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Arrestato per spaccio due volte in 36 ore: il giudice dispone la custodia cautelare in carcere

La misura dell'obbligo di firma alla quale era sottoposto è stata giudicata "insufficiente" a farlo desistere dall'attività di spaccio

Albenga. “Atteso che la misura dell’obbligo di firma si è rivelata inefficace, si dispone la custodia cautelare in carcere”. È questa, a grandi linee, la motivazione con la quale il tribunale di Savona ha disposto la custodia cautelare in carcere, a Imperia, per Elqabbaty Salaheddine, marocchino classe 1992, fermato per due volte, in meno di 36 ore, per spaccio di sostanze stupefacenti (cocaina).

Era stato fermato una prima volta e per lui era scattato l’obbligo di firma presso la compagnia carabinieri di Albenga, ma la reiterazione del reato, a distanza di appena una manciata di ore, ha fatto propendere per l’inefficacia del primo provvedimento “non sufficiente, da solo, a farlo desistere dall’attività di spaccio”, e ne è seguito un secondo (la custodia cautelare in carcere).

Sabato mattina l’udienza di convalida del primo arresto, avvenuto venerdì scorso: il marocchino, come detto, era stato rimesso in libertà e sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma giornaliera in caserma. Probabilmente l’esperienza in camera di sicurezza e l’obbligo di firma non gli sono serviti perché si è rimesso immediatamente all’opera.

Ieri mattina, infatti, è stato notato e immediatamente controllato dopo aver cercato di evitare la pattuglia, cambiando strada e cercando di dileguarsi. È stato proprio questo movimento sospetto, oltre al fatto che i carabinieri sapessero bene delle sue attività di spaccio di droga, a far scattare l’ennesimo controllo.

Non è stato sufficiente al marocchino infilarsi le dosi di cocaina in bocca per nasconderle ai militari. Al termine della perquisizione, poi estesa anche alla sua abitazione di regione Avarenna, lo hanno trovato con due grammi di cocaina suddivisa in dosi: quindi è stato dichiarato nuovamente in arresto per detenzione di droga ai fini di spaccio. Sono stati sequestrati oltre 300 euro in banconote ritenuto proveniente da “guadagno illecito”.

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