguardante le terapie a base di cannabis terapeutica e le problematiche di accesso alla cura da parte dei pazienti.

Questione di acceso dibattito a livello regionale, con moltissime interrogazioni e ordini del giorno presentate in passato dai consiglieri delle diverse forze politiche, il tema approda nel consiglio comunale del piccolo comune rivierasco, fatto che potrebbe fare da apripista ad una adesione più ampia dei vari sindaci.

“Ho deciso di presentare questo odg sperando che possa essere di sostegno alle associazioni e ai tanti malati che giornalmente – dichiara il primo cittadino Roberto Arboscello – durante l’ attività di farmacista oltre che di sindaco, mi manifestano difficoltà insormontabili. A distanza di alcuni anni, infatti, in questa regione la continuità terapeutica e l’accessibilità alle cure continuano a essere un miraggio. Alcuni passi in avanti sono stati fatti ma le criticità rimangono troppe, nonostante il consiglio regionale si sia chiaramente espresso in materia”.

Spiega Arboscello: “Non è chiaro il motivo per cui non ci sia ancora la disponibilità a convenzionare le farmacie sul territorio in modo da migliorare l’accessibilità alla terapia, così come resta grave la situazione di molti pazienti costretti a migrare da l’Asl all’altra per reperire il farmaco. Il diverso trattamento dei pazienti fra le cinque Asl, in quanto non vengono garantite le stesse terapie, è un altro tema critico così come la carenza di medici prescrittori che richiederebbe una massiva attività formativa. Infine resta da risolvere il problema della disponibilità della terapia sul territorio che causa grossi problemi alla qualità della vita di pazienti. Il Sindaco, in qualità di autorità sanitaria sul proprio territorio, ha il dovere di assicurare il benessere dei propri cittadini. In questo caso parliamo di cittadini colpiti da malattie gravi, provati fortemente da queste patologie, a cui abbiamo il dovere di assicurare le terapie idonee a migliorare la qualità della vita. Per quanto possibile mi farò promotore, spero insieme a altri miei colleghi che vorranno aderire all’iniziativa, nei confronti di Regione e Ministero affinché le criticità evidenziate possano essere risolte nell’interesse della comunità e delle persone gia’ provate da gravi malattie”.

“In questo momento tutta l’attenzione è spostata sul dibattito politico sulla Cannabis light che nulla ha a che vedere con quella terapeutica. Cerchiamo di riportare l’attenzione sulle cose importanti davvero, come l’assistenza alle persone gravemente malate. La politica e’ ancora sorda a questo argomento, disattenta, poco interessata, teme questo argomento, confonde la cannabis terapeutica con quella ludica, con il mondo delle droghe. Il mio auspicio è che presto invece la politica prenda coscienza del problema e dia risposte concrete a chi ne ha bisogno”, conclude Arboscello.

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