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Vertenza Bombardier: fumata grigia dal Mise. Fiom: “Serve massimo sforzo di istituzioni e territorio”

Incontro ancora interlocutorio e poche certezze sul futuro dello stabilimento di Vado Ligure

Vado Ligure. Ancora un incontro interlocutorio. Mancano risposte sull’accordo di partnership per la gestione della funzione operations su cui il Gruppo è ormai inpegnato da mesi.

“Come già da tempo denunciamo, siamo entrati in una fase di pesante scarico delle attività produttive con particolare difficoltà nel primo trimestre 2020. Pertanto, se è apprezzabile il fatto che Bombardier sia impegnata a portare ulteriori carico di lavoro oltre alla produzione di 19 nuove locomotive DC3 (di cui 10 trasferiti dal sito tedesco di Kassel) verificando anche possibili attività di grande manutenzione (opportunità già da noi posta al tavolo ministeriale oltre 3 anni fa), così come è importante l’aver escluso altri esuberi nonché per ora l’ulteriore ricorso ad ammortizzatori sociali, non possiamo però continuare ad aspettare la definizione della vertenza senza che siano formalizzati al tavolo gli avanzamenti nelle trattative” afferma il segretario provinciale Fiom Andrea Mandraccia.

“Ribadiamo come il ruolo della politica debba essere più coraggioso: non ci serve un semplice osservatore degli avvenimenti bensì un soggetto in grado di incidere esercitando qualcosa di più di una semplice ‘moral suasion’ sui processi decisionali. Questo perché che la stragrande maggioranza delle commesse del settore ferroviario ha come committente aziende del gruppo Ferrovie che investono soldi pubblici per il miglioramento del trasporto merci e passeggeri su ferro (esigenza fondamentale visto ciò che sta accadendo alla rete autostradale italiana)”.

“Ricordiamo inoltre come tutte le Istituzioni territoriali e tutte le forze politiche abbiano promesso di impegnarsi per il positivo esito di questa vertenza e che, mai come in questo momento di estrema difficoltà per il nostro territorio, i lavoratori che nel Savonese vivono necessitino di risposte. Ringraziamo quegli amministratori locali ed i parlamentari del territorio presenti oggi al MISE. A tutti chiediamo un ulteriore sforzo perché si definisca finalmente il rilancio del sito produttivo. Domani nelle assemblee dei lavoratori decideremo quali azioni mettere in campo per mantenere alta l’attenzione su una vertenza aperta ormai da oltre 7 anni e che deve essere risolta se non si vuole condannare definitivamente il Savonese, che ricordiamo è stato decretato area di crisi industriale complessa, sia dal punto di vista occupazionale che da quello produttivo” conclude.

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